L’aumento dell’imposta di soggiorno a Caserta, previsto a partire dal 1° settembre 2026, accende lo scontro tra gli operatori alberghieri e la gestione commissariale del Comune. Federalberghi Caserta denuncia infatti l’assenza di un confronto concreto con la categoria e mette in guardia sulle conseguenze economiche e organizzative di una modifica introdotta quando numerose prenotazioni e molti accordi commerciali sono già stati definiti.
A esprimere una posizione particolarmente critica è Sebastiano Simone, presidente di Federalberghi Caserta, secondo il quale le richieste avanzate dagli albergatori non avrebbero ricevuto l’attenzione necessaria. L’associazione aveva chiesto per tempo un incontro con i commissari straordinari per discutere l’aumento della tassa e, soprattutto, le modalità della sua applicazione. Tra rinvii e difficoltà organizzative, tuttavia, il tavolo non si sarebbe mai svolto, lasciando gli operatori senza la possibilità di illustrare le proprie esigenze prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni.
La contestazione, precisa Simone, non riguarda il principio stesso dell’aumento. Gli albergatori non sarebbero contrari in maniera pregiudiziale a una revisione dell’imposta, ma considerano problematica la scelta di renderla operativa dal primo settembre. Una decorrenza così ravvicinata obbliga infatti le strutture ricettive a intervenire su prenotazioni effettuate mesi prima, preventivi già accettati e contratti sottoscritti con agenzie di viaggio e tour operator all’inizio dell’anno.
Il problema non è soltanto amministrativo. Gli hotel dovranno comunicare la variazione a centinaia di clienti che hanno già programmato il soggiorno a Caserta, modificare i propri sistemi gestionali e aggiornare gli accordi relativi ai gruppi organizzati e ai cosiddetti tour di serie. In molti casi, spiega la rappresentanza degli albergatori, non sarà semplice chiedere agli ospiti una somma diversa rispetto a quella indicata al momento della prenotazione.
Resta inoltre da stabilire chi dovrà sostenere l’eventuale differenza economica nei rapporti già conclusi. Se non sarà possibile addebitarla ai clienti o modificare gli accordi con gli intermediari, il costo potrebbe ricadere direttamente sulle imprese alberghiere. Per Federalberghi Caserta, una programmazione più graduale avrebbe consentito agli operatori di adeguare tariffe, comunicazioni e contratti senza creare incomprensioni con gli ospiti e senza danneggiare l’immagine turistica della città.
Alla questione della tempistica si aggiunge quella dei controlli. Sebastiano Simone chiede verifiche rigorose e uniformi su tutte le strutture ricettive presenti sul territorio comunale. Gli alberghi regolarmente registrati, sottolinea il presidente, riscuotono l’imposta dai clienti e la riversano nelle casse del Comune, assumendosi anche gli obblighi amministrativi connessi alla rendicontazione.
La preoccupazione è che l’aumento possa finire per pesare soprattutto sulle strutture alberghiere in regola, mentre eventuali attività abusive o operatori che non dichiarano correttamente presenze e incassi potrebbero continuare a sfuggire ai controlli. Nel mirino dell’associazione non c’è l’intero comparto extralberghiero, ma il rischio di una concorrenza irregolare generata da chi opera senza rispettare le stesse regole imposte agli hotel.
Secondo Federalberghi Caserta, aumentare l’aliquota senza garantire preventivamente che tutti versino quanto dovuto rischia di penalizzare le imprese trasparenti e di lasciare nell’ombra le situazioni irregolari. Gli alberghi a quattro stelle, in particolare, temono di dover sostenere ancora una volta la quota più consistente dell’incremento, pur affrontando già costi elevati per il personale, i servizi, la manutenzione e l’adeguamento agli standard di qualità.
Simone richiama l’attenzione anche sulle previsioni di bilancio legate alla city tax. A suo giudizio, nel calcolo delle maggiori entrate sarebbe necessario considerare non soltanto il gettito teorico, ma anche gli oneri collegati alla gestione della tassa e il lavoro svolto quotidianamente dalle strutture per riscuoterla, registrarla e versarla. Il presidente sostiene inoltre che gli introiti vadano valutati tenendo conto del relativo trattamento fiscale, evitando di confondere le somme complessivamente riscosse con le risorse effettivamente disponibili.
Il messaggio rivolto ai commissari straordinari è quindi quello di non limitare la valutazione ai benefici contabili dell’aumento. Dietro ogni modifica dell’imposta di soggiorno esiste un insieme di procedure che coinvolge reception, amministrazioni, sistemi informatici, clienti, agenzie e tour operator. Un passaggio che, secondo gli operatori, avrebbe richiesto un confronto preventivo e tempi di applicazione maggiormente compatibili con la programmazione turistica.
La richiesta di una gestione più ragionevole non deve essere interpretata come una forma di ostruzionismo. Federalberghi Caserta ritiene che ascoltare le imprese e fissare regole uguali per tutti rappresenti una condizione indispensabile per tutelare l’accoglienza e la reputazione della città. Un turista informato all’ultimo momento di una variazione del costo del soggiorno potrebbe infatti attribuire la responsabilità alla struttura, anche quando l’aumento deriva da una decisione dell’amministrazione comunale.
La protesta si inserisce inoltre in una riflessione più ampia sulla qualità dei servizi turistici offerti a Caserta. Simone richiama le condizioni delle strade, la chiusura di alcuni parcheggi e le criticità legate al decoro urbano, lamentando la mancanza di investimenti concreti e immediatamente percepibili dai visitatori. In questo contesto, chiedere ai turisti un contributo maggiore appare agli operatori ancora più difficile da giustificare.
L’imposta di soggiorno dovrebbe infatti tradursi, secondo la categoria, in servizi capaci di rendere più accogliente e competitiva la destinazione: mobilità efficiente, manutenzione urbana, promozione del territorio, informazioni turistiche, collegamenti adeguati e valorizzazione delle attrazioni culturali. Senza una programmazione chiara sull’utilizzo delle risorse, l’incremento rischia di essere percepito esclusivamente come un nuovo costo.
La posizione degli albergatori non chiude comunque la porta al dialogo. Al contrario, Federalberghi Caserta chiede che venga aperto un confronto effettivo sulle modalità di applicazione dell’aumento, sui controlli da effettuare e sulla destinazione del gettito. L’obiettivo dichiarato è evitare che gli effetti della decisione ricadano unicamente sulle aziende rispettose delle regole e sui clienti che hanno scelto Caserta come destinazione.
Per Sebastiano Simone, sostenere il turismo significa considerare anche il lavoro svolto ogni giorno dalle imprese dell’ospitalità. La richiesta rivolta al Comune è chiara: tempi più razionali, verifiche capillari su tutte le attività e investimenti visibili nei servizi turistici. Solo in questo modo l’aumento dell’imposta di soggiorno potrà essere accompagnato da un miglioramento reale dell’accoglienza e non trasformarsi in un ulteriore elemento di difficoltà per il comparto ricettivo casertano.
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Confcommercio Campania
Regolamento del Comune di Caserta sull’imposta di soggiorno
