Nel cuore di Forcella, tra le strade del centro storico di Napoli, un luogo che custodisce oltre sette secoli di memoria apre le porte a cittadini e visitatori. Dal 2 al 4 ottobre 2026, in occasione di Open House Napoli, il Complesso dell’Augustissima Compagnia della Disciplina della Santa Croce accoglierà il pubblico per un percorso gratuito tra architettura tardomedievale, testimonianze artistiche e storia della città. Le visite, curate dalla Cooperativa Manallart, offriranno l’occasione di conoscere da vicino un patrimonio nel quale la dimensione religiosa si intreccia con una lunga tradizione di solidarietà e partecipazione alla vita civica.
Il punto di accesso è in Vico Croce Sant’Agostino alla Zecca. Il programma prevede partenze ogni 60 minuti: venerdì 2 ottobre nella fascia dalle 15:00 alle 18:00, sabato 3 e domenica 4 ottobre dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 17:30. L’ingresso avverrà senza prenotazione, in ordine di arrivo e fino al raggiungimento della capienza prevista, indicata nella scheda ufficiale in 25 persone per visita. Una modalità che rende l’appuntamento facilmente accessibile, pur richiedendo di tenere conto dei posti disponibili per ciascun turno. Open House Napoli
La visita alla Disciplina della Santa Croce permette di avvicinarsi alla storia della più antica confraternita laicale napoletana, fondata nel 1290 con finalità religiose e assistenziali. L’attenzione ai poveri e ai meno fortunati rappresenta una delle radici della sua identità: un impegno che, attraverso i secoli, ha legato la Compagnia al tessuto sociale della città. Il complesso ha accolto importanti famiglie nobiliari e personalità ecclesiastiche, tra cui tre papi, diventando un punto di incontro tra devozione, aristocrazia e responsabilità verso la comunità.
Questo intreccio si riconosce anche nell’architettura. Il sito conserva l’impronta di un raro complesso confraternale tardomedievale, trasformato nel tempo da interventi che ne hanno arricchito gli ambienti e il linguaggio decorativo. Attraversarlo significa osservare le tracce lasciate da epoche diverse, comprendendo come un edificio storico possa raccontare tanto le vicende di chi lo ha abitato quanto i cambiamenti culturali e artistici della città.
Tra gli spazi più suggestivi figura il giardino quattrocentesco, caratterizzato da un antico pozzo e dagli affreschi seicenteschi di Giovan Battista Benaschi. Alla bellezza del luogo si aggiunge una memoria storica tramandata dalla tradizione: proprio qui si sarebbero svolte riunioni legate alla Congiura dei Baroni del 1485 contro Ferrante d’Aragona. Un racconto che accompagna la scoperta del giardino e richiama una delle pagine più note delle tensioni politiche del Regno di Napoli, mantenendo la distinzione tra tradizione e certezza documentaria.
La chiesa e l’oratorio restituiscono altre tessere di questa storia. Le trasformazioni barocche e settecentesche sono legate a maestri come Dionisio Lazzari, Arcangelo Guglielmelli e Giuseppe Astarita, mentre gli stucchi della bottega di Lorenzo Vaccaro contribuiscono alla ricchezza degli apparati decorativi. Il pavimento settecentesco e la lastra tombale trecentesca di Bartolomeo del Sasso testimoniano la profondità cronologica del patrimonio conservato. Nell’oratorio, gli stemmi delle famiglie nobiliari ricordano invece l’appartenenza dei loro membri alla Compagnia e il rapporto dell’istituzione con la società napoletana.
Un’opera di particolare rilievo è il Retablo della Passione di Cristo, attribuito a Pietro Befulco e strettamente legato alla figura di Ferrante d’Aragona. La sua presenza arricchisce il percorso, offrendo un ulteriore punto di osservazione sul rapporto tra arte sacra, devozione e potere. Insieme agli altri elementi del complesso, contribuisce a rendere la visita un’esperienza capace di andare oltre la contemplazione degli ambienti, restituendo connessioni tra opere, persone e avvenimenti.
Oggi la tutela di questo patrimonio si accompagna alla volontà di renderlo sempre più conosciuto. L’apertura per Open House Napoli 2026 si inserisce nell’impegno dell’Arciconfraternita e della Cooperativa Manallart per promuovere la memoria del luogo e trasformarla in un’occasione di incontro con il quartiere e con la città. La valorizzazione culturale assume così anche un significato sociale, in continuità con le finalità assistenziali da cui ebbe origine la Compagnia.
«Aprire le nostre porte durante Open House Napoli significa far battere di nuovo il cuore antico di Forcella. Questo complesso non è solo un monumento di straordinaria bellezza architettonica e artistica, ma una testimonianza viva di solidarietà, fede e storia civica che attraversa i secoli. Insieme alla Cooperativa Manallart, continuiamo a lavorare affinché questa memoria preziosa diventi risorsa concreta e motivo di riscatto e bellezza per l’intero quartiere e per tutta la città», dichiara Stefania Brancaccio, Priore dell’Arciconfraternita.
Durante il fine settimana, il dialogo tra memoria e contemporaneità proseguirà con la mostra fotografica L’invisibile quotidiano: esplorazioni fotografiche di Geeno Merlino, ospitata negli spazi del complesso. L’esposizione potrà essere visitata al termine del percorso guidato oppure separatamente, offrendo un’ulteriore occasione per entrare nel luogo e incontrare una proposta artistica contemporanea.
L’appuntamento a Forcella riunisce così la scoperta di un monumento, il racconto di una confraternita nata nel Medioevo e una mostra fotografica del presente. Per chi desidera conoscere il patrimonio storico di Napoli, le visite gratuite alla Disciplina della Santa Croce rappresentano un’occasione per leggere la città attraverso uno dei luoghi che ne custodiscono la memoria religiosa, artistica e civile.
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(foto di Mario Ferrara fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
