La fondazione di una città diventa un’esperienza da vivere attraverso il gioco, tra decisioni collettive, interessi da conciliare e responsabilità verso il futuro. È questa l’idea alla base di “ELEA. Città da fondare.”, il videogioco dei Parchi archeologici di Paestum e Velia presentato lunedì 12 ottobre 2026, alle ore 10, presso il Parco archeologico di Velia. Il progetto porta al centro dell’esperienza la storia dell’antica Elea e il pensiero di Parmenide, invitando i partecipanti a costruire una comunità e a misurare gli effetti delle proprie scelte.
Realizzato in coproduzione con AMONG S.r.l. Società Benefit, il gioco intreccia contenuti storici, archeologici e filosofici con una domanda concreta: quali decisioni permettono a una città di crescere e mantenere il proprio equilibrio? La risposta prende forma durante la partita, attraverso il confronto tra gruppi sociali diversi, la discussione delle alternative e il voto. Il progetto comprende una versione digitale e una da tavolo, oltre a una specifica versione online destinata alle scuole secondarie di secondo grado.
Il punto di partenza è la vicenda dei Focei, che nel VI secolo a.C., in fuga dall’avanzata persiana, attraversarono il Mediterraneo fino a raggiungere le coste del Cilento, dove fondarono Elea. Il gioco colloca i partecipanti nella prospettiva di quella comunità, quando la città era ancora da organizzare e il suo futuro dipendeva dalle decisioni dei suoi abitanti. Dove costruire le abitazioni, come difendere l’insediamento e quali risorse sviluppare diventano così problemi da affrontare insieme.
La partita si articola in cinque turni, dedicati alla collocazione delle case, alla difesa, alle opere e agli spazi collettivi, alle strategie di crescita e alla forma di governo. Ogni passaggio aggiunge un elemento alla costruzione della polis e modifica le condizioni nelle quali si svolgono le decisioni successive. Una scelta favorevole a un gruppo può incidere sulle possibilità degli altri, rendendo necessario valutare il rapporto tra vantaggio immediato e tenuta complessiva della comunità.
A rappresentare le diverse esigenze della società sono cinque gruppi: sacerdoti, guerrieri, costruttori, agricoltori e mercanti. Tutti condividono il destino della stessa città, ma ciascuno porta al confronto interessi propri. Le alternative devono essere discusse, motivate e votate, con conseguenze sulle risorse disponibili, sulle infrastrutture, sulla difesa, sulle relazioni e sulla coesione della polis. Cambiano anche gli equilibri di potere, facendo emergere il legame tra organizzazione materiale della città e vita politica.
La fase conclusiva, chiamata “Prova della storia”, sottopone la comunità costruita durante la partita a eventi imprevisti. Crisi, conflitti e nuove opportunità permettono di verificare quanto siano solide le decisioni prese e quali fragilità siano rimaste irrisolte. Il gioco introduce così il rapporto tra ciò che una comunità può scegliere e le circostanze che sfuggono al suo controllo: ogni decisione produce benefici e costi, ma i suoi effetti dipendono anche dal contesto nel quale dovrà reggere.
Il pensiero di Parmenide entra direttamente nella meccanica del videogioco. Le scelte seguono le prospettive di Doxa e Aletheia, associate nel progetto rispettivamente al vantaggio dei singoli gruppi e a quello della città. È una traduzione in termini di gioco che porta i partecipanti a confrontarsi con la distanza tra interessi particolari e bene della comunità. Gli eventuali stalli decisionali vengono risolti dal Grammateus attraverso uno speciale “algoritmo parmenideo”.
Nella versione digitale, l’applicazione assume il ruolo del Grammateus: guida lo svolgimento della partita, illustra gli effetti delle decisioni e interviene quando il confronto non produce una soluzione. La tecnologia svolge quindi una funzione di mediazione, rendendo utilizzabili contenuti complessi attraverso situazioni concrete. La possibilità di giocare anche in classe e al di fuori della visita amplia le occasioni di incontro con la storia di Elea.
L’interesse didattico del progetto riguarda anche il modo in cui si arriva a una decisione. Assumere un ruolo, sostenere una proposta, ascoltare altre posizioni ed esprimere un voto richiede di collegare informazioni e formulare ipotesi. Verificare successivamente gli effetti delle scelte permette di tornare sulle proprie valutazioni e comprenderne le conseguenze. Il percorso unisce così apprendimento storico, capacità di argomentazione e riflessione sul senso civico.
Questa esperienza può offrire anche una chiave di lettura del patrimonio archeologico di Velia. Abitazioni, fortificazioni, santuari, approdi e territorio vengono ricondotti alle necessità della comunità che li utilizzava e ai rapporti tra le diverse attività. Gli spazi della città antica diventano più comprensibili quando si osservano attraverso i problemi ai quali rispondevano: abitare, proteggersi, produrre, scambiare e organizzare la vita collettiva.
Il progetto è stato realizzato con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU. L’intervento si colloca nella Missione 1, “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, Componente 3, “Turismo e Cultura 4.0”, e nella Misura 1, dedicata al patrimonio culturale per la prossima generazione. Il riferimento è l’Investimento 1.2 per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi, nell’ambito della Linea d’Azione 7 sulla formazione degli operatori culturali e degli interventi di valorizzazione e accessibilità attraverso tecnologie innovative e gamification.
Alla realizzazione ha contribuito il sostegno della Direzione generale Musei, nel quadro delle iniziative sul gaming previste dal Piano della comunicazione dell’investimento PNRR per l’accessibilità nei luoghi della cultura. Roberto Vannata, dirigente del Servizio II della Direzione generale Musei, evidenzia come questo investimento abbia consentito di affiancare agli interventi sui luoghi la formazione, la comunicazione e la sperimentazione di nuovi linguaggi. In questa prospettiva, il gioco viene riconosciuto come uno strumento per coinvolgere pubblici diversi e ampliare la partecipazione al patrimonio culturale.
Il progetto ha inoltre beneficiato della collaborazione della Società Filosofica Italiana, sulla base del Protocollo d’Intesa sottoscritto con i Parchi archeologici di Paestum e Velia e del relativo atto attuativo dedicato al collaudo e alla diffusione del gioco nelle scuole. La presentazione ha consentito di condividere le prospettive di utilizzo didattico, rafforzando il confronto tra istituzioni culturali, ricerca e mondo dell’istruzione.
Per Tiziana D’Angelo, direttrice dei Parchi archeologici di Paestum e Velia, “ELEA. Città da fondare.” rafforza il ruolo del Parco come luogo di conoscenza e formazione. Il progetto offre a scuole e visitatori nuove possibilità di approfondire la storia della città e la sua tradizione filosofica, attraverso un’esperienza centrata sulla partecipazione. Il valore educativo risiede nella comprensione della complessità della comunità antica e delle decisioni che ne determinano il futuro, consolidando il rapporto tra nuove generazioni e luoghi della cultura.
Annamaria Gimigliano, ideatrice e coautrice del videogioco, individua la principale sfida nella costruzione di un’esperienza semplice e accessibile, capace di conservare la ricchezza dei contenuti. La soluzione è stata integrare il pensiero di Parmenide nelle regole e proporre alternative storicamente plausibili, dalle quali possono nascere decine di città diverse. La varietà degli esiti rende visibile quanto il percorso di una comunità possa cambiare in relazione alle priorità e agli accordi dei suoi abitanti.
Con “ELEA. Città da fondare.”, la storia di Velia diventa quindi un terreno di partecipazione e confronto. Il patrimonio archeologico viene avvicinato attraverso le domande che accompagnano la nascita di una città, mentre la filosofia offre una struttura per riflettere sulle decisioni. Per studenti e visitatori, l’esperienza propone un modo coinvolgente di conoscere l’antica Elea e di interrogarsi sul rapporto tra interessi individuali e responsabilità collettiva.
#EleaCittàDaFondare #Elea #Velia #Paestum #Cilento #Parmenide #Archeologia #Gamification #PatrimonioCulturale #PNRR #SudNotizie
Parchi archeologici di Paestum e Velia
(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)



