A Ventotene sono state liberate 20 giovani tartarughe Caretta caretta, 10 delle quali dotate di microtag satellitari, nell’ambito del progetto europeo LIFE TURTLENEST coordinato da Legambiente.
Si è svolta lunedì 25 maggio 2026, nelle acque antistanti l’isola di Ventotene, la nuova liberazione di giovani tartarughe marine Caretta Caretta nell’ambito del progetto europeo LIFE TURTLENEST, cofinanziato dall’Unione Europea e coordinato da Legambiente. L’iniziativa, già annunciata nei giorni precedenti dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn, ha segnato un ulteriore passaggio nella sperimentazione italiana sull’impiego di trasmettitori satellitari ultra-leggeri applicati a piccoli esemplari di tartaruga marina, con l’obiettivo di seguirne gli spostamenti nelle prime fasi di vita in mare e raccogliere dati utili alla tutela della specie nel Mediterraneo occidentale.
Il rilascio ha riguardato 20 post-hatchling allevati presso il Centro Ricerche Tartarughe Marine del Turtle Point di Portici, struttura della Stazione Zoologica Anton Dohrn. Dieci di questi giovani esemplari sono stati dotati di microtag satellitari alimentati a energia solare, dispositivi miniaturizzati grandi quanto una moneta e dal peso inferiore ai 3 grammi, cioè meno dell’1% del peso corporeo delle tartarughe. Grazie a questa tecnologia sarà possibile monitorare i loro movimenti, valutare la sopravvivenza dopo il ritorno in natura e contribuire all’individuazione delle aree nursery del Mediterraneo occidentale.
La giornata di Ventotene arriva al termine di un percorso iniziato nel 2023, quando il progetto ha avviato una fase di ricerca scientifica sui protocolli europei di conservazione e allevamento temporaneo delle giovani tartarughe. Nel 2024 la Stazione Zoologica Anton Dohrn ha progettato e attrezzato la prima struttura italiana dedicata all’head-starting, una strategia che prevede l’allevamento controllato dei piccoli nei primi mesi di vita per aumentarne le possibilità di sopravvivenza. All’inizio del 2025 è stata inoltre installata la prima incubatrice artificiale presso il Turtle Point, utile nei casi di nidi in condizioni critiche o a fine stagione.
I giovani esemplari liberati il 25 maggio provenivano da sette nidi della Campania, schiusi tra il 19 settembre e il 5 ottobre 2025. Prima del rilascio avevano raggiunto un peso medio di circa un chilogrammo ed erano stati sottoposti a sessioni di nuoto controllato in un piccolo canale con corrente, così da verificare l’effetto dei microtag sulla capacità di movimento e sul consumo energetico. Questa fase di preparazione è stata decisiva per accertare che l’applicazione dei dispositivi non compromettesse il benessere degli animali né la loro capacità di nuotare in modo efficiente.
La sperimentazione rappresenta una delle innovazioni più significative del progetto LIFE TURTLENEST, che punta a migliorare la conservazione della tartaruga marina comune nei Paesi del Mediterraneo occidentale, con interventi in Italia, Spagna e Francia. Il programma è nato per proteggere i nuovi siti di nidificazione della Caretta Caretta, sempre più esposti alle pressioni del turismo costiero, dell’urbanizzazione, del disturbo antropico e degli effetti dei cambiamenti climatici.
La liberazione di Ventotene si inserisce anche in una sequenza scientifica già avviata nel 2025, quando i primi giovani esemplari allevati nell’ambito del progetto erano stati seguiti tramite telemetria satellitare per circa due mesi. I dati raccolti avevano mostrato che le tartarughe erano già capaci di nuotare attivamente e di orientare i propri spostamenti anche in direzioni diverse da quelle delle correnti marine predominanti. Allo stesso tempo, le correnti del Mar Tirreno settentrionale si erano rivelate decisive nei processi di dispersione, portando alcuni esemplari verso il Mar Ligure o attraverso lo stretto tra Corsica e Sardegna.
Secondo Sandra Hochscheid, Primo Ricercatore e responsabile scientifico della Stazione Zoologica Anton Dohrn per il progetto LIFE TURTLENEST, i risultati della precedente campagna hanno dimostrato che le giovani tartarughe sono già in grado di affrontare l’alto mare e di muoversi alla ricerca di condizioni favorevoli. La nuova liberazione del 25 maggio servirà quindi anche a verificare se il modello di dispersione osservato nel 2025, in particolare la tendenza allo spostamento verso ovest, sarà confermato anche quest’anno.
Il lavoro svolto al Turtle Point di Portici ha riguardato non solo il monitoraggio tecnologico, ma anche le condizioni di allevamento e benessere degli animali. Come spiegato da Andrea Affuso, Primo Tecnologo e coordinatore del centro, l’obiettivo principale è stato garantire condizioni ottimali e adeguate alla specie, favorendo la crescita dei piccoli e preservandone comportamenti compatibili con il successivo ritorno alla vita selvatica. Una delle novità di quest’anno è stata la scelta di ospitare le tartarughe in un’unica vasca di grandi dimensioni, con un sistema dedicato di ricircolo dell’acqua e arricchimenti ambientali pensati per rendere lo spazio più stimolante.
La fase di preparazione ha trasformato le piccole Caretta caretta in vere e proprie “atlete” del mare. Già nel 2024, a partire dal secondo mese di vita, i giovani esemplari erano stati inseriti in un mini canale sperimentale con corrente controllata. Nel 2026 la sperimentazione è proseguita con un nuovo canale e con test comparativi svolti senza e con il tag satellitare. Attraverso sistemi di respirometria, i ricercatori hanno potuto registrare il consumo di ossigeno durante il nuoto, così da verificare che il microtag applicato sul carapace non aumentasse in modo significativo il dispendio energetico.
Il rilascio è stato realizzato in collaborazione con l’Area Marina Protetta Isole di Ventotene e Santo Stefano, con l’Ufficio Locale Marittimo della Guardia Costiera di Ventotene e con l’Ufficio Circondariale Marittimo della Guardia Costiera di Ponza. Una rete istituzionale e scientifica che conferma il ruolo dell’isola come luogo strategico per la tutela della biodiversità marina e per le attività di monitoraggio delle tartarughe nel Tirreno.
Per Antonio Romano, direttore dell’Area Marina Protetta di Ventotene, l’area di rilascio rappresenta uno spazio particolarmente adatto a garantire agli esemplari il ritorno in mare nelle migliori condizioni possibili. La collaborazione tra enti di ricerca, istituzioni e realtà territoriali assume così un valore non solo scientifico, ma anche culturale, perché contribuisce a diffondere una maggiore consapevolezza sulla tutela del mare e delle specie protette.
Anche Stefano Di Marco, Coordinatore dell’Ufficio Progetti di Legambiente e Project Manager di LIFE TURTLENEST, ha sottolineato il valore del progetto come modello concreto di protezione della biodiversità marina. La ricerca, in questo caso, diventa uno strumento operativo per costruire protocolli di conservazione più efficaci, rafforzando le alleanze tra comunità scientifica, istituzioni, associazioni, cittadini e operatori turistici.
Il progetto LIFE TURTLENEST coinvolge, oltre a Legambiente, partner scientifici e istituzionali come la Stazione Zoologica Anton Dohrn, ISPRA, Sapienza Università di Roma, Università di Barcellona, BETA Technological Centre, ENCI, Cest Med e diverse regioni italiane, tra cui Campania, Basilicata, Puglia e Lazio. Le attività interessano le coste italiane del Tirreno e dello Ionio, ma anche aree francesi e spagnole, con l’obiettivo di creare una rete internazionale per la protezione dei siti di nidificazione emergenti della Caretta caretta.
La liberazione dei 20 esemplari nelle acque di Ventotene conferma dunque il ruolo della Campania e del Turtle Point di Portici in una sperimentazione scientifica di rilievo nazionale. L’uso dei mini satelliti consente di superare una delle maggiori difficoltà nello studio delle giovani tartarughe marine: conoscere cosa accade dopo l’ingresso in mare, una fase delicatissima e ancora poco documentata. Per questo l’evento del 25 maggio 2026 non è stato soltanto un momento simbolico di ritorno alla natura, ma una tappa concreta nella costruzione di nuove strategie di conservazione per una specie fragile, protetta e sempre più esposta alle trasformazioni ambientali del Mediterraneo.
#CarettaCaretta, #Ventotene, #LifeTurtlenest, #Legambiente, #StazioneZoologicaAntonDohrn, #TurtlePointPortici, #TartarugheMarine, #BiodiversitàMarina, #Mediterraneo, #Campania, #SudNotizie



(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
