La violenza sulle donne non passa soltanto attraverso le aggressioni fisiche o psicologiche. Esiste una forma più silenziosa, spesso invisibile agli occhi della società, ma capace di limitare in profondità la libertà femminile: la violenza economica. È il controllo del denaro, l’impedimento all’autonomia, la dipendenza forzata, la difficoltà di scegliere, lasciare, ricominciare. Proprio a questa dimensione, ancora troppo poco riconosciuta, è dedicato l’evento “Libere di essere”, in programma venerdì 26 giugno, a partire dalle ore 19.00, nella Cavea di piazza Garibaldi a Napoli.
L’iniziativa, aperta gratuitamente alla città, è organizzata da Casa Fiorinda, la prima casa rifugio per donne vittime di violenza del Comune di Napoli, nata in un bene confiscato alla criminalità organizzata e divenuta, grazie al lavoro di Dedalus Cooperativa Sociale, un presidio essenziale per l’accoglienza, la protezione e l’accompagnamento delle donne nei percorsi di uscita dalla violenza.

Dal 2011 Casa Fiorinda ha accolto e sostenuto oltre 300 donne, sole o con figli minori, offrendo non soltanto un luogo sicuro, ma anche uno spazio di ascolto, cura, orientamento e ricostruzione personale. Dietro ogni numero ci sono storie complesse, spesso segnate da paura, isolamento, dipendenza economica e ricatto affettivo, ma anche percorsi di coraggio, rinascita e libertà riconquistata. L’evento di piazza Garibaldi nasce proprio da questa esperienza quotidiana: portare nello spazio pubblico una battaglia che riguarda tutte e tutti, trasformando il contrasto alla violenza in partecipazione, consapevolezza e cultura condivisa.
La violenza economica è una delle radici più profonde delle disuguaglianze di genere. Può manifestarsi attraverso il controllo delle entrate, l’impossibilità di lavorare, l’esclusione dalle decisioni finanziarie familiari, l’indebitamento imposto, la sottrazione di risorse o l’ostacolo all’indipendenza professionale. Sono dinamiche che rendono più difficile per molte donne uscire da relazioni abusive, perché la libertà, per essere reale, ha bisogno anche di strumenti concreti: casa, lavoro, reddito, accesso alle informazioni, reti di sostegno.
A sottolineare il valore politico e sociale dell’iniziativa è Emanuela Ferrante, assessora alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, che riconosce in Casa Fiorinda una partner strategica e un’alleata imprescindibile nel contrasto alla violenza di genere. Portare al centro il tema della violenza economica significa, per l’amministrazione comunale, smascherare uno dei meccanismi più profondi della subordinazione femminile e affermare il diritto delle donne all’autonomia, alla dignità e alla libertà. Napoli, attraverso iniziative come questa, sceglie di sostenere percorsi condivisi, reti femministe e azioni concrete capaci di produrre cambiamento.
Il senso dell’appuntamento è racchiuso anche nelle parole di Tania Castellaccio, socia di Dedalus Cooperativa Sociale e operatrice antiviolenza. Contrastare la violenza sulle donne significa intervenire sulle sue radici culturali, economiche e sociali, perché l’autonomia non può essere considerata una conquista soltanto individuale, ma una responsabilità collettiva. Accanto al lavoro dei centri antiviolenza e delle case rifugio, resta fondamentale agire sulla prevenzione, sull’educazione, sulla consapevolezza e sulla trasformazione dei modelli culturali che ancora alimentano dipendenza, controllo e disparità.
La serata sarà aperta dalla musica dell’Ensemble Le Scalze e proseguirà con la presentazione dell’ultimo libro di Azzurra Rinaldi, economista femminista, Soldi, sesso e potere. Come il desiderio muove il mondo (e i mercati). Il tema del denaro, spesso rimosso o affrontato con disagio, diventa così una chiave per parlare di libertà, desiderio, potere e autodeterminazione. Per Azzurra Rinaldi, dedicare tempo alla propria consapevolezza economico-finanziaria è un gesto concreto di cura verso sé stesse: significa riconoscere il valore del proprio tempo, delle proprie risorse e delle proprie scelte, riducendo le condizioni di dipendenza e costruendo relazioni più eque.
Arte, musica e parola saranno dunque gli strumenti scelti per attraversare un tema difficile senza rinunciare alla forza della condivisione. Dopo la presentazione del libro, la serata continuerà con le performance artistiche di Gea, Libera Velo, Giuseppe Fontanella, Marilena Vitale e Micaela Tempesta. Gli interventi saranno introdotti dalla speaker radiofonica e giornalista Sara Lotta, in un programma che intreccia testimonianza, riflessione pubblica e linguaggi creativi.
L’evento è realizzato con il patrocinio del Comune di Napoli e della Fondazione Una Nessuna Centomila, in collaborazione con il progetto Bella Piazza e con il contributo di Octopus Records e Villa di Donato. L’iniziativa aderisce inoltre alla campagna nazionale “Contro la violenza sulle donne, mai bandiera bianca”, promossa dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri insieme ad ANCI.
Con “Libere di essere”, piazza Garibaldi diventa così uno spazio simbolico e concreto di presenza civile. Un luogo in cui dire no alla violenza, ma anche sì alla libertà, all’autonomia, alla possibilità di ricominciare. Perché parlare di violenza economica significa riconoscere che l’indipendenza delle donne non è un tema privato, ma una questione democratica, sociale e culturale che riguarda l’intera comunità.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)

