C’è un’Italia che sceglie di entrare nelle carceri non per giudicare, ma per incontrare. È quella raccontata dal progetto “L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’Amore”, iniziativa nazionale che, in occasione delle festività natalizie, porta l’alta cucina e la presenza umana là dove più forte è il rischio dell’invisibilità. Un gesto collettivo che unisce chef, artisti, protagonisti del mondo dello spettacolo e volontari, trasformando il pranzo in un atto simbolico di riconoscimento della dignità della persona detenuta.
Promosso da Prison Fellowship Italia Onlus, con il coinvolgimento del Rinnovamento nello Spirito Santo, della Fondazione Alleanza del RnS, di numerose realtà del Terzo Settore – tra cui l’Associazione Sviluppo Europeo (ASE) – e con il patrocinio del Ministero della Giustizia, il progetto coinvolge ogni anno decine di istituti penitenziari su tutto il territorio nazionale. La presentazione ufficiale ha restituito il senso profondo di un’iniziativa che non si limita alla solidarietà occasionale, ma si inserisce in una visione più ampia di umanizzazione della pena.
Ai fornelli e nell’organizzazione gastronomica dell’evento operano chef di primo piano come Filippo La Mantia, da sempre simbolo di una cucina che diventa linguaggio di relazione, affiancato in diverse sedi da professionisti come Massimiliano Orsini, la cui storia personale rende ancora più potente il messaggio di riscatto che attraversa l’iniziativa. Accanto a loro, decine di cuochi e brigate locali scelgono di mettere il proprio talento al servizio di un gesto collettivo, cucinando e servendo i pasti all’interno degli istituti.
Un ruolo centrale è svolto anche dai promotori del progetto. Marcella Reni, presidente di Prison Fellowship Italia, sottolinea come ogni pranzo rappresenti «un segno concreto di speranza e di riconciliazione», mentre Giuseppe Contaldo, presidente del Rinnovamento nello Spirito Santo, richiama il valore dell’incontro e della prossimità come elementi fondanti di ogni percorso umano, anche in carcere.
Accanto a chef e promotori, il progetto vede la partecipazione attiva di numerosi protagonisti del mondo dello spettacolo, che scelgono di mettersi al servizio come volontari, servendo ai tavoli e condividendo un momento di ascolto e relazione con le persone detenute. Tra questi figurano Alessandro Preziosi, Elisa Isoardi, Massimiliano Gallo, Rosanna Lambertucci, Alessandro Incerto, Raimondo Todaro, Giusy Buscemi, Cristina Donadio, Gigi e Ross, Valeria Fabrizi, Pierdavide Carone e Francesca Michielin, la cui presenza contribuisce a rafforzare il ponte simbolico tra il mondo esterno e la realtà carceraria.
Come sottolineato anche dall’Associazione Sviluppo Europeo (ASE), “L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’Amore” non è solo un evento solidale, ma un messaggio culturale e civile: il carcere non può essere un luogo di esclusione assoluta, ma uno spazio in cui continuare a riconoscere l’umanità dell’altro. Un progetto che parla al presente e interroga il futuro, ricordando che nessuna società può dirsi giusta se rinuncia alla possibilità di riscatto.
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(foto fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
