Garantire la continuità occupazionale e il pagamento delle retribuzioni arretrate ai lavoratori di Areco Srl. Sono queste le richieste portate dalla Fillea CGIL all’attenzione della Prefettura di Salerno, dopo il presidio organizzato nella mattinata del 2 ottobre dai lavoratori impiegati nei cantieri dell’Alta Velocità. Una mobilitazione che ha acceso i riflettori sul futuro delle maestranze coinvolte nella rescissione dei contratti dell’azienda, avvenuta, secondo quanto riferisce il comunicato sindacale, a seguito di un’inchiesta giudiziaria.
La delegazione della Fillea CGIL, ricevuta dal Prefetto insieme ai lavoratori, ha chiesto che le conseguenze della vicenda non ricadano su chi attende il pagamento degli stipendi e risposte sulla prosecuzione del rapporto di lavoro. Al centro del confronto ci sono quindi due esigenze strettamente collegate: recuperare le mensilità non corrisposte e individuare una soluzione che consenta ai lavoratori di continuare a operare nel cantiere.
Vito Grieco, segretario generale della Fillea CGIL Salerno, ha ribadito la necessità di trasformare gli impegni istituzionali in risultati verificabili. «Non possiamo accettare che siano loro a pagare le conseguenze di questa vicenda», ha dichiarato, annunciando che il sindacato seguirà il confronto affinché arrivino risposte concrete e rapide. Il presidio rappresenta dunque un passaggio della vertenza, mentre resta aperta la questione delle garanzie effettive per i lavoratori.
Nel comunicato nazionale, la Fillea CGIL richiama anche le condizioni denunciate nei cantieri. Il sindacato descrive una situazione che coinvolge decine di lavoratori migranti, esposti alla pressione del rinnovo del permesso di soggiorno, a turni massacranti e a condizioni di lavoro definite inaccettabili. In questo quadro, il rischio di perdere l’occupazione aggiunge ulteriore incertezza a una situazione già segnata dal mancato pagamento delle retribuzioni.
La denuncia sindacale investe anche il ruolo dei grandi committenti nella vigilanza sulle attività affidate alle imprese. Antonio Di Franco, segretario generale della Fillea CGIL, sollecita una riflessione sulle responsabilità lungo la filiera degli appalti e chiama direttamente in causa RFI: «Serve una riflessione profonda sul ruolo dei grandi committenti. Non è possibile che Rfi non si accorga mai di nulla». Il tema posto dal sindacato riguarda la capacità di individuare e affrontare tempestivamente le criticità che incidono sulle condizioni delle maestranze impegnate in una grande opera pubblica.
Dal confronto in Prefettura è emersa la prospettiva di un nuovo incontro. Secondo quanto riportato dalla Fillea CGIL, il Prefetto ha assicurato che per giovedì prossimo è prevista la convocazione del Consorzio Xenia, appaltatore principale della tratta Battipaglia–Romagnano. Il passaggio dovrà affrontare la ricollocazione dei lavoratori presso l’operatore economico incaricato di completare le opere precedentemente affidate ad Areco Srl, insieme alla questione del saldo delle retribuzioni arretrate.
La convocazione annunciata apre quindi il confronto sulle possibili soluzioni, ma dal comunicato non emerge ancora un accordo concluso sulla ricollocazione né una scadenza definita per il pagamento delle mensilità dovute. Saranno questi gli aspetti su cui i lavoratori e il sindacato attendono indicazioni operative, capaci di dare seguito agli impegni assunti durante l’incontro.
Nel frattempo, i lavoratori restano alloggiati presso il campo base del Consorzio Xenia, in attesa di conoscere il proprio futuro. La richiesta della Fillea CGIL Salerno è che il confronto proceda rapidamente e produca una risposta su entrambi i fronti della vertenza: continuità occupazionale e recupero degli stipendi arretrati. Per le maestranze coinvolte, sono le condizioni essenziali per uscire dall’incertezza aperta dalla cessazione delle attività di Areco Srl.
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