La storia di Napoli diventa un’occasione di incontro, formazione e partecipazione per le nuove generazioni. Il tour divulgativo di #Napoli 2500più10, presentato il 2 ottobre 2026, porterà il docufilm di Carlo Puca, promosso dall’Acen e narrato dalla giornalista televisiva Giorgia Cardinaletti, prima nell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida e successivamente nelle scuole secondarie di primo e secondo grado della città. Un percorso che punta a rendere la conoscenza del passato uno strumento per comprendere il presente e rafforzare il legame dei giovani con la comunità.
Patrocinata dal Comune di Napoli, l’iniziativa nasce con l’obiettivo di consentire al maggior numero possibile di studenti di approfondire la storia millenaria della città attraverso il linguaggio del documentario. Il cinema diventa così una porta di accesso a vicende, luoghi e trasformazioni che hanno contribuito a costruire l’identità napoletana, offrendo alle ragazze e ai ragazzi un’occasione per interrogarsi sulle proprie radici e sul futuro del territorio in cui vivono.
La scelta di avviare il tour a Nisida attribuisce al progetto un significato educativo particolarmente forte. Portare il racconto della città all’interno dell’istituto significa coinvolgere i giovani in un’esperienza culturale che mette al centro appartenenza e partecipazione. La conoscenza del patrimonio comune viene proposta come una risorsa attraverso cui riconoscere il proprio posto nella collettività e costruire un rapporto più consapevole con ciò che la circonda.
È questo il senso sottolineato da Antonio Savarese, presidente dell’Acen, durante la presentazione. «Siamo orgogliosi di avviare il tour del docufilm #Napoli 2500più10 in un luogo simbolo come l’Istituto Penale per minorenni di Nisida», ha dichiarato, ricordando che una comunità solida costruisce il proprio domani soprattutto attraverso i giovani. L’investimento in formazione e cultura, nelle parole del presidente, si lega quindi a una precisa idea di sviluppo: rafforzare la comunità significa anche offrire strumenti per conoscere, comprendere e partecipare.
Savarese ha inoltre evidenziato come la conoscenza delle proprie radici possa alimentare il senso di appartenenza e aprire nuove opportunità. In questa prospettiva, il tour di #Napoli 2500più10 non si esaurisce nella visione di un film, ma propone un punto di partenza per approfondire il rapporto tra la storia della città e l’esperienza quotidiana dei suoi abitanti.
Il valore del progetto come dono alla città è stato richiamato da Angelo Lancellotti, presidente di Ance Campania e promotore dell’iniziativa quando era alla guida dell’associazione dei costruttori napoletani. La realizzazione del docufilm, ha spiegato, è nata dal desiderio di trasmettere anche alle nuove generazioni l’orgoglio di appartenere a Napoli, incoraggiando la riscoperta delle sue origini. Le proiezioni diventano così un invito ad approfondire una storia che non sempre è conosciuta, ponendo domande essenziali: da dove veniamo e quali vicende hanno contribuito a renderci ciò che siamo.
A guidare il racconto è lo sguardo di Carlo Puca, che ha descritto il progetto come il risultato di una necessità artistica: raccontare Napoli e la sua storia. Il regista ha individuato nell’incontro con l’Acen un elemento decisivo, perché le trasformazioni delle città passano anche attraverso l’urbanistica. Il cambiamento dei luoghi permette di leggere quello della società, collegando gli spazi urbani alle persone che li abitano e alle vicende che li attraversano.
Nel racconto di Puca, la storia napoletana mostra come una realtà particolare possa parlare di processi più ampi: quando cambiano i luoghi, cambiano anche la città e il suo popolo. La realizzazione di #Napoli 2500più10 ha rappresentato per il regista anche un’esperienza personale e affettiva, vissuta attraverso un rapporto privilegiato con gli spazi di Napoli. Il suo auspicio è quello di avere restituito, almeno in parte, quanto la città gli ha donato.
Per l’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, la proiezione si inserisce in una collaborazione già consolidata con l’Acen. Il direttore Gianluca Guida ha ricordato l’impegno dell’associazione nel promuovere tra i ragazzi la cultura dell’identità e dell’appartenenza, sottolineando la necessità di sostenere gli strumenti della socializzazione.
Il punto centrale, secondo Guida, è offrire ai giovani servizi ed esperienze che li aiutino a sentirsi parte integrante della collettività. È anche attraverso queste opportunità che una comunità può rafforzare la propria coesione e affrontare le difficoltà. La proiezione del docufilm si colloca dunque in un percorso educativo nel quale la cultura contribuisce a creare relazioni e a rendere più concreto il legame con la società.
Dopo la tappa a Nisida, il tour raggiungerà le scuole secondarie di primo e secondo grado di Napoli, estendendo il confronto alla comunità scolastica. Monica Matano, direttrice generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, ha evidenziato come la visione del docufilm possa offrire a studentesse e studenti l’opportunità di osservare la città con maggiore consapevolezza e di interrogarsi sul rapporto tra passato, presente e futuro.
L’iniziativa richiama anche il valore della collaborazione tra scuola, istituzioni, mondo produttivo e realtà educative. Il racconto cinematografico della storia di Napoli diventa un terreno condiviso sul quale costruire occasioni di conoscenza, mettendo in relazione l’apprendimento con i luoghi e le esperienze della vita cittadina.
Il tour di #Napoli 2500più10 propone così un percorso che unisce memoria urbana, educazione e senso di comunità. Dall’istituto di Nisida alle aule scolastiche, il filo conduttore è la possibilità di riconoscere nella storia della città un patrimonio da comprendere e condividere. Il comunicato di presentazione non indica ancora le date delle singole proiezioni né l’elenco degli istituti coinvolti.
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