A Napoli il cinema incontra il mare, la creatività si intreccia con la ricerca scientifica e la formazione dei giovani diventa un’occasione per raccontare il territorio attraverso immagini, storie e nuove prospettive. Dal 5 al 10 ottobre 2026 torna il Pianeta Mare Film Festival, giunto alla sua quinta edizione, con un programma che unisce proiezioni cinematografiche, incontri culturali, sostenibilità ambientale e sperimentazione audiovisiva. Tra le iniziative più originali spicca il Film Lab, una residenza artistica che porta dodici giovani registi e filmmaker italiani ed europei a vivere e lavorare sulle imbarcazioni del progetto Scugnizzi a vela, trasformando il porto di Napoli in un laboratorio creativo a cielo aperto.
Il filo conduttore dell’iniziativa è il mare, inteso non soltanto come patrimonio naturale e paesaggistico, ma anche come luogo di conoscenza, inclusione e riscatto sociale. Dopo le pre-regate dell’America’s Cup nel Golfo di Napoli, l’imbarcazione Elizabeth di Scugnizzi a vela cambia idealmente equipaggio e accoglie i giovani protagonisti del Pianeta Mare Film Lab 2026. Una continuità simbolica tra sport, cinema ed educazione che mette al centro il rapporto tra le nuove generazioni e una delle risorse più preziose del territorio campano.
La residenza artistica si svolge a bordo delle imbarcazioni ormeggiate nella darsena Acton del Porto di Napoli, una formula che rappresenta ormai uno degli elementi distintivi del festival. Dal 2022, anno della prima edizione napoletana, il progetto ha coinvolto oltre 200 giovani under 30, sviluppando un percorso di alta formazione cinematografica che ha attraversato diverse città italiane, tra cui Genova, Venezia, Roma e Lecce, raggiungendo anche la tenuta presidenziale di Castelporziano.
Il 2026 segna inoltre un importante passo verso l’internazionalizzazione del progetto. A Brest, in Francia, nell’ambito del Brest Surf Film Festival e in collaborazione con Sciences Po Rennes, si è svolta la prima tappa internazionale del Film Lab, confermando la capacità dell’iniziativa di proporre un modello formativo replicabile anche oltre i confini nazionali. Alla base c’è il principio del learning by doing, ossia imparare attraverso l’esperienza diretta, applicato a una cinematografia attenta alla sostenibilità, all’innovazione tecnologica e alla consapevolezza ambientale.
Per l’edizione napoletana sono stati selezionati dodici studenti universitari e giovani registi provenienti da diverse città italiane ed europee, chiamati a partecipare a un’esperienza formativa caratterizzata da produzioni a budget zero e minimo impatto ambientale. Il loro percorso attraversa luoghi simbolici della città, istituzioni scientifiche, spazi culturali e altre aree della Campania, comprese le isole, mettendo in relazione osservazione della natura, pensiero critico, ricerca e linguaggio cinematografico.
A guidare il laboratorio è il regista Valerio Ferrara, trentenne già affermatosi nel panorama cinematografico internazionale grazie a importanti riconoscimenti, tra cui il premio La Cinef al Festival di Cannes. Sotto la sua direzione, i partecipanti sperimentano le tecniche dello smartphone filmmaking, una modalità di produzione che dimostra come sia possibile realizzare opere audiovisive di qualità anche attraverso strumenti tecnologici accessibili.
Il risultato finale sarà la produzione di sei cortometraggi interamente scritti e girati con lo smartphone. Le opere nasceranno dal confronto tra i giovani autori, il patrimonio naturale e culturale della Campania e le conoscenze condivise da ricercatori, scienziati, docenti universitari e professionisti del cinema durante gli appuntamenti del festival.
Come spiega Valerio Ferrara, i cortometraggi saranno il frutto di un percorso creativo alimentato dall’incontro con il territorio e con i protagonisti della ricerca scientifica. Non si tratta dunque soltanto di un esercizio tecnico, ma di un’esperienza capace di trasformare la conoscenza in narrazione e di avvicinare il pubblico ai temi della biodiversità e della tutela degli ecosistemi marini.
I sei lavori saranno sottoposti al giudizio del pubblico e di una giuria di giovani composta da ex partecipanti ai Film Lab. La loro presentazione è prevista sabato 10 ottobre alle ore 20, durante la cerimonia di premiazione ospitata dalla Casa del Contemporaneo, nella Sala Assoli Moscato, presieduta da Giovanni Petrone. Successivamente, alle 22.30, i cortometraggi saranno nuovamente proiettati nell’evento conclusivo del festival presso la Santissima Innovation Hub, diretta da Alessandra Attena, nell’ambito di un happening musicale curato dal Club Tasso.
Uno dei momenti più significativi della quinta edizione è rappresentato dall’inaugurazione del Film Lab, in programma lunedì 5 ottobre alle ore 12 a Villa Ferretti, a Bacoli. La scelta della sede assume un valore particolare perché si tratta di un bene confiscato alla camorra e restituito alla collettività, successivamente trasformato dal Comune di Bacoli nel primo parco archeologico comunale sul mare in Italia.
Villa Ferretti ospita inoltre il Centro di Alta Formazione per le scienze umanistiche digitali e l’archeologia subacquea dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, diventando un punto di incontro tra memoria storica, legalità, innovazione e ricerca. La presenza del Film Lab rafforza ulteriormente il valore simbolico di un luogo che rappresenta concretamente la possibilità di restituire alla comunità spazi e opportunità attraverso la cultura.
La giornata inaugurale prevede una masterclass con autorevoli rappresentanti del mondo universitario, scientifico ed educativo. Tra i protagonisti figurano Andrea Mazzucchi, indicato nel programma come rettore della Federico II, lo scienziato Ferdinando Boero, già presidente della Fondazione Dohrn, Stefano Lanfranco, fondatore del progetto Scugnizzi a vela, e Maria Luisa Iavarone, professore ordinario di pedagogia sperimentale presso l’Università degli Studi di Napoli Parthenope.
Il contributo di queste personalità consentirà ai giovani partecipanti di approfondire il rapporto tra ambiente marino, società, educazione e produzione culturale, offrendo strumenti di riflessione utili alla realizzazione dei cortometraggi.
Particolarmente significativo il messaggio di Andrea Mazzucchi, che richiama il valore identitario del mare per Napoli e la necessità di considerarlo anche come uno spazio attraverso cui immaginare il futuro. Nella sua riflessione, la conoscenza del territorio diventa strettamente legata alla responsabilità di raccontarlo e di preservarlo per le generazioni successive.
Il calendario formativo proseguirà dal 6 al 9 ottobre presso il Media Center dell’Università Parthenope, che ospiterà le lezioni del Film Lab. Le attività saranno curate da Max Mizzau Perczel, direttore del Pianeta Mare Film Festival, con la collaborazione del montatore Stefano Mattacchione. Un programma pensato per accompagnare i partecipanti nelle diverse fasi della realizzazione cinematografica, dalla costruzione di una storia alle riprese, fino al montaggio e alla presentazione delle opere.
Accanto alla dimensione educativa, il Pianeta Mare Film Festival 2026 propone un ricco calendario di proiezioni cinematografiche a ingresso gratuito, confermando una formula itinerante che coinvolge alcuni dei principali luoghi culturali, scientifici e accademici di Napoli.
La manifestazione, curata dall’Associazione culturale Pianeta Mare Darwin Dohrn, punta a rendere il cinema uno strumento di divulgazione e partecipazione, favorendo il confronto tra autori, studenti, ricercatori e spettatori.
Tra le iniziative rivolte alle nuove generazioni figurano le Cinematinée, proiezioni mattutine dedicate alle scuole, ospitate nell’Aula Magna dell’Università Parthenope, nel centro storico di Napoli, e nell’Aula Magna della sede di Scampia dell’Università Federico II. Un’occasione per avvicinare gli studenti al cinema contemporaneo e promuovere una maggiore consapevolezza sulle questioni ambientali attraverso il linguaggio audiovisivo.
Sono inoltre previste le proiezioni della sezione Focus Campania, riservate agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e coordinate dalla professoressa Gina Annunziata. Il programma comprende anche appuntamenti destinati a una giuria tecnica formata da studenti universitari di Scienze della comunicazione dell’Università Suor Orsola Benincasa, con il coordinamento dei docenti Arturo Lando e Augusto Sainati.
Queste attività sono organizzate in collaborazione con il Master in Cinema e Televisione, diretto dal produttore premio Oscar Nicola Giuliano, rafforzando il legame tra la formazione accademica e il mondo professionale dell’industria cinematografica.
L’apertura ufficiale del festival è fissata per lunedì 5 ottobre alle ore 18.30 a Palazzo Grenoble, sede dell’Institut français Napoli, con un appuntamento che coniuga cinema, musica e ricerca sui cetacei. In programma l’anteprima italiana del documentario francese The Musician and the Whale, dedicato al lavoro artistico e di ricerca con le balene del musicista internazionale Rone.
Alla proiezione prenderanno parte il regista Valentin Paoli e il console generale di Francia a Napoli Paul de Sinety. L’incontro offrirà al pubblico la possibilità di scoprire un’opera che esplora la relazione tra creatività musicale e mondo marino, attraverso un linguaggio capace di intrecciare sensibilità artistica e osservazione scientifica.
La presenza del documentario francese nella serata inaugurale conferma la vocazione internazionale del festival e il suo interesse per opere cinematografiche che utilizzano il racconto audiovisivo per approfondire il rapporto tra essere umano, natura e ambiente.
Un ruolo centrale sarà svolto anche dalla Casa del Contemporaneo, che nella storica Sala Assoli Moscato ospiterà cinque serate dedicate ai lungometraggi e ai cortometraggi in concorso. La stessa sede accoglierà la cerimonia di premiazione di sabato 10 ottobre, destinata a rappresentare uno dei momenti conclusivi della manifestazione.
La gratuità delle proiezioni costituisce un elemento fondamentale dell’identità del Pianeta Mare Film Festival, perché permette a studenti, appassionati di cinema e cittadini di accedere a un’offerta culturale che intreccia intrattenimento, conoscenza e sensibilizzazione ambientale. La distribuzione degli appuntamenti in diverse sedi della città contribuisce inoltre a valorizzare il patrimonio universitario e culturale napoletano.
In questo contesto, la collaborazione con Scugnizzi a vela assume un significato che va oltre la semplice ospitalità dei giovani cineasti sulle imbarcazioni. Il progetto rappresenta infatti un esempio di come il mare possa diventare uno spazio educativo e di inclusione sociale, offrendo nuove opportunità di crescita attraverso attività capaci di rafforzare il senso di appartenenza e la partecipazione collettiva.
Il collegamento simbolico tra le competizioni veliche dell’America’s Cup e il Film Lab suggerisce una visione più ampia del rapporto tra Napoli e il suo Golfo. Da una parte il mare come scenario di grandi eventi sportivi internazionali, dall’altra come ambiente di apprendimento, laboratorio di creatività e occasione di riscatto.
La quinta edizione del Pianeta Mare Film Festival dimostra così come il cinema possa diventare uno strumento concreto per raccontare il cambiamento, promuovere la sostenibilità e valorizzare il talento dei giovani. Attraverso i cortometraggi realizzati con lo smartphone, le masterclass scientifiche e le proiezioni gratuite, Napoli si propone come luogo di dialogo tra linguaggi artistici, ricerca e cittadinanza.
Dal Porto di Napoli a Bacoli, dalle università a Palazzo Grenoble, fino alla Sala Assoli Moscato, il festival costruisce un percorso culturale che mette in comunicazione luoghi e comunità differenti, accomunati dall’attenzione al mare e al futuro del pianeta.
Un’esperienza che ricorda come il cinema non abbia bisogno soltanto di grandi produzioni per generare idee e consapevolezza: possono bastare uno smartphone, una barca a vela, la curiosità di giovani autori e un territorio ricco di storie da raccontare.
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(foto fornite dall’ufficio stampa in allegato al comunicato)


