La memoria di una nonna di Limatola e la scelta di restare dei giovani casertani sono al centro delle storie premiate a Focus Campania 2026, la sezione del Pianeta Mare Film Festival Internazionale di Napoli dedicata ai cortometraggi girati nella regione. Il primo premio è andato a Licia, della giovane regista Gaia Marotta, mentre Mambo Kids, firmato da Emanuele Tresca, ha ricevuto una menzione speciale. Due opere che, attraverso prospettive differenti, raccontano il rapporto tra persone, identità e territorio, affidando al cinema uno sguardo sulle radici e sulle possibilità del presente.
La sezione Focus Campania riserva una particolare attenzione alla relazione tra ambiente e territorio. Nei film premiati questo legame emerge attraverso una dimensione intima: la memoria familiare, l’amicizia, la scoperta dei luoghi e il significato attribuito alla scelta di rimanere. Il paesaggio entra così nel racconto come parte dell’esperienza dei protagonisti, contribuendo a definire il loro modo di riconoscersi e di abitare il mondo.
Ad assegnare i riconoscimenti è stata una giuria tecnica composta dagli studenti di Scienze della comunicazione dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Una scelta che ha dato ai giovani un ruolo diretto nella valutazione delle opere, in una manifestazione che dedica ampio spazio alla partecipazione universitaria e scolastica.
Il cortometraggio vincitore, Licia, porta la firma di Gaia Marotta, regista sannita di Limatola, classe 2000 e laureanda in cinema e audiovisivo all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Al centro dell’opera c’è il ritratto della nonna, attraverso il quale la dimensione familiare si apre a una riflessione sull’apparenza, sulla percezione di sé e sul rapporto tra memoria e identità.
La giuria ha premiato il film «per aver costruito un ponte tra passato e presente attraverso un linguaggio ibrido e sensibile», riconoscendo la forza di un racconto intimo e ironico. La figura della nonna diventa il punto d’incontro tra generazioni e il tramite per esplorare il legame con il territorio. È proprio questa capacità di tenere insieme esperienza personale e riflessione più ampia a caratterizzare il riconoscimento attribuito a Licia.
La menzione speciale di Focus Campania 2026 è stata assegnata a Mambo Kids, del regista casertano Emanuele Tresca, anche lui classe 2000 e laureando in antropologia all’Università di Roma La Sapienza. Ambientato a Caserta, il cortometraggio racconta il legame tra due amici e una storia di “restanza”, nella quale la scelta di rimanere si intreccia con la scoperta dei luoghi naturali e con la semplicità dei gesti.
Nella motivazione, la giuria ha sottolineato la delicatezza del racconto e la capacità di restituire «la sospensione di una fine estate e la malinconica scoperta di nuovi luoghi dell’anima». Il film affianca così alla dimensione dell’amicizia quella del rapporto con lo spazio vissuto: restare diventa una prospettiva attraverso cui osservare il territorio e cercare nuovi significati nei luoghi vicini.
Accanto ai riconoscimenti della sezione campana, il Pianeta Mare Film Festival, giunto secondo il comunicato alla quinta edizione, ha premiato opere internazionali dedicate al mare, alla biodiversità e alle connessioni tra ambiente e società. Nel concorso generale, il primo premio per i lungometraggi è andato al docufilm And the fish fly above our heads, della regista libanese Dima El-Horr, presentato in anteprima italiana.
La motivazione evidenzia la capacità dell’opera di raccontare, attraverso il mare, la memoria storica, la crisi economica e l’instabilità politica del Libano. Il film mette in relazione queste dimensioni con le difficoltà che attraversano diversi Paesi del Mediterraneo, ampliando il racconto ambientale a una lettura delle condizioni sociali e politiche.
La menzione speciale tra i lungometraggi è stata attribuita a The Musician and the Whale, del regista francese Valentin Paoli, che aveva aperto il festival in anteprima italiana. L’opera racconta la connessione tra la musica di Rone e i mammiferi dell’isola tropicale di La Réunion. Il riconoscimento è stato assegnato dalla giuria di qualità, della quale facevano parte, tra gli altri, il programming manager Alessandro Del Re e la sceneggiatrice Ippolita Di Majo.
Un ruolo significativo è stato riservato anche alle Cinematinée, che hanno registrato più di duemila presenze tra studenti universitari e delle scuole secondarie superiori. Le proiezioni sono state ospitate nell’Aula Magna dell’Università di Napoli Parthenope, nel centro storico, e nell’Aula Magna della sede di Scampia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Nel concorso Cinematinée, il primo premio per i lungometraggi è andato a Noi stesse, del regista napoletano Luca Ciriello, presentato in anteprima mondiale al festival. Il film nasce da un laboratorio di documentario partecipativo realizzato sull’isola di Ischia con il Liceo Giorgio Buchner e l’Istituto scolastico Cristofaro Mennella, nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Il riconoscimento valorizza un lavoro nato dentro un percorso didattico, nel quale il linguaggio cinematografico diventa uno strumento di partecipazione e di espressione. L’esperienza delle scuole di Ischia trova così spazio nel programma del festival, collegando la formazione alla realizzazione di un’opera destinata al pubblico.
Il primo premio per i cortometraggi del concorso Cinematinée è stato invece assegnato a Le Bain des Sirènes, della regista francese Lola Degove, presentato in anteprima italiana. Secondo il comunicato, il film era già stato in concorso nella selezione ufficiale del Festival di Cannes 2026 ed è stato inserito nella shortlist del Premio César.
Tutte le proiezioni del Pianeta Mare Film Festival si sono svolte a ingresso gratuito, grazie al sostegno della Film Commission della Regione Campania e all’ospitalità degli atenei napoletani e dell’Institut français di Napoli. I premi di Focus Campania restituiscono, dentro questa cornice internazionale, due sguardi giovani sul Sud: quello di Gaia Marotta, che attraversa la memoria familiare, e quello di Emanuele Tresca, che esplora il legame tra amicizia e territorio. Due racconti nei quali i luoghi acquistano significato attraverso le persone che li abitano.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)


