La Castagna del Partenio compie un passo decisivo verso il riconoscimento IGP e apre una nuova prospettiva per la castanicoltura campana. Il 29 settembre 2026 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea la domanda di registrazione dell’Indicazione Geografica Protetta: un passaggio che premia il lavoro condiviso di produttori, amministrazioni e istituzioni e avvicina alla tutela europea una produzione radicata nella storia del territorio. La pubblicazione avvia la fase dedicata alle eventuali opposizioni, prima della registrazione definitiva della denominazione.
Il percorso interessa 22 Comuni distribuiti nelle province di Avellino, Benevento, Caserta e Napoli, legati dalla presenza del massiccio del Partenio e da una tradizione agricola che attraversa i confini amministrativi. La candidatura nasce proprio dalla volontà di riconoscere questa identità comune e di trasformarla in uno strumento di valorizzazione del prodotto, delle imprese e delle comunità che custodiscono i castagneti.
A promuovere il progetto sono stati il Consorzio Distretto della Castagna e del Marrone della Campania e il Comitato promotore, attraverso un lavoro che ha coinvolto operatori della filiera, enti territoriali e amministrazioni locali. La prospettiva del marchio europeo riguarda sia la riconoscibilità della castagna sui mercati sia il valore del legame tra produzione, paesaggio e cultura delle aree interne.
Con il completamento dell’iter, la Campania potrà contare su una quinta denominazione IGP dedicata alle castagne, accanto alla Castagna di Montella IGP, al Marrone di Roccadaspide IGP, al Marrone di Serino/Castagna di Serino IGP e alla Castagna di Roccamonfina IGP. Secondo quanto evidenziato dalla Regione Campania, la nuova registrazione consoliderà il primato europeo regionale per numero di denominazioni IGP del comparto.
La storia del progetto affonda le radici in un periodo particolarmente difficile. Il primo incontro operativo si svolse all’inizio dell’emergenza Covid, nella sede del GAL Partenio, quando le limitazioni imposte dalla pandemia rendevano complesso anche il confronto tra gli attori del territorio. A quella riunione parteciparono Luca Beatrice, Pasquale Giuditta, Patrizio Della Porta, Roberto Mazzei, Italo Sant’Angelo, Davide Della Porta, Valerio Abate e Maurizio Reveruzzi, mentre Biancardi intervenne in collegamento.
Da quel confronto prese forma un’iniziativa cresciuta attraverso il lavoro tecnico e il coinvolgimento progressivo di produttori e amministrazioni. Un contributo centrale alla costruzione del dossier è stato fornito da Italo Santangelo, già funzionario della Regione Campania, che ha accompagnato il percorso fin dalle prime fasi. Al suo fianco hanno operato il Comitato promotore, presieduto da Gerardo Marano, il consiglio di amministrazione e la struttura del Distretto.
Tra le tappe dell’iter figura l’audizione pubblica di accertamento tenutasi a Summonte il 18 settembre 2024. Il successivo 10 ottobre il disciplinare di produzione è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale italiana, consentendo la presentazione di eventuali opposizioni a livello nazionale. La pubblicazione europea del settembre 2026 segna dunque un ulteriore avanzamento di un percorso costruito nel tempo.
L’area di produzione racconta la dimensione territoriale della candidatura. In provincia di Avellino comprende Avella, Cervinara, Mercogliano, Monteforte Irpino, Mugnano del Cardinale, Ospedaletto d’Alpinolo, Pietrastornina, Quadrelle, Roccabascerana, Rotondi, Sant’Angelo a Scala, San Martino Valle Caudina, Sirignano, Sperone e Summonte. Nel Beneventano coinvolge Arpaia, Arpaise, Forchia, Pannarano e Paolisi. Completano il comprensorio Arienzo, in provincia di Caserta, e Roccarainola, in provincia di Napoli.
Questa geografia restituisce l’immagine di una filiera diffusa, nella quale la coltivazione del castagno rappresenta una componente dell’economia rurale e dell’identità locale. L’obiettivo condiviso ha permesso di riunire territori diversi attorno a una denominazione capace di esprimere la loro appartenenza a un medesimo ambiente produttivo.
Le caratteristiche della Castagna del Partenio costituiscono uno degli elementi centrali del progetto di valorizzazione. Il comunicato del Distretto richiama la facile separazione dell’episperma, la sottile pellicola che riveste il seme, insieme alla tessitura porosa e all’elevato grado zuccherino della polpa. Qualità che vengono messe in relazione con le condizioni pedoclimatiche dell’area e con la presenza di potassio nei terreni di origine vulcanica.
Dietro queste peculiarità si trova una storia secolare di coltivazione e selezione delle varietà locali. Il legame con i monaci benedettini dell’Abbazia di Montevergine, che già nel tardo Medioevo contribuirono allo sviluppo della castanicoltura, testimonia quanto il castagno sia intrecciato alla vita del Partenio. La candidatura alla tutela europea porta quindi all’attenzione dei mercati un patrimonio agricolo formatosi attraverso generazioni di lavoro e conoscenze.
Per il Consorzio Distretto della Castagna e del Marrone della Campania, la futura IGP si inserisce in una strategia regionale più ampia. L’ambizione dichiarata è arrivare a ricomprendere l’80% dei castagneti campani nell’ambito dei marchi europei di qualità. Un obiettivo che punta a rafforzare la tutela delle produzioni e a favorire un’identità riconoscibile per l’intero comparto.
La registrazione potrà offrire alla filiera uno strumento ulteriore per valorizzare l’origine del prodotto e sostenere la sua promozione. Il risultato economico dipenderà anche dalla capacità di accompagnare il marchio con un lavoro continuativo: partecipazione dei produttori, organizzazione dell’offerta, comunicazione e rapporti con i mercati saranno determinanti per tradurre il riconoscimento in opportunità concrete.
L’esperienza ha già trovato spazio nel confronto internazionale. Come riferisce il comunicato del Distretto, nel settembre 2026 il dossier sulla castanicoltura campana e il percorso della Castagna del Partenio sono stati presentati in Portogallo, nell’ambito di Eurocastanea, come caso di studio italiano. Un’occasione per condividere il lavoro svolto e portare la filiera regionale all’interno del dibattito europeo sul settore.
La pubblicazione della domanda rappresenta così una tappa importante per un territorio che ha scelto di costruire insieme il proprio futuro produttivo. In attesa della conclusione dell’iter IGP, la Castagna del Partenio diventa il simbolo di un progetto che unisce tutela dell’origine, biodiversità e sviluppo delle aree interne, con l’obiettivo di dare maggiore valore a una delle produzioni più rappresentative della Campania.
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