Dal 2 al 4 ottobre 2026 Open House Napoli torna ad aprire edifici e spazi della città normalmente poco accessibili. Nell’ambito di un programma che comprende 160 aperture straordinarie e coinvolge oltre 600 volontari, la Città Metropolitana di Napoli propone tre visite gratuite: il Complesso monumentale di Santa Maria la Nova, il Palazzo della Provincia e il liceo Vittorio Emanuele II-Garibaldi. Sono tre occasioni diverse per osservare da vicino la storia di Napoli, attraverso una collezione d’arte che si amplia, un palazzo istituzionale inaugurato novant’anni fa e un affresco del Cinquecento riemerso durante un restauro.
La prima visita è in programma venerdì 2 ottobre al Complesso monumentale di Santa Maria la Nova, in via Santa Maria la Nova 43. Per la prima volta il complesso partecipa a Open House Napoli con un percorso che comprende la sala del Consiglio, la sala del Coro e gli ambienti in cui è esposta una selezione della collezione d’arte della Città Metropolitana di Napoli. I turni partono alle 15:30, alle 16:30 e alle 17:30. L’ingresso è libero, senza prenotazione, in ordine di arrivo, per gruppi di 25 persone.
Nelle sale vicine a quella del Coro, i dipinti raccontano la pittura napoletana tra Ottocento e Novecento attraverso opere recuperate, vedute del golfo e rappresentazioni della figura femminile. Tra i lavori esposti ci sono L’Oracolo di Delfo di Camillo Miola e il Ritratto di Vittorio Emanuele III di Achille Talarico, tornati nella collezione grazie all’attività del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Si incontrano anche Il pazzo e i savi di Lionello Balestrieri, Veduta di Ischia da San Michele di Joseph Rebell e Marina da Palazzo Donn’Anna di Giuseppe Laezza.
Per l’edizione 2026, il percorso si arricchisce di una sala dedicata all’infanzia e alla fanciullezza, con otto opere che attraversano circa ottant’anni, dalla fine dell’Ottocento agli anni Settanta del Novecento. I giovani protagonisti appaiono nei momenti familiari, nel gioco, nello studio o in posa davanti all’artista. Ne La madre di Achille Talarico prevale l’intimità dell’abbraccio tra madre e figlio; Borracciello di Michele Arcangelo Amendola ritrae uno scugnizzo dall’espressione vivace; Lo studioso di Nicola Biondi mostra un bambino imbronciato su una sedia di paglia. Completano la nuova selezione opere di Eugenio Viti, Enrico Siniscalco, Luigi Gentile, Armando De Stefano e Carlo Passarelli.
Il percorso espositivo è illustrato anche nella pagina dedicata a Santa Maria la Nova della Città Metropolitana.
Sabato 3 e domenica 4 ottobre sarà invece possibile entrare nel Palazzo della Provincia, in piazza Matteotti 1, con accesso sul retro da via Fabio Filzi. Sono previsti quattro turni al giorno, alle 9:30, 10:30, 11:30 e 12:30. Anche qui l’ingresso è gratuito e senza prenotazione: si accede in ordine di arrivo, in gruppi di 25 persone. La visita accompagnata conduce nelle sale di rappresentanza e tra le opere esposte al primo piano, ripercorrendo la storia dell’edificio progettato nel 1934 dagli architetti Marcello Canino e Ferdinando Chiaromonte e inaugurato nell’ottobre 1936.
Il percorso comincia dal portale istoriato in bronzo, i cui bassorilievi furono realizzati da Carlo De Veroli con la Fonderia Chiurazzi, e dal Cavallo Rampante, simbolo della Provincia di Napoli scolpito da Gaetano Chiaromonte. Al primo piano, le fotografie dell’Archivio Parisio-Troncone documentano le trasformazioni dell’area del Rione San Giuseppe e del Rione Carità; un’altra sequenza di venti immagini in bianco e nero mostra la distruzione del quartiere e la ricostruzione del dopoguerra.
Nelle sale istituzionali sono custodite opere della collezione metropolitana solitamente non accessibili al pubblico. Tra queste spicca Cavallo Sfrenato di Filippo Palizzi, conservato nella sala del sindaco insieme al Ricordo del 2° Congresso Provinciale del 1905 di Alfredo Girosi. La visita permette inoltre di vedere dipinti di Anton Sminck van Pitloo, Giovanni Ponticelli, Francesco Dell’Erba, Giuseppe Sciuti, Maria Spanò e Gustavo Mancinelli, oltre alle sculture di Alberto Ferrer e Luigi Martorelli. Nel novantesimo anniversario dell’inaugurazione, l’apertura offre così la possibilità di conoscere sia l’architettura del palazzo sia le opere che accompagnano la vita dell’ente.
L’ultima tappa porta al liceo Vittorio Emanuele II-Garibaldi, in via San Sebastiano 51, sabato 3 ottobre dalle 12:00 alle 16:30. Le visite partono ogni mezz’ora, con ingresso libero in ordine di arrivo per gruppi di 10-12 persone. In un’aula dell’istituto, gli interventi di restauro promossi dalla Città Metropolitana di Napoli hanno riportato alla luce un affresco del XVI secolo raffigurante l’Ultima Cena. La pittura si trova su una parete dell’antico refettorio del convento domenicano dei Santi Pietro e Sebastiano, oggi sede della scuola, e si sviluppa in una complessa architettura prospettica che coinvolge anche le volte a crociera trecentesche.
Il ritrovamento aggiunge un nuovo elemento alla storia dell’edificio, le cui origini risalgono al Trecento. Negli ambienti del liceo si conservano anche l’Antico Gabinetto di Fisica, il Museo di Storia Naturale “G. Mercalli” e la Biblioteca Storica, con cinquecentine e volumi dei secoli successivi. A raccontare l’affresco e il lavoro di restauro ai visitatori saranno i volontari di Open House Napoli insieme agli studenti della classe V D, coinvolti dalla dirigente Stefania Colicelli in un progetto educativo dedicato alla scoperta.
Le tre aperture consentono di seguire un itinerario tra arte, architettura e scuola nel centro di Napoli. Per consultare gli eventuali aggiornamenti prima della visita sono disponibili il programma ufficiale di Open House Napoli 2026 e la pagina della Città Metropolitana dedicata a Santa Maria la Nova. Open House Napoli
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(foto fornite dall’ufficio stampa in allegato al comunicato)







