Dal 5 al 10 ottobre le sale del Museo Diocesano accolgono Il teatro e il suo doppio, il percorso espositivo firmato dal fotografo e operatore culturale Pino Miraglia e curato da Giulio Baffi, inserito nel programma del SàFF – Social Action Film Festival, diretto da Andrea De Rosa. Una mostra che utilizza la fotografia e l’installazione per indagare il rapporto profondo tra rappresentazione teatrale, ritualità, sacro e dimensione quotidiana, partendo da alcune messe in scena che affondano le proprie radici nelle opere e nel pensiero di Antonin Artaud. C.S . Il teatro e il suo doppio…
Il progetto di Pino Miraglia si articola attraverso quindici immagini e due installazioni, costruendo un itinerario visivo nel quale il teatro non resta confinato allo spazio scenico, ma sembra prolungarsi nella vita, nei gesti, nelle paure e negli interrogativi dell’essere umano. Il punto di partenza è proprio la ricerca di quei parallelismi che permettono al rito teatrale di trovare corrispondenze al di fuori del palcoscenico, trasformando la fotografia in uno strumento capace non soltanto di documentare, ma anche di interrogare ciò che resta dopo la rappresentazione. C.S . Il teatro e il suo doppio…
Al centro di Il teatro e il suo doppio emergono il culto della morte, le icone sacre, il gesto e una ritualità sospesa tra sacro e profano. Sono elementi che rimandano direttamente al concetto di “teatro della crudeltà” elaborato da Antonin Artaud, inteso non semplicemente come provocazione o violenza scenica, ma come esperienza sensoriale capace di lasciare una traccia nello spettatore. Nella lettura proposta dalla mostra, ciò che accade sul palco non termina con la conclusione dello spettacolo: continua a manifestarsi nel quotidiano, nei sogni, nelle domande legate alla fede e perfino nell’attrazione verso l’esoterismo. C.S . Il teatro e il suo doppio…
Le fotografie di Pino Miraglia sembrano così emergere dal buio profondo dei piccoli e grandi teatri, ma anche da luoghi carichi di suggestione nei quali si confrontano opposizioni che accompagnano da sempre l’esperienza umana: fede e ragione, inconscio e consapevolezza. Non si tratta necessariamente di ricomporre queste contraddizioni o di trovare una risposta definitiva. Il percorso espositivo sembra piuttosto accettare la loro convivenza, cercando un possibile punto d’incontro che, come suggerisce lo stesso testo di presentazione, potrebbe persino non essere necessario. C.S . Il teatro e il suo doppio…
In questa prospettiva la fotografia teatrale abbandona qualsiasi funzione meramente illustrativa. Lo scatto diventa una soglia, un punto di passaggio tra ciò che è stato rappresentato e ciò che continua a vivere nella memoria. Il corpo dell’attore, il gesto rituale, le ombre, gli spazi e le immagini legate alla spiritualità si caricano di ulteriori significati e costruiscono un racconto nel quale il confine tra scena e realtà appare volutamente instabile.
La parte conclusiva della mostra approfondisce ulteriormente questo rapporto attraverso un’installazione dedicata alla morte e alla figura materna e un video-racconto fotografico costruito in relazione alla registrazione radiofonica Per farla finita col giudizio di Dio di Antonin Artaud. È un approdo coerente con l’intero itinerario, nel quale la fotografia incontra la parola, la memoria e l’esperienza sonora, ampliando la percezione dello spettatore oltre il solo linguaggio visivo. C.S . Il teatro e il suo doppio…
Il progetto rappresenta anche una sintesi particolarmente significativa del percorso professionale di Pino Miraglia, fotografo e operatore culturale che da circa quarant’anni attraversa musica, teatro e impegno sociale utilizzando lo sguardo fotografico come principale strumento di racconto. La sua formazione nasce nel teatro di figura e di ricerca degli anni Ottanta con la cooperativa Lanterna Magica, guidata da Francesco Silvestri, e nell’ambiente sperimentale del Teatro Nuovo di Napoli, rinato a metà di quel decennio. In quella fase Miraglia si occupa del disegno luci degli spettacoli e prende parte come attore a numerose produzioni della compagnia, prima di avvicinarsi, alla fine degli anni Ottanta, al linguaggio fotografico, destinato a diventare il suo principale mezzo espressivo. C.S . Il teatro e il suo doppio…
La fotografia di scena teatrale diventa nel tempo uno dei suoi territori privilegiati, così come la fotografia musicale, ambito nel quale Pino Miraglia viene indicato come un punto di riferimento a Napoli. Nel corso della sua attività collabora con compagnie teatrali, agenzie, festival e realtà legate alla musica, portando avanti parallelamente una ricerca dedicata ai linguaggi giovanili, all’underground musicale campano e alla fotografia sperimentale. A questa dimensione artistica si affianca un impegno costante nei progetti di inclusione e formazione rivolti ai giovani di Napoli e delle aree periferiche. C.S . Il teatro e il suo doppio…
Dal 2013 Miraglia è inoltre promotore de Il sabato della fotografia, ciclo di incontri dedicato al linguaggio fotografico e alla cultura visiva, anche in relazione con altre forme artistiche. La rassegna, giunta secondo il comunicato alla sua undicesima edizione, nasce nell’ambito del progetto Movimenti per la fotografia e dal 2019 è prodotta da Casa del Contemporaneo, dopo precedenti collaborazioni con diverse realtà culturali italiane e con il patrocinio di enti e istituzioni. C.S . Il teatro e il suo doppio…
Con Il teatro e il suo doppio, Pino Miraglia porta dunque al Museo Diocesano non una semplice raccolta di fotografie di scena, ma una riflessione sul teatro come esperienza capace di sopravvivere al proprio spazio e al proprio tempo. Le quindici immagini e le due installazioni diventano frammenti di un discorso più ampio sulla memoria, sulla morte, sulla fede, sull’inconscio e sul bisogno umano di costruire riti e rappresentazioni. All’interno del SàFF – Social Action Film Festival, il progetto assume così il valore di un attraversamento tra fotografia, teatro e ricerca visiva, restituendo allo spettatore quella zona di confine nella quale la scena continua a vivere anche quando il sipario è ormai chiuso.
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(foto di Pino Miraglia fornite dall’Ufficio stampa in allegato ak comunicato)




