Dal 23 al 27 settembre, Napoli ha rimesso in movimento una parte della propria storia. La sesta edizione di Isolympia – Giochi Isolimpici Partenopei, ideata e realizzata dall’associazione Amartea, presieduta da Fiammetta Miele, e inserita nel calendario di Napoli Capitale Europea dello Sport 2026, ha unito competizioni, spettacoli e incontri culturali. Al centro della manifestazione c’è stata l’eredità dei Sebastà Isolympia: gli antichi agoni di Neàpolis nei quali lo sport conviveva con la musica, la poesia e il teatro.
Il Belvedere di San Martino è diventato il luogo simbolo delle cinque giornate. La terrazza affacciata sulla città ha accolto studenti, atleti, artisti, famiglie e appassionati, dando un significato concreto al motto dell’edizione: «Non celebriamo il passato. Lo rimettiamo in movimento». A inaugurare il programma è stato Napoli Capitale, uno spettacolo di musica, danza, teatro e rievocazione storica presentato da Alessandro Incerto e Mariù Adamo. Centinaia di figuranti delle associazioni storiche hanno preso parte alla serata, con il coordinamento scenico di Francesca Esposito, le coreografie di Alessandra Vacca con Elisabetta Carnevale e le esibizioni della White Cloud Academy Opera. Il contributo del Conservatorio di Napoli “San Pietro a Majella”, nell’anno del suo bicentenario, e del South Echo Sax Quartet ha intrecciato il patrimonio musicale cittadino con i linguaggi dello spettacolo contemporaneo.
La manifestazione ha celebrato anche le persone che contribuiscono a raccontare Napoli attraverso discipline diverse. I Premi Isolympia per lo sport sono stati assegnati a Sandro Cuomo, Franco Porzio, Vincenzo Lupattelli e Igor Lanzoni. Tra i premiati del mondo dello spettacolo, della cultura e dell’informazione figurano Carlo Croccolo, ricordato alla memoria, Gianfranco Gallo, Pietro Gagliardi, Marisa Laurito, Gianfranco Coppola e Maurizio De Giovanni. Un riconoscimento è andato anche al Conservatorio di Napoli “San Pietro a Majella”.
Lo sport ha coinvolto centinaia di studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado della Campania. Le gare si sono svolte al Campo Virgiliano, con il coordinamento dell’Organizzazione Atletica Virgiliano FIDAL, mentre il Belvedere ha ospitato le competizioni artistiche. Nel fine settimana il programma è proseguito con tornei ed esibizioni di scherma, tennis tavolo, arti marziali e danza sportiva, realizzati con federazioni e associazioni sportive.
Uno dei momenti più rappresentativi è stato Insieme, il torneo integrato di spada organizzato dal Club Sportivo Partenopeo, diretto dall’olimpionico Sandro Cuomo, nell’Istituto Domenico Martuscelli. Atleti normodotati, in carrozzina, non vedenti e autistici hanno gareggiato nella stessa competizione. Massimo Mercurio Miranda, che ha perso la vista a causa di un glaucoma, ha vinto la gara maschile; Elisabetta Rinaldi si è imposta in quella femminile dopo aver superato in semifinale Laura Vela, promessa della scherma paralimpica italiana. La giornata conclusiva del 27 settembre ha dato ulteriore spazio allo sport paralimpico con le esibizioni organizzate dal CIP Campania. L’inclusione, in questi appuntamenti, ha preso la forma concreta di una pedana condivisa e della possibilità di misurarsi insieme.
Accanto alle gare, il programma artistico ha attraversato temi e forme espressive differenti. Il 24 settembre Danilo Napoli ha scritto e interpretato il monologo Lo spettacolo è stato annullato (causa fine del mondo). Sono seguiti Memorie di un Milonguero, nato da un’idea di Alessandra Vacca, Leone Peruggino e Rosita Aragione, con la partecipazione di Daniela Cenciotti, e una serata dedicata al tango. Il 25 settembre il Teatro Blu di Varese ha portato in scena Terra Madre, di e con Silvia Priori e Roberto Gerbolès, affrontando attraverso teatro, musica e immagini il rapporto tra l’essere umano e il pianeta, tema centrale dell’edizione.
Il 26 settembre è stata la volta di Parole Note – Quello che siamo. Le stagioni della Terra e della Vita, il format di Maurizio Rossato e Giancarlo Cattaneo adattato per Isolympia. La serata ha dato spazio anche ai vincitori adulti del Premio Isolimpiadi delle Arti nelle sezioni scrittura e musica. Ogni giorno, inoltre, il salottino Odeion ha aperto il confronto alla letteratura con Vincenza Alfano, Giuseppe Reale, Marco Perillo, Pasquale Giustiniani, Gianni Santarpino e Ciro Paudice.
Il bilancio di Isolympia 2026 racconta così una manifestazione capace di far incontrare generazioni e interessi diversi. La memoria degli antichi Giochi Isolimpici è diventata il punto di partenza per far vivere oggi lo sport come competizione, educazione e partecipazione, e l’arte come occasione di incontro. Tra il Campo Virgiliano, l’Istituto Martuscelli e il Belvedere di San Martino, Napoli ha mostrato come una tradizione di oltre duemila anni possa ancora parlare alla città attraverso le persone che la condividono.
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(foto di Marco Sommella fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)




