La tradizione popolare del Mezzogiorno incontra la musica classica, la danza contemporanea e le nuove tecnologie in uno spettacolo che promette di trasformare un antico rito collettivo in un’esperienza artistica immersiva. Venerdì 16 ottobre 2026, alle ore 19, la Masseria Luce di San Pietro a Patierno, a Napoli, ospiterà Tarantelle – Dal Rito alla Musica Classica. Storia, Mito e Passione, una produzione originale realizzata per la quinta edizione di Extra Moenia – Il Centro esploso. L’appuntamento, a ingresso gratuito con prenotazione, propone un viaggio attraverso la storia della tarantella, dalle sue radici contadine fino alle reinterpretazioni della grande tradizione musicale europea, con la partecipazione di artisti, danzatori e giovani percussionisti.
L’iniziativa nasce nell’ambito del progetto promosso dall’Associazione Domenico Scarlatti, sotto la direzione artistica del maestro Enzo Amato, e si inserisce nella rassegna Affabulazione del Comune di Napoli. Al centro della produzione si colloca un’idea precisa: raccontare come una manifestazione profondamente radicata nella cultura meridionale sia riuscita ad attraversare i secoli, superando i confini della tradizione orale per entrare in dialogo con la musica colta, il teatro e i linguaggi espressivi contemporanei.
Il punto di partenza è il tarantismo, uno dei fenomeni più affascinanti e complessi della storia antropologica del Sud Italia. Secondo le antiche credenze popolari, il morso della tarantola provocava uno stato di sofferenza dal quale la persona colpita poteva liberarsi attraverso la musica e il movimento. Attorno al cosiddetto tarantato prendeva forma un rito collettivo, scandito dal ritmo insistente dei tamburi, dal coinvolgimento dei musicisti e da una danza sempre più intensa, fino al raggiungimento di una condizione interpretata come liberazione fisica ed emotiva.
Non si trattava semplicemente di un ballo, ma di una pratica rituale nella quale si intrecciavano credenze, simboli, relazioni comunitarie e forme di espressione del disagio. La musica diventava il linguaggio attraverso il quale dare voce a emozioni e sofferenze, mentre la danza assumeva un significato che andava ben oltre l’intrattenimento. È proprio questa dimensione culturale e simbolica a rappresentare il cuore narrativo dello spettacolo, che intende restituire al pubblico la complessità di un patrimonio tramandato per generazioni.
Da questo universo popolare prende avvio un percorso musicale che conduce idealmente dalle campagne meridionali ai grandi salotti e alle sale da concerto dell’Europa. La tarantella, con il suo caratteristico andamento ritmico e la sua straordinaria energia, ha infatti trovato spazio anche nell’immaginario e nella produzione dei compositori classici. Lo spettacolo richiama le elaborazioni di autori come Fryderyk Chopin e Franz Liszt, estendendo il racconto fino alle trasformazioni musicali del Novecento.
A rendere particolarmente interessante questa proposta è il confronto tra strumenti e sensibilità differenti. Il suono ancestrale del tamburo a cornice dialogherà con il pianoforte e gli strumenti a fiato, creando un intreccio tra la forza espressiva delle percussioni popolari e le possibilità armoniche e timbriche della musica classica. Un incontro che punta a evidenziare non soltanto le differenze tra i diversi linguaggi, ma soprattutto la continuità culturale che li attraversa.
Ad accompagnare gli spettatori lungo questo itinerario sarà Roberto Del Gaudio, attore e drammaturgo, al quale è affidata la narrazione dello spettacolo. Attraverso fonti storiche, testimonianze e racconti della tradizione popolare, Del Gaudio ricostruirà il contesto nel quale il tarantismo si è sviluppato, mettendone in luce gli aspetti umani, sociali e culturali. La sua presenza contribuirà a costruire un collegamento tra il rigore della ricostruzione storica e la forza evocativa del racconto teatrale.
La supervisione scientifica è affidata alla professoressa Francesca Marone, dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con l’obiettivo di offrire una lettura storico-antropologica attendibile e, nello stesso tempo, accessibile a un pubblico ampio. La volontà è quella di avvicinare anche gli spettatori meno esperti a un fenomeno che continua a suscitare interesse per la sua capacità di raccontare la storia e l’identità delle comunità meridionali.
Uno degli aspetti più innovativi di Tarantelle – Dal Rito alla Musica Classica. Storia, Mito e Passione sarà l’utilizzo di effetti olografici interattivi, pensati non come un semplice arricchimento scenografico, ma come parte integrante della rappresentazione. Durante la performance, i danzatori entreranno in relazione con figure e immagini virtuali, dando vita a una particolare interazione tra presenza fisica e dimensione digitale.
Il corpo umano, protagonista degli antichi rituali, si confronterà così con le possibilità offerte dalle tecnologie contemporanee. Il movimento reale e quello virtuale contribuiranno a evocare la dimensione simbolica della danza, trasformando lo spazio scenico in un ambiente nel quale passato e presente potranno dialogare. La tecnologia diventerà quindi uno strumento narrativo per reinterpretare una tradizione antica senza cancellarne il significato originario.
Le coreografie saranno curate da Dansemble, formazione diretta da Brunella Cammuso, e verranno sviluppate in relazione agli ambienti della Masseria Luce. La scelta della location assume un valore particolare: lo spettacolo prenderà vita nel Museo Laboratorio della Civiltà Contadina, un luogo strettamente legato alla conservazione della memoria rurale e delle tradizioni del territorio. Un contesto che contribuirà a rafforzare il rapporto tra il racconto artistico e le radici culturali della tarantella.
Sul versante musicale, il pubblico potrà ascoltare Mimmo Napolitano al pianoforte, Giuseppe Di Colandrea agli strumenti a fiato ed Emidio Ausiello alle percussioni. Tre interpreti chiamati a costruire un percorso sonoro nel quale il ritmo popolare si intreccerà con sonorità e suggestioni della musica classica, accompagnando le evoluzioni coreografiche e la narrazione teatrale.
Particolarmente significativa sarà anche la presenza dell’Ensemble di Tamburi a Cornice, formato dai giovani che hanno partecipato al laboratorio di percussioni tradizionali previsto dal progetto Extra Moenia. Guidati da Emidio Ausiello e Giuseppe Di Colandrea, i ragazzi avranno l’opportunità di portare sul palcoscenico le competenze acquisite durante il percorso formativo, diventando parte attiva della produzione.
Il loro coinvolgimento rappresenta uno degli elementi più importanti dell’iniziativa. I giovani percussionisti non saranno semplicemente chiamati a eseguire un accompagnamento musicale, ma contribuiranno a ricreare quella dimensione comunitaria che costituisce uno dei tratti distintivi della tradizione della tarantella. Il laboratorio si trasformerà così in un’esperienza concreta di partecipazione culturale, nella quale formazione, creatività e spettacolo confluiscono in un unico progetto.
È anche attraverso questa attenzione alle nuove generazioni che Extra Moenia – Il Centro esploso conferma la propria vocazione a portare le attività artistiche e culturali nei quartieri della città, valorizzando luoghi e comunità spesso lontani dai circuiti più tradizionali dello spettacolo. La scelta di San Pietro a Patierno, nell’area settentrionale di Napoli, testimonia la volontà di rafforzare il legame tra produzione culturale, territorio e partecipazione dei cittadini.
La quinta edizione di Extra Moenia continua dunque a proporre una visione della cultura come occasione di incontro e condivisione, capace di mettere in relazione discipline differenti e di trasformare gli spazi cittadini in luoghi di espressione artistica. In questo quadro, Tarantelle rappresenta un esempio di come il patrimonio immateriale del Mezzogiorno possa essere reinterpretato attraverso linguaggi attuali, mantenendo vivo il collegamento con la memoria collettiva.
L’appuntamento del 16 ottobre 2026 alla Masseria Luce si presenta quindi come un’occasione per riscoprire la storia della tarantella attraverso una formula che unisce divulgazione, musica dal vivo, danza e innovazione tecnologica. Un racconto in cui il battito dei tamburi, le melodie del pianoforte, le parole della narrazione e le immagini olografiche contribuiranno a restituire la vitalità di una tradizione capace di rinnovarsi nel tempo.
Lo spettacolo inizierà alle ore 19 presso la Masseria Luce, in via Comunale della Luce, a San Pietro a Patierno, Napoli. L’ingresso è gratuito, con prenotazione attraverso il sito ufficiale www.extramoenia.cloud. Per informazioni sono disponibili il numero 081 5437430 e l’indirizzo email info@domenicoscarlatti.it
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(foto fornita dall’ufficio stampa in allegato al comunicato)
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