L’Inter passa anche a Marassi e lo fa con una vittoria di carattere, maturata in un clima tutt’altro che semplice e contro un Genoa combattivo fino all’ultimo minuto. Al “Ferraris” finisce 2-1 per i nerazzurri, un successo che pesa non solo per la classifica ma anche per la solidità mentale mostrata dalla squadra di Cristian Chivu in una delle trasferte storicamente più insidiose del campionato.
L’approccio dell’Inter è autoritario, lucido, quasi chirurgico. Il possesso palla è ordinato, la pressione alta e il Genoa viene costretto a rincorrere. A sbloccare la partita è Yann Bisseck, sempre più protagonista inatteso della stagione: il difensore tedesco sfrutta una situazione da palla inattiva e trova il gol con tempismo e potenza, confermando una crescita che va oltre la semplice affidabilità difensiva. Il raddoppio arriva poco dopo con Lautaro Martínez, che si muove da leader vero, attacca la profondità, dialoga con i compagni e colpisce con freddezza, siglando l’ennesima rete di una stagione da capitano totale.
Il Genoa, però, non è squadra che si arrende. Nella ripresa cambia ritmo, alza il baricentro e mette in difficoltà l’Inter soprattutto sulle corsie laterali. Il gol di Vitinha riapre la gara e accende il pubblico, trasformando gli ultimi minuti in una prova di resistenza per i nerazzurri. Qui emerge l’esperienza dell’Inter: gestione dei tempi, compattezza difensiva, sacrificio collettivo. Non c’è brillantezza assoluta, ma c’è maturità, quella delle squadre che sanno vincere anche soffrendo.
Il successo consente all’Inter di consolidare una posizione di vertice e di lanciare un segnale forte al campionato. In una Serie A equilibrata, vincere partite come questa significa dimostrare continuità e personalità. Marassi non è mai un passaggio banale, e i nerazzurri lo superano con la consapevolezza di chi sa di poter ambire in alto, senza proclami ma con i fatti.
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