Napoli riparte dalla forza delle sue energie civiche, dalla partecipazione dei cittadini, dal protagonismo dei giovani e dalla capacità di costruire relazioni virtuose tra amministrazioni locali. È questo il cuore dell’incontro dibattito promosso al Tennis Club Napoli da Bianca Pesante Cocozza di Montanara, promotrice e coordinatrice del Comitato tematico Città in rete, insieme a Stefania Avallone, vice-coordinatrice del Comitato. Un appuntamento pensato non solo come momento di confronto, ma come tappa concreta di un percorso più ampio, orientato a immaginare il futuro della città partenopea attraverso una visione civica, moderna e solidale.
Al centro del dibattito vi è stata una domanda essenziale: quale immagine vuole dare Napoli di sé nel mondo e quali strumenti può utilizzare per consolidare il proprio ruolo di grande capitale mediterranea, culturale, turistica e sociale? La risposta emersa dall’incontro guarda a una città capace di valorizzare le sue risorse più autentiche: le persone, i giovani, il patrimonio umano e creativo, la vocazione all’accoglienza, la solidarietà e la capacità di generare grandi eventi come motore di sviluppo, reputazione e coesione.
All’iniziativa sono intervenuti Alessandro Onorato, coordinatore della rete Progetto Civico Italia e assessore al Turismo e ai Grandi Eventi di Roma Capitale, e Carlo Puca, coordinatore regionale per la Campania di Progetto Civico Italia e assessore all’Immagine della città e alla Partecipazione attiva del Comune di Napoli. La loro presenza ha dato al confronto una dimensione nazionale, ponendo Napoli e Roma al centro di un dialogo tra città che condividono sfide complesse: la gestione dell’immagine internazionale, la crescita turistica, la qualità degli eventi, il rapporto tra cittadini e istituzioni, la necessità di trasformare la partecipazione in metodo stabile di governo urbano.
L’incontro al Tennis Club Napoli ha avuto due obiettivi principali. Il primo è stato quello di riflettere sulla visione di sviluppo di Napoli, una città che negli ultimi anni ha rafforzato la propria attrattività internazionale, ma che oggi è chiamata a governare questa crescita con equilibrio, responsabilità e progettualità. I grandi eventi, il turismo, la cultura e la promozione dell’immagine cittadina possono diventare leve decisive, purché siano inseriti in una strategia capace di coinvolgere comunità, imprese, professionisti, associazioni e giovani generazioni. Napoli non può limitarsi a essere raccontata: deve essere progettata, accompagnata e messa nelle condizioni di esprimere pienamente la propria identità.
Il secondo obiettivo è stato quello di costruire una rete tra città, partendo dal ponte virtuoso tra Napoli e Roma. Una rete civica e amministrativa che metta in connessione esperienze, competenze e buone pratiche. In questo senso, il progetto promosso da Bianca Pesante e Stefania Avallone si inserisce in una prospettiva più ampia: creare uno spazio di dialogo permanente tra amministratori, cittadini attivi, professionisti, imprenditori e rappresentanti della cultura, nella convinzione che i problemi urbani contemporanei non possano essere affrontati in maniera isolata.
Durante il confronto è stato sottolineato il valore della partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali. Non si tratta di un principio astratto, ma di una necessità concreta. Gli amministratori locali, infatti, sono spesso chiamati a risolvere quotidianamente problemi che hanno caratteristiche nazionali: sicurezza urbana, decoro, mobilità, attrattività turistica, politiche giovanili, welfare, gestione dei grandi flussi, inclusione sociale. Per questo diventa fondamentale mettere in rete le esperienze di chi governa i territori, superando frammentazioni e personalismi, e costruendo un linguaggio comune fondato su pragmatismo, ascolto e responsabilità.
Napoli, in questa prospettiva, rappresenta un laboratorio particolarmente significativo. È una città che vive una stagione di forte esposizione mediatica e turistica, ma anche un territorio attraversato da profonde contraddizioni sociali. La sfida è trasformare la visibilità in sviluppo duraturo, evitando che il successo dell’immagine resti separato dalla qualità della vita dei cittadini. Giovani, lavoro, cultura, solidarietà e partecipazione diventano così parole chiave di una nuova agenda civica, capace di tenere insieme ambizione internazionale e radicamento territoriale.
Il ruolo dei giovani è apparso centrale. Guardare al futuro di Napoli significa riconoscere che le nuove generazioni non possono essere semplici destinatarie di politiche pubbliche, ma devono diventare protagoniste dei processi decisionali, della vita culturale, della progettazione urbana e dell’innovazione sociale. In una città ricca di talento, creatività e intelligenze diffuse, la partecipazione giovanile può diventare uno dei motori più forti della rigenerazione civile. Ma perché ciò accada servono luoghi di ascolto, strumenti concreti, reti associative, occasioni di formazione e possibilità reali di incidere sulle scelte che riguardano il futuro della comunità.
La solidarietà è stata un altro elemento qualificante del dibattito. Napoli è da sempre una città capace di esprimere forme spontanee e organizzate di aiuto, vicinanza e responsabilità sociale. Mettere la solidarietà al centro di una visione urbana significa riconoscere che lo sviluppo non può misurarsi soltanto attraverso i numeri del turismo o degli eventi, ma anche attraverso la capacità di includere, sostenere chi è più fragile e rafforzare i legami comunitari. In questo senso, la città del futuro non è soltanto più attrattiva, ma anche più giusta, più accessibile e più coesa.
Il prossimo passaggio annunciato durante l’incontro sarà la creazione di un comitato di sostegno a Progetto Civico Italia, che partirà proprio dalla base del Comitato tematico Città in rete. Si tratta di un’evoluzione naturale dell’iniziativa, con l’obiettivo di dare continuità al confronto e trasformare l’energia emersa nel dibattito in un percorso organizzato. L’idea è quella di costruire una piattaforma civica capace di raccogliere contributi, promuovere idee, favorire il dialogo tra città e valorizzare le competenze diffuse nei territori.
Figura centrale dell’iniziativa è Bianca Pesante Cocozza di Montanara, fondatrice del Comitato Città in rete, consulente aziendale e manager, militante civica e organizzatrice di eventi a carattere istituzionale. Con una doppia laurea conseguita all’Università Federico II e l’iscrizione all’albo dei procuratori avvocati, Bianca Pesante ha maturato nel tempo una significativa esperienza nel mondo pubblico e istituzionale, ricoprendo numerosi incarichi e portando nel progetto una visione fondata su competenza, relazioni e impegno civico.
La partecipazione all’incontro di numerosi rappresentanti del mondo delle professioni, dell’imprenditoria, della cultura e del terzo settore ha confermato l’interesse suscitato dall’iniziativa. Tra i presenti, il notaio Giuseppe Sila, presidente della Fondazione Santobono Pausilipon; Vincenzo Ferrara, presidente della Fondazione Cannavaro Ferrara; Maria Caniglia, presidente della IV Municipalità di Napoli; Antonio Ferrieri, patron di Cuori di Sfogliatella; Giorgio Cocozza di Montanara; Luciana de Maria del Museo regionale della Cappella per la deputazione del Tesoro di San Gennaro; Gabrielle Ferra, esperta in diritto di famiglia e supporto alla rete dei Centri antiviolenza di Napoli; Andrea Rosiello; Benedetta Amodio; Bernardo Amodio, presidente Atex; e Ivana Navarra, Emergency Manager per la Protezione civile italiana.
La ricchezza delle presenze ha dato il senso di una città che vuole discutere, partecipare e contribuire. Professioni, impresa, cultura, solidarietà e amministrazione pubblica si sono incontrate in un luogo simbolico della vita cittadina, con l’obiettivo di costruire un discorso comune sul futuro di Napoli. Un futuro che non può essere lasciato soltanto alle istituzioni, ma deve essere condiviso con la società civile, con chi ogni giorno vive, lavora, investe, educa, cura e produce valore sul territorio.
L’incontro promosso da Città in rete si configura dunque come un momento di avvio, più che come un punto di arrivo. Napoli, Roma e le altre città italiane possono dialogare attraverso una nuova grammatica civica, fondata sulla concretezza degli amministratori locali e sulla partecipazione consapevole dei cittadini. In un tempo in cui le metropoli sono chiamate ad affrontare sfide sempre più complesse, dalla sostenibilità alla sicurezza, dall’attrattività turistica all’inclusione sociale, la costruzione di reti può diventare uno degli strumenti più efficaci per produrre innovazione politica e amministrativa.
Napoli guarda al futuro con la consapevolezza della propria storia e con l’urgenza di trasformare le energie civiche in progetto. Giovani, grandi eventi, partecipazione attiva e solidarietà non sono soltanto temi di discussione, ma pilastri di una possibile nuova stagione urbana. Una stagione in cui l’immagine della città nel mondo sia il riflesso di una comunità viva, responsabile e capace di fare rete.
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