Napoli ha accolto al Teatro Mercadante la prima proiezione cittadina di Oltre il confine. Le immagini di Mimmo e Francesco Jodice, il documentario scritto e diretto da Matteo Parisini, dedicato a uno dei più intensi e originali dialoghi artistici e familiari della cultura visiva italiana contemporanea. La serata, organizzata con la collaborazione del Teatro di Napoli-Teatro Nazionale, ha riportato al centro dell’attenzione pubblica il valore dell’opera di Mimmo Jodice e il confronto, umano e creativo, con il figlio Francesco Jodice, protagonista da anni della scena artistica internazionale.
Il documentario arriva a Napoli dopo l’anteprima mondiale dello scorso autunno alla Festa del Cinema di Roma e si presenta come un’opera capace di andare oltre il semplice omaggio biografico. Oltre il confine costruisce infatti una riflessione profonda sul rapporto tra arte e vita, memoria privata e ricerca visiva, esperienza familiare e linguaggio contemporaneo. Il cuore del film è tutto in questo incontro tra padre e figlio, tra due sguardi differenti ma legati da una comune tensione poetica verso il reale, mai descrittiva, mai didascalica, sempre capace di interrogare il mondo attraverso la forza delle immagini.

A rendere ancora più significativa la proiezione napoletana è stata la vicinanza affettiva e culturale che lega la città alla figura di Mimmo Jodice, maestro assoluto della fotografia italiana, il cui lavoro ha saputo raccontare Napoli e il Mediterraneo con una visione insieme metafisica, sperimentale e profondamente civile. A cinque mesi dalla sua scomparsa, il documentario assume così anche il valore di una testimonianza preziosa, perché restituisce attraverso parole, opere e materiali d’archivio pubblici e privati il profilo di un autore che ha segnato in modo indelebile la storia della fotografia italiana e internazionale. Allo stesso tempo, il film mette in relazione il suo percorso con quello di Francesco Jodice, artista che dalla fine degli anni Novanta si è imposto per una ricerca rivolta alle trasformazioni del paesaggio sociale, delle metropoli globali, delle dinamiche geopolitiche e antropologiche del presente.
Nel corso del film, il dialogo tra Mimmo Jodice e Francesco Jodice si sviluppa attorno a un tavolo, davanti alle loro opere, in una conversazione che lascia emergere dettagli, confessioni, gesti e visioni. Ne nasce un racconto che attraversa oltre mezzo secolo di storia delle immagini e mostra come il passaggio generazionale nell’arte non sia soltanto una trasmissione di tecniche o sensibilità, ma una vera ridefinizione dello sguardo. Da una parte c’è la densità lirica e contemplativa di Mimmo Jodice, profondamente radicata a Napoli; dall’altra la tensione analitica e globale di Francesco Jodice, orientata verso le mutazioni del contemporaneo. Due traiettorie diverse, ma accomunate da una stessa capacità di trasformare la fotografia in strumento di lettura del reale.
La regia di Matteo Parisini, già apprezzato per Infinito. L’universo di Luigi Ghirri, accompagna questo confronto con sensibilità e rigore, scegliendo di mettere al centro non soltanto il valore artistico dei due protagonisti, ma anche il rapporto umano che sostiene e attraversa la loro esperienza. È proprio questa dimensione a rendere Oltre il confine un’opera di forte impatto culturale: il documentario non racconta soltanto due fotografi, ma interroga il senso stesso dell’eredità artistica, del tempo, della memoria e della continuità tra generazioni.
La proiezione napoletana ha così confermato il valore di un film che parla al pubblico dell’arte, della fotografia e del cinema documentario, ma anche a chi è interessato alle storie familiari, ai linguaggi del contemporaneo e ai percorsi che tengono insieme identità individuale e trasformazioni collettive. Oltre il confine si inserisce in questo senso tra le opere più significative dedicate alla riflessione sull’immagine come forma di conoscenza, rendendo omaggio a Mimmo Jodice e rilanciando, al tempo stesso, l’attualità del dialogo con Francesco Jodice. Napoli, ancora una volta, si conferma luogo naturale di questa memoria e di questa visione, città capace di riconoscersi nelle immagini dei suoi grandi interpreti e di restituirle a una dimensione pubblica, condivisa, viva.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
