Napoli torna a essere protagonista del confronto culturale internazionale attraverso il cinema, la libertà di espressione e la difesa dei diritti umani. Mercoledì 21 ottobre 2026, a partire dalle ore 19, il Cinema Filangieri ospiterà il regista israeliano Nadav Lapid, protagonista di un incontro pubblico dedicato al suo film Yes, un’opera provocatoria che affronta i temi della propaganda bellica, del nazionalismo e delle contraddizioni morali della società contemporanea. Una serata a ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili, che unirà dibattito, proiezione cinematografica e confronto diretto con l’autore.
L’iniziativa nasce dalla volontà di riaffermare il ruolo della cultura come spazio di dialogo, riflessione e partecipazione civile, soprattutto in un periodo storico segnato da guerre, tensioni internazionali e crescenti interrogativi sul rapporto tra potere politico, informazione e libertà artistica. L’appuntamento è promosso da Enza Amato, Presidente del Consiglio Comunale di Napoli, e da Sergio D’Angelo, Consigliere delegato al Coordinamento Internazionale Enti Locali Mediterranei, con la collaborazione della Film Commission Regione Campania.
Al centro della manifestazione ci sarà la convinzione che l’arte, e in particolare il cinema, possa contribuire a costruire una coscienza critica collettiva, offrendo strumenti per comprendere la realtà e mettere in discussione narrazioni dominanti, stereotipi e meccanismi della propaganda. In questo contesto, la presenza di Nadav Lapid assume un significato particolare, considerando la forza espressiva e politica del suo lavoro cinematografico e la capacità delle sue opere di suscitare interrogativi anche scomodi.
L’incontro si inserisce negli indirizzi approvati dal Consiglio Comunale di Napoli a sostegno della libertà dell’arte, contro ogni forma di censura e a difesa dello Stato di diritto. Una scelta che intende ribadire la vocazione del capoluogo campano a essere una città aperta al confronto internazionale, alla pace e alla tutela dei diritti fondamentali della persona. Napoli si propone così non soltanto come luogo di produzione e promozione culturale, ma anche come spazio pubblico nel quale affrontare questioni che attraversano il dibattito contemporaneo.
La serata si aprirà con i saluti istituzionali della Presidente del Consiglio Comunale Enza Amato, ai quali seguiranno gli interventi introduttivi di Maurizio Gemma, direttore operativo della Film Commission Regione Campania, e di Giacomo Serafini, direttore del CIELM. Sarà un momento dedicato alla presentazione del significato culturale e istituzionale dell’iniziativa, con particolare attenzione al rapporto tra libertà creativa, responsabilità civile e promozione di una cultura della pace.
Il confronto entrerà successivamente nel vivo con il dibattito intitolato “Il diritto alla libertà dell’arte è la via della Pace come Giustizia”, moderato dal giornalista Rai Ettore De Lorenzo. Al tavolo dei relatori interverranno Nino Daniele, coordinatore scientifico del premio internazionale “Pellegrini di Pace”, Gina Annunziata, critica cinematografica, lo stesso regista Nadav Lapid e Sergio D’Angelo.
Il dibattito offrirà l’occasione per riflettere sul valore della libertà artistica come componente essenziale di una società democratica. La possibilità di raccontare il presente senza condizionamenti, di esprimere posizioni critiche e di interrogare anche gli aspetti più controversi della storia contemporanea rappresenta infatti uno degli elementi centrali del rapporto tra cultura e democrazia. In questa prospettiva, la difesa della libertà dell’arte si collega direttamente alla tutela del pluralismo, alla salvaguardia dello Stato di diritto e alla costruzione di una pace fondata sulla giustizia.
Particolarmente significativa sarà la presenza di Nadav Lapid, regista israeliano noto per un linguaggio cinematografico radicale, capace di combinare tensione drammatica, sperimentazione narrativa e critica politica. Il suo cinema affronta spesso questioni legate all’identità nazionale, al rapporto tra individuo e istituzioni e alle contraddizioni che attraversano la società israeliana, mettendo in discussione convenzioni culturali e rappresentazioni consolidate.
Il film Yes, al centro dell’appuntamento napoletano, nasce all’indomani degli eventi del 7 ottobre 2023 e delle loro drammatiche conseguenze. Concepita come una satira politica provocatoria, l’opera viene definita dal suo stesso autore una “tragedia musicale”, espressione che evidenzia la particolare combinazione di linguaggi e registri narrativi utilizzata per rappresentare una realtà attraversata da profonde tensioni.
Attraverso una narrazione volutamente disturbante e provocatoria, Yes esplora lo stato psicologico di una società esposta alla propaganda bellica e alla pressione del nazionalismo, interrogandosi sulle trasformazioni della coscienza individuale e collettiva in un contesto dominato dalla guerra. Il film affronta la deriva morale che può manifestarsi quando il consenso, la paura e l’appartenenza nazionale finiscono per condizionare il giudizio critico, le scelte personali e il rapporto con gli altri.
Il titolo stesso, Yes, richiama simbolicamente il tema dell’assenso, dell’accettazione e delle conseguenze che possono derivare dalla rinuncia a esercitare il proprio spirito critico. È proprio in questa dimensione che il linguaggio cinematografico di Lapid diventa uno strumento di interrogazione politica e morale, capace di superare il semplice racconto degli avvenimenti per concentrarsi sui comportamenti, sulle responsabilità e sulle contraddizioni degli individui.
La scelta di presentare il film a Napoli all’interno di un incontro dedicato alla pace e alla libertà dell’arte attribuisce alla proiezione un significato che va oltre l’esperienza cinematografica. L’opera diventa infatti il punto di partenza per una discussione più ampia sul ruolo degli artisti nei momenti di crisi, sulla possibilità di esprimere il dissenso e sulla necessità di preservare luoghi di confronto anche quando i temi affrontati risultano divisivi.
In questo quadro si inserisce anche il contributo della Film Commission Regione Campania, realtà impegnata nella valorizzazione del territorio attraverso il cinema e nel sostegno allo sviluppo del settore audiovisivo. La collaborazione all’iniziativa conferma l’importanza delle sinergie tra istituzioni, operatori culturali e professionisti del cinema nella costruzione di occasioni di approfondimento aperte alla cittadinanza.
Un altro elemento centrale della serata sarà il coinvolgimento diretto del pubblico. Dopo il dibattito e la proiezione di Yes, Nadav Lapid risponderà alle domande degli spettatori, offrendo la possibilità di approfondire le motivazioni artistiche e politiche alla base del film, le scelte narrative e il significato di un’opera che affronta questioni di grande attualità.
Sarà un’occasione per trasformare la visione cinematografica in un’esperienza collettiva di confronto, nella quale le immagini e le storie raccontate sullo schermo potranno diventare il punto di partenza per interrogativi sulla società contemporanea, sulla guerra e sulla responsabilità degli individui di fronte alle scelte del potere.
L’appuntamento del 21 ottobre al Cinema Filangieri si presenta dunque come un’iniziativa dal forte valore culturale e civile, nella quale Napoli rinnova il proprio impegno a favore del dialogo, della libertà di espressione e dei diritti umani. La presenza di un autore internazionale come Nadav Lapid rappresenta un’opportunità per avvicinare il pubblico a un cinema che non cerca risposte semplici, ma sollecita riflessioni e mette in discussione certezze consolidate.
In una fase storica nella quale le immagini e le narrazioni assumono un peso determinante nella formazione dell’opinione pubblica, l’iniziativa richiama l’importanza di difendere l’autonomia della creazione artistica e il diritto di ogni cittadino a confrontarsi con punti di vista differenti.
L’ingresso alla serata è gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. L’inizio è previsto alle ore 19 di mercoledì 21 ottobre 2026, presso il Cinema Filangieri di Napoli. Un appuntamento che mette al centro il cinema come linguaggio di libertà e la cultura come occasione per costruire dialogo, consapevolezza e pace.
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