Il presidente del Distretto Aerospaziale della Campania riceve il prestigioso Premio Eccellenza Italiana negli Stati Uniti e annuncia la nascita di una Fondazione per sostenere la formazione scientifica e aerospaziale dei giovani provenienti da contesti svantaggiati. Un riconoscimento internazionale che valorizza la ricerca, l’innovazione e il talento del Mezzogiorno.
La Campania si conferma protagonista dell’innovazione aerospaziale internazionale grazie a un riconoscimento che premia non soltanto una prestigiosa carriera scientifica, ma anche una visione dello sviluppo fondata sulla conoscenza, sulla collaborazione e sulle opportunità per le nuove generazioni. Luigi Carrino, presidente del Distretto Aerospaziale della Campania (DAC), è stato premiato a Washington tra le 16 Eccellenze Italiane selezionate nell’ambito della tredicesima edizione del Premio Eccellenza Italiana, celebrata il 16 ottobre 2026 nella prestigiosa sede del National Press Club della capitale statunitense.
La manifestazione, promossa dalla Fondazione E-Novation, presieduta da Massimo Lucidi, insieme all’International Reputation Institute, rappresenta un appuntamento dedicato alla valorizzazione delle personalità e delle realtà imprenditoriali, scientifiche e culturali che contribuiscono ad affermare l’immagine dell’Italia nel mondo. Un palcoscenico internazionale sul quale il Mezzogiorno ha trovato spazio attraverso una delle sue eccellenze più significative: il sistema aerospaziale campano, una realtà capace di mettere insieme università, ricerca, industria e innovazione tecnologica.
Per Luigi Carrino, il premio assume un significato particolarmente importante perché riconosce un percorso professionale costruito attraverso decenni di attività accademica, scientifica e istituzionale. Dall’insegnamento e dalla ricerca presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II alla presidenza del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA), fino all’attuale responsabilità alla guida del DAC, il suo impegno è stato costantemente orientato alla valorizzazione delle competenze e alla costruzione di relazioni tra il mondo della conoscenza e quello della produzione industriale.
Ma il momento più significativo della cerimonia di Washington è arrivato quando Carrino ha trasformato il riconoscimento personale nell’occasione per annunciare un nuovo progetto di carattere sociale ed educativo: l’avvio del percorso costitutivo di una Fondazione destinata a sostenere la formazione superiore e universitaria in ambito scientifico e aerospaziale di giovani provenienti da condizioni di svantaggio economico e sociale.
Un’iniziativa che nasce dalla convinzione che il talento non debba essere condizionato dalle possibilità economiche delle famiglie e che l’accesso alla conoscenza rappresenti uno degli strumenti più efficaci per contrastare le disuguaglianze.
«Ricevere questo premio a Washington è per me un grande onore e un’emozione profonda», ha dichiarato Luigi Carrino, sottolineando come ogni risultato nel campo della ricerca e dell’innovazione sia sempre il frutto di un lavoro collettivo, costruito attraverso il contributo di studenti, ricercatori, colleghi e imprenditori.
Il presidente del DAC ha quindi rivolto un pensiero particolare alle ragazze e ai ragazzi che, pur possedendo capacità e aspirazioni, incontrano ostacoli nell’accesso alle opportunità formative. «Dobbiamo agire concretamente per rimettere in moto l’ascensore sociale attraverso la formazione, affinché il talento non venga sprecato per mancanza di opportunità», ha spiegato, indicando nella futura Fondazione uno strumento attraverso il quale trasformare questo principio in un impegno concreto.
L’annuncio introduce una dimensione sociale nella strategia di sviluppo dell’aerospazio campano. La formazione scientifica, infatti, non rappresenta soltanto una risposta alla crescente domanda di competenze tecnologiche avanzate, ma può diventare anche un fattore decisivo di mobilità sociale, crescita culturale e inclusione. Consentire a giovani meritevoli, indipendentemente dalle condizioni di partenza, di accedere a percorsi universitari e di alta specializzazione significa investire sul futuro dell’intero territorio.
Il progetto annunciato a Washington è ancora nella fase costitutiva, ma delinea una prospettiva precisa: costruire nuove opportunità per quelle energie giovanili che rischiano di restare inesplorate. In una regione come la Campania, caratterizzata da una significativa tradizione universitaria e da un sistema di competenze industriali e scientifiche di alto livello, l’obiettivo assume un valore che supera i confini del settore aerospaziale.
Il Premio Eccellenza Italiana 2026 rappresenta inoltre un riconoscimento al ruolo assunto dal Distretto Aerospaziale della Campania nello sviluppo di uno dei comparti più strategici dell’economia contemporanea. Il DAC opera come punto di incontro tra università, centri di ricerca, grandi gruppi industriali e piccole e medie imprese, favorendo la realizzazione di progetti condivisi, il trasferimento tecnologico e la crescita di competenze specialistiche.
L’aerospazio campano costituisce infatti una filiera nella quale convivono tradizione manifatturiera, attività scientifiche avanzate e capacità di innovazione. Dalla progettazione aeronautica alle tecnologie spaziali, dai nuovi materiali ai sistemi produttivi evoluti, il territorio dispone di competenze che possono contribuire alla competitività nazionale e al rafforzamento delle collaborazioni internazionali.
In questo scenario, il lavoro del DAC assume un’importanza particolare perché punta a superare la frammentazione delle competenze, creando connessioni tra soggetti differenti e favorendo una visione condivisa dello sviluppo. Un modello nel quale la ricerca universitaria può dialogare direttamente con le esigenze industriali e nel quale anche le imprese di dimensioni più contenute possono partecipare a processi di innovazione.
Durante il suo intervento al National Press Club, Luigi Carrino ha dedicato ampio spazio anche alla collaborazione scientifica e tecnologica tra Italia e Stati Uniti, richiamando una storia comune che attraversa alcune delle pagine più importanti dell’esplorazione spaziale.
Dal progetto San Marco di Luigi Broglio, che contribuì a rendere l’Italia protagonista delle prime attività spaziali internazionali, al ruolo svolto da Rocco Petrone nel programma Apollo, fino alle missioni degli astronauti italiani e alla partecipazione alla Stazione Spaziale Internazionale, il rapporto tra i due Paesi ha prodotto risultati di grande rilevanza scientifica.
Un dialogo che continua oggi attraverso le prospettive dell’esplorazione lunare, i programmi di ricerca e lo sviluppo di tecnologie sempre più avanzate.
«È una storia di scienza e tecnologia, ma soprattutto di persone, di fiducia e di obiettivi condivisi», ha ricordato Carrino, evidenziando come l’amicizia tra Italia e Stati Uniti abbia saputo tradursi in collaborazioni concrete e nella costruzione di nuove opportunità.
Il presidente del DAC ha richiamato anche la propria esperienza alla guida del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, durante la quale sono stati sviluppati programmi e attività scientifiche con partner statunitensi, in particolare con la NASA. Collaborazioni che hanno consentito di affrontare sfide tecnologiche complesse, condividere conoscenze e consolidare rapporti professionali destinati a durare nel tempo.
La dimensione internazionale dell’aerospazio, del resto, rende sempre più importante la capacità di costruire alleanze tra sistemi scientifici e industriali differenti. Le grandi sfide legate alla ricerca spaziale, alla sostenibilità delle tecnologie aeronautiche e allo sviluppo di nuovi sistemi avanzati richiedono investimenti, competenze multidisciplinari e una cooperazione che supera necessariamente i confini nazionali.
È proprio in questa prospettiva che la Campania può rafforzare la propria posizione, valorizzando il patrimonio di conoscenze già presente nel territorio e creando occasioni di partecipazione ai grandi programmi internazionali.
Il messaggio portato da Luigi Carrino negli Stati Uniti, tuttavia, non riguarda esclusivamente la capacità di innovare. Al centro della sua visione emerge la necessità di fare in modo che i risultati della ricerca producano ricadute positive per la società, attraverso la crescita delle competenze, l’occupazione qualificata e il rafforzamento dei territori.
Una prospettiva sintetizzata dal presidente del DAC in tre parole destinate a rappresentare il filo conduttore del suo impegno: Talenti, Tecnologie, Territori.
Tre concetti strettamente collegati. I talenti devono essere individuati, formati e valorizzati, evitando che le difficoltà economiche o sociali ne limitino lo sviluppo. Le tecnologie devono essere progettate e utilizzate con responsabilità, contribuendo al progresso scientifico e al miglioramento delle condizioni di vita. I territori, infine, devono poter beneficiare concretamente degli investimenti nella conoscenza, attraverso nuove opportunità di lavoro, crescita economica e fiducia nel futuro.
In questo quadro, la nuova Fondazione annunciata a Washington rappresenta una possibile evoluzione della missione del Distretto Aerospaziale della Campania: affiancare alla promozione dell’innovazione industriale un’attenzione ancora maggiore verso il capitale umano, nella consapevolezza che nessuna trasformazione tecnologica può essere realmente sostenibile senza un investimento sulle persone.
Il riconoscimento ricevuto tra le 16 Eccellenze Italiane assume così un significato che va oltre la celebrazione di una carriera. Diventa il simbolo di una Campania capace di esprimere competenze riconosciute a livello internazionale e, contemporaneamente, di interrogarsi sulle condizioni necessarie per rendere queste opportunità accessibili a un numero sempre maggiore di giovani.
La sfida sarà ora tradurre l’annuncio della Fondazione in un progetto operativo, capace di creare percorsi formativi concreti e di accompagnare le nuove generazioni verso professioni e ambiti di ricerca ad alto contenuto scientifico.
Il futuro dell’aerospazio, infatti, non dipenderà soltanto dall’evoluzione delle tecnologie, ma anche dalla capacità di formare ricercatori, ingegneri, tecnici e professionisti in grado di affrontare trasformazioni sempre più rapide.
A Washington, Luigi Carrino ha voluto affidare proprio a questa responsabilità il significato più profondo del premio ricevuto. Un riconoscimento che guarda al percorso compiuto, ma che soprattutto incoraggia a costruire nuove relazioni, sostenere la ricerca e offrire spazio alle giovani generazioni.
«Perché il valore più grande dell’aerospazio è anche questo: guardare lontano, per migliorare la vita qui, sulla Terra».
Una frase che racchiude il senso dell’esperienza del presidente del DAC e della nuova iniziativa annunciata negli Stati Uniti: fare dell’eccellenza scientifica e tecnologica uno strumento di crescita, inclusione e futuro per la Campania e per l’intero Mezzogiorno.
#LuigiCarrino #PremioEccellenzaItaliana #EccellenzeItaliane #WashingtonDC #DACCampania #DistrettoAerospazialeCampania #Aerospazio #AerospazioCampania #Innovazione #RicercaScientifica #FormazioneGiovani #GiovaniTalenti #NASA #CIRA #FedericoII #Campania #Mezzogiorno #MadeInItaly #SudNotizie
