Il Porto di Napoli può diventare uno dei principali motori della crescita economica della città e dell’intera area metropolitana, a condizione di accelerare sulle grandi opere, sbloccare definitivamente le infrastrutture strategiche e affiancare agli investimenti pubblici una nuova stagione di capitali privati. È questa la linea indicata da Vittorio Genna, presidente dell’Unione Industriali di Napoli, che richiama l’attenzione sulle opportunità offerte dallo scalo partenopeo e sulla necessità di trasformare il suo potenziale ancora inespresso in lavoro, servizi e sviluppo.
Secondo Genna, il porto arriva a questa fase dopo un triennio particolarmente importante sul fronte degli investimenti. Tra il 2024 e il 2026 sono stati infatti portati a compimento investimenti infrastrutturali per oltre 300 milioni di euro finanziati con risorse del PNRR, un risultato che il presidente degli industriali considera significativo soprattutto se confrontato con le difficoltà registrate nel decennio precedente, quando una parte delle risorse europee disponibili non venne utilizzata a causa del mancato avvio delle opere. Fare del porto un motore di svi…
Il sistema portuale, sottolinea Genna, rappresenta una realtà complessa, nella quale competenze specialistiche e visione strategica devono procedere insieme. Dal funzionamento dello scalo dipendono infatti non soltanto le dinamiche della logistica, ma anche la competitività delle imprese e, più in generale, l’economia del territorio. Proprio per questo il presidente dell’Unione Industriali di Napoli, già vicepresidente dell’associazione, ha scelto di mantenere personalmente la delega al Porto, continuando a seguire da vicino le attività dell’Organismo di partenariato. Fare del porto un motore di svi… Fare del porto un motore di svi…
Il confronto con il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Eliseo Cuccaro e con il segretario generale Giuseppe Grimaldi, spiega Genna, è costante. Il passaggio decisivo, però, deve essere ora quello verso una nuova fase: alle risorse pubbliche già impegnate bisogna affiancare una maggiore capacità di investimento dell’imprenditoria privata, creando condizioni in grado di favorire interventi rapidi e concreti.
Al centro di questa strategia c’è soprattutto la nuova Darsena di Levante, indicata come la principale priorità per il futuro del Porto di Napoli. Si tratta della trasformazione infrastrutturale più rilevante prevista per lo scalo, pianificata da 26 anni e già interessata da investimenti pubblici per circa 200 milioni di euro. La realizzazione dell’opera permetterebbe di ridistribuire in maniera sostanziale spazi e funzioni portuali, trasferendo verso levante, in prossimità del raccordo autostradale, una parte significativa dei grandi flussi veicolari che oggi interessano il centro cittadino. Fare del porto un motore di svi…
Il progetto avrebbe quindi una portata che va ben oltre la logistica. Lo spostamento delle attività e il riequilibrio degli accosti, attualmente concentrati in larga parte nell’area vicina a piazza Municipio, potrebbero contribuire a migliorare la qualità dell’aria e il rapporto tra porto e città. Una riorganizzazione più efficiente degli spazi permetterebbe inoltre di liberare aree da destinare all’accoglienza e ai servizi rivolti ai passeggeri, un settore sempre più centrale per Napoli.
I numeri riportati dall’Unione Industriali di Napoli rendono evidente la dimensione della sfida: lo scalo registra ogni anno quasi 11 milioni di transiti passeggeri, un volume poco inferiore ai circa 13,5 milioni di passeggeri dell’aeroporto di Capodichino. Per Genna, questi dati dimostrano quanto il porto sia già oggi una delle grandi porte d’ingresso della città e quanto margine esista ancora per rafforzarne il ruolo turistico, commerciale e logistico. Fare del porto un motore di svi…
Un altro nodo decisivo riguarda la messa in esercizio del terminal contenitori di Levante. L’Unione Industriali di Napoli segue con attenzione il tavolo tecnico attivato dall’Autorità di Sistema Portuale, che avrebbe individuato una soluzione capace di garantire anche la presenza degli operatori del polo energetico. Per gli industriali occorre però evitare ulteriori rallentamenti, ostacoli procedurali o contrapposizioni che rischierebbero di rinviare ancora l’operatività di un’infrastruttura considerata strategica non soltanto per lo scalo, ma per l’intero sistema logistico regionale. Fare del porto un motore di svi…
La posta in gioco è anche occupazionale. Il progetto di sviluppo legato alle infrastrutture di Levante potrebbe infatti generare oltre 400 nuove unità lavorative, oltre a consistenti investimenti privati realizzabili nel breve periodo. Secondo il documento dell’Unione Industriali di Napoli, si tratta di un intervento in grado di concentrare su una singola grande opera finanziamenti di entità paragonabile alla quota complessivamente destinata dal PNRR ai porti di Napoli e Salerno. Fare del porto un motore di svi…
La fase degli investimenti pubblici ha consentito negli ultimi anni di mettere in sicurezza e modernizzare una parte importante delle infrastrutture portuali. Adesso, sostiene Genna, occorre fare un ulteriore passo avanti, semplificando e accelerando le procedure e creando un contesto favorevole agli investimenti delle imprese. Ritardi burocratici e nuovi ostacoli rischierebbero infatti di frenare programmi di sviluppo considerati ormai non più rinviabili.
Per questo l’Unione Industriali di Napoli ha annunciato l’intenzione di chiedere all’Autorità di Sistema Portuale l’apertura di un tavolo di confronto. L’obiettivo è elaborare un programma articolato per lo sviluppo del Porto di Napoli, capace di mettere insieme risorse pubbliche, capitali privati e iniziative imprenditoriali. La prospettiva indicata da Genna è quella di uno scalo sempre più integrato con la città e con l’economia metropolitana, capace di generare occupazione, migliorare la qualità dei servizi e rafforzare la competitività dell’intero territorio. Fare del porto un motore di svi…
Il tema assume un peso ancora maggiore considerando la posizione del Porto di Napoli nel Mediterraneo. L’Autorità di Sistema Portuale lo descrive come uno dei principali scali nei traffici commerciali, collocato lungo l’asse ideale tra Suez e Gibilterra e centrale anche per i collegamenti passeggeri verso le isole del Golfo e la penisola sorrentina. ADSP Mar Tirreno Centrale La sfida, dunque, non riguarda soltanto il completamento di singole infrastrutture, ma la possibilità di costruire un modello di sviluppo nel quale porto, città e imprese possano crescere insieme.
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