La crisi dei costi agricoli in Basilicata mette sotto pressione le imprese e rischia di compromettere la continuità delle lavorazioni e dei raccolti. È l’allarme lanciato da CIA-Agricoltori Italiani di Basilicata, che chiede interventi immediati per alleggerire il peso di carburanti e fertilizzanti, accelerare i pagamenti degli aiuti e assicurare alle aziende la liquidità necessaria per proseguire l’attività.
Le richieste sono state al centro del Consiglio Direttivo regionale riunito il 1° ottobre a Potenza, nella sede confederale, con la partecipazione del presidente nazionale Cristiano Fini. Un confronto dedicato alle difficoltà dell’agricoltura nazionale e lucana, in una fase particolarmente delicata per le imprese impegnate nelle operazioni di preparazione e raccolta dell’annata agraria.
Il punto sollevato dall’organizzazione riguarda il rapporto sempre più difficile tra spese di produzione e redditività. Quando aumentano i costi dei mezzi tecnici, le aziende devono anticipare maggiori risorse per sostenere le lavorazioni, mentre la possibilità di recuperare quelle somme attraverso la vendita dei prodotti resta incerta. Per la CIA Basilicata, il rischio è che questa pressione economica induca gli agricoltori a ridurre le produzioni, rinviare gli investimenti o ricorrere ulteriormente all’indebitamento.
«Le imprese agricole non possono continuare a lavorare con costi che aumentano e margini che si restringono», sottolineano il presidente regionale Leonardo Moscaritolo e il vicepresidente Stasi. La richiesta è di ottenere risposte concrete e tempestive, capaci di accompagnare le aziende nelle lavorazioni senza costringerle a rinunce che potrebbero compromettere il reddito e la programmazione futura.
Durante l’incontro, Cristiano Fini ha illustrato le iniziative e le proposte della Confederazione sul piano nazionale, con particolare attenzione alla crescita dei costi di produzione e al rafforzamento degli strumenti di sostegno al reddito agricolo. Il confronto ha riguardato anche le prospettive europee e la proposta della PAC 2028-2034, indicata come un passaggio decisivo per la capacità delle imprese di pianificare produzioni e investimenti.
Sul piano regionale, la priorità resta intervenire sulle spese che incidono direttamente sulle attività in campo. La CIA Basilicata sollecita la Regione Basilicata ad attivare rapidamente strumenti di sostegno per contenere l’impatto dei rincari di fertilizzanti e carburanti agricoli, traducendo le richieste del settore in misure operative.
Per i fertilizzanti, l’organizzazione ribadisce quanto già evidenziato al Tavolo Verde del 28 settembre: occorre un intervento regionale aggiuntivo, almeno a favore delle colture escluse dal provvedimento ministeriale richiamato nel comunicato, il decreto MASAF n. 471903 del 15 settembre 2026. Qualora le risorse disponibili lo consentano, la richiesta è di estendere il sostegno anche alle colture già comprese nella misura nazionale.
L’obiettivo è evitare che il maggiore costo della fertilizzazione si trasformi in un ostacolo alla gestione delle colture. Per le aziende, infatti, poter sostenere le spese dei mezzi tecnici significa mantenere la capacità di portare avanti le lavorazioni previste, senza dover modificare i programmi produttivi esclusivamente per mancanza di risorse.
Sul fronte dei carburanti agricoli, la proposta è un intervento specifico che compensi fino al 50% degli aumenti registrati nel 2026. La richiesta riguarda quindi una quota dei rincari sostenuti dalle imprese per l’acquisto del carburante utilizzato nelle attività agricole. Secondo la Confederazione, una misura di questo tipo permetterebbe di ridurre nell’immediato la pressione sui bilanci e favorire la continuità delle operazioni aziendali.
Accanto al contenimento dei costi, il Consiglio Direttivo pone al centro la questione dei pagamenti. La CIA Basilicata chiede il versamento immediato di tutti gli aiuti e delle integrazioni relativi agli interventi a superficie di competenza regionale previsti dal CSR Basilicata 2023-2027, il Complemento per lo sviluppo rurale.
Per le imprese, la disponibilità effettiva di queste risorse rappresenta un elemento essenziale della gestione finanziaria. Le spese per carburanti, fertilizzanti e lavorazioni devono essere affrontate durante il ciclo produttivo: poter contare sui pagamenti attesi può quindi contribuire a sostenere l’attività e a limitare il ricorso al credito.
L’organizzazione sollecita inoltre la copertura delle annualità ancora mancanti per i danni provocati dalla fauna selvatica e il pagamento degli indennizzi relativi alle calamità naturali che hanno colpito il settore primario lucano. Si tratta di richieste che affiancano l’emergenza dei rincari, perché riguardano aziende chiamate a fronteggiare anche perdite e difficoltà derivanti da eventi esterni alla normale gestione produttiva.
Un altro nodo è l’accesso al credito. La CIA torna a chiedere l’istituzione di un fondo rotativo regionale per l’agricoltura, destinato soprattutto a garantire liquidità corrente attraverso finanziamenti a tassi di interesse agevolati. La proposta punta a offrire alle imprese uno strumento per sostenere le necessità operative e affrontare le spese indispensabili alla prosecuzione delle attività.
«Il problema oggi non è soltanto quanto costa produrre, ma anche la capacità delle aziende di avere liquidità per continuare a produrre», evidenziano Moscaritolo e Stasi. Nella valutazione dei rappresentanti regionali, un’azienda che non riesce a finanziare le lavorazioni rischia di fermarsi prima di poter raccogliere i risultati del proprio lavoro. Per questo, pagamenti, credito e contenimento dei costi devono procedere insieme.
La preoccupazione riguarda le conseguenze che un rallentamento delle attività potrebbe produrre sull’intero sistema agricolo della Basilicata. Secondo l’organizzazione, il blocco delle lavorazioni e dei raccolti comporterebbe minori produzioni, una forte riduzione dei redditi agricoli, perdita di occupazione e congelamento degli investimenti. Effetti che si estenderebbero oltre le singole aziende, coinvolgendo l’economia regionale.
Da qui l’appello a una responsabilità condivisa tra agricoltori, organizzazioni professionali, istituzioni regionali e Governo. La richiesta è di affiancare agli strumenti immediati una prospettiva strutturale, capace di restituire alle imprese condizioni più stabili per programmare il futuro.
Le famiglie agricole, sottolineano Moscaritolo e Stasi, stanno attraversando una fase di forte disagio e i segnali provenienti dalle aziende richiedono attenzione. Servono risposte alle proposte avanzate, affinché l’agricoltura lucana possa continuare a investire, lavorare e produrre.
Per la CIA Basilicata, la priorità è evitare che la crisi dei costi agricoli diventi una crisi produttiva. Sostenere oggi le lavorazioni significa tutelare l’annata in corso e preservare la capacità delle imprese di affrontare quelle successive, mantenendo reddito, occupazione e investimenti nelle campagne lucane.
#CostiAgricoli #CiaBasilicata #Agricoltura #Basilicata #AgricolturaLucana #CarburantiAgricoli #Fertilizzanti #ImpreseAgricole #CreditoAgricolo #Potenza #SudNotizie
