La Marcia della Pace a Baronissi ha concluso la quarta edizione del Festival della Pace, portando nelle strade della città un messaggio contro la guerra, l’indifferenza e la corsa al riarmo. Il cammino conclusivo ha raccolto il significato di un percorso dedicato alla cultura, al dialogo e alla partecipazione: rendere la pace una responsabilità condivisa, capace di orientare le relazioni quotidiane e le decisioni delle istituzioni.
Al centro dell’iniziativa c’è una domanda che riguarda anche le comunità locali: come impedire che la guerra venga considerata una realtà inevitabile, davanti alla quale rassegnarsi? La risposta proposta dal Festival passa attraverso l’educazione, il confronto e la capacità di riconoscere nell’altro una persona con cui costruire un futuro comune. La marcia ha dato forma pubblica a questo impegno, trasformando le strade di Baronissi in uno spazio nel quale esprimere una scelta di partecipazione e di rifiuto dell’indifferenza.
La sindaca Anna Petta ha sottolineato il valore di un’iniziativa che vuole lasciare un segno anche oltre la conclusione della manifestazione. «Abbiamo voluto che Baronissi fosse protagonista di un messaggio che oggi non può essere rimandato, la pace si costruisce attraverso le scelte, la partecipazione e la capacità di riconoscere nell’altro una persona, mai un nemico», ha dichiarato.
Nelle parole della prima cittadina, il cammino comune diventa un’assunzione di responsabilità verso il presente e verso le nuove generazioni. «La marcia conclusiva racchiude il senso di questo percorso: camminare insieme significa rifiutare l’indifferenza e assumersi la responsabilità del mondo che vogliamo lasciare ai nostri figli. La pace deve entrare nelle nostre comunità, nelle scuole, nelle relazioni e nelle decisioni delle istituzioni».
Il Festival della Pace di Baronissi ha così riportato una questione di portata internazionale dentro la vita della comunità. La promozione del dialogo riguarda anche il modo in cui si affrontano le differenze, si prevengono le contrapposizioni e si creano occasioni di incontro. In questa prospettiva, cultura e partecipazione diventano strumenti per coltivare il rispetto reciproco e una maggiore consapevolezza delle conseguenze della violenza.
Alla dimensione civile della manifestazione si affianca un risultato sul piano istituzionale. La Regione Campania ha stanziato 10.000 euro a sostegno del Festival attraverso un emendamento alla legge di bilancio regionale promosso dal consigliere Giovanni Maria Cuofano, del Gruppo consiliare Fico Presidente. Il finanziamento rappresenta un sostegno alla continuità di un progetto che mette al centro la crescita culturale e l’educazione alla pace.
«È un contributo importante per dare continuità a un progetto che mette al centro la crescita culturale e civile della nostra comunità», ha proseguito Anna Petta, ringraziando Giovanni Maria Cuofano per il sostegno all’iniziativa. La sindaca ha collegato il contributo regionale alla necessità di accompagnare i valori con decisioni concrete: investire nella pace significa offrire alle nuove generazioni strumenti per comprendere il presente e immaginare un futuro diverso.
«I valori hanno bisogno di essere sostenuti con atti concreti: questo finanziamento va nella direzione di rafforzare un impegno che non deve fermarsi alla conclusione del Festival», ha evidenziato la prima cittadina. Il punto è dare continuità al lavoro di sensibilizzazione, affinché l’esperienza della manifestazione possa alimentare ulteriori occasioni di confronto, educazione e partecipazione.
Nel dibattito ha trovato spazio anche il pensiero di Giorgio La Pira, richiamato da Giovanni Maria Cuofano attraverso l’immagine del sentiero di Isaia: trasformare le armi in aratri, convertendo gli strumenti della distruzione in strumenti di lavoro. Un riferimento che, nell’intervento del consigliere regionale, diventa una chiave per leggere il presente e interrogarsi sulle priorità delle istituzioni.
«Durante il mio intervento ho ricordato Giorgio La Pira, una figura alla quale sono profondamente legato, e il suo richiamo al sentiero di Isaia: il sogno di un’umanità capace di sostituire alle armi gli aratri, trasformando gli strumenti della guerra in strumenti di lavoro e di pace», ha dichiarato Cuofano.
Da questa visione nasce il richiamo al passaggio «dagli arsenali di guerra agli arsenali di pace», una formula con cui il consigliere invita a spostare l’attenzione dalla distruzione alla costruzione del futuro. Il dialogo, l’educazione e l’attenzione alle persone diventano, nel suo ragionamento, le basi di un impegno che deve trovare riscontro nelle scelte pubbliche.
Per Giovanni Maria Cuofano, sostenere manifestazioni come quella di Baronissi è «un atto doveroso, prima ancora che istituzionale». Il contributo regionale viene quindi presentato come parte di una responsabilità più ampia: promuovere la cultura, accompagnare la formazione delle nuove generazioni e favorire una società fondata sul rispetto reciproco.
La conclusione della quarta edizione del Festival della Pace lascia alla città un impegno da proseguire. La marcia ha reso visibile un messaggio che richiede continuità nelle scuole, nelle relazioni e nelle decisioni delle amministrazioni. Diritti, opportunità, cultura e solidarietà sono gli ambiti nei quali questa responsabilità può prendere forma, avvicinando il tema della pace alla vita concreta delle persone.
È su questo terreno che Baronissi intende portare avanti il percorso avviato dal Festival: fare della pace una scelta quotidiana, sostenuta dalla partecipazione della comunità e da atti istituzionali capaci di darle continuità.
#MarciaDellaPace #Baronissi #FestivalDellaPace #AnnaPetta #GiovanniMariaCuofano #GiorgioLaPira #RegioneCampania #Pace #Nonviolenza #SudNotizie
(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)





