Il Premio Fabula 2025, giunto alla sua XV edizione, si conferma come uno degli eventi culturali più emozionanti e autentici del panorama italiano dedicato alla scrittura creativa giovanile. A Bellizzi, in provincia di Salerno, il festival ha trasformato ancora una volta una settimana di luglio in un laboratorio dell’anima, dove centinaia di ragazzi da tutta Italia hanno avuto la possibilità di raccontarsi e ascoltarsi, intrecciando emozioni, sogni e parole. Due i protagonisti assoluti di questa edizione: Francesco Alampi, 11 anni dalla Liguria, vincitore della categoria Favole, con il racconto La rondine e il pappagallo, e Domenico Alfano, 12 anni di Bellizzi, trionfatore tra gli Affabulatori, con una testimonianza toccante e coraggiosa sul bullismo.
Francesco, emozionato e timido, ha spiegato di aver letto moltissimo prima di scrivere, lasciandosi ispirare dalla magia delle parole. Domenico, invece, ha commosso l’intera piazza con la sua voce tremante e vera, raccontando anni di fatica, paura e riscatto. Due modi opposti di vivere l’emozione, ma entrambi profondamente autentici. Attorno a loro, un’intera generazione che scrive per trovare se stessa: ragazzi e ragazze che parlano di identità, ecologia, amicizia, disagio sociale, in racconti come Da Macho a Micio di Mia Landi, Il gioco vincente di Fabio Michele Ventriglia, Kevin, non ti curar di loro di Carlo Maria Peluso, Il coraggio di essere se stessi di Francesca Fasano, Il silenzio che rimbomba di Sofia Di Maio, La ragazza che scelse se stessa di Gerardina Mirra, e molti altri.
Un momento particolarmente emozionante è stato il tributo a Manera, la professoressa che ha ispirato generazioni di studenti con la sua sensibilità e la sua intelligenza. I creativi senior le hanno dedicato una favola corale, ribattezzandola “la Gatta della Penna” e donandole il simbolico “castelletto”, riconoscimento per chi custodisce le parole dei giovani con amore. E proprio i creativi senior hanno anche raccontato, in una favola simbolica, la nascita di Fabula: una Volpe che quindici anni fa decise di rompere il silenzio per creare uno spazio d’ascolto e libertà. Accanto a lui, la Leonessa Francesca, il Pappagallo Antonio, la Iena Gaetano, la Civetta Silvia, l’Aquila Federica, la Coccinella Claudia e ovviamente la Gatta Manera. Un regno metaforico dove le emozioni sono tesori e l’imperfezione è accolta.
La serata conclusiva è stata animata da due volti amatissimi. Marco Rossetti, trascinatore e interprete appassionato, ha regalato al pubblico un’inaspettata versione di Can’t Help Falling in Love di Elvis Presley, raccontando poi l’impatto profondo del festival: «Mi avete riempito l’anima. Qui si respira verità». Massimiliano Gallo, emozionato, ha ricordato come «la cultura sia l’unica arma che abbiamo per raddrizzare il mondo». Anche il giornalista Gaetano Pecoraro ha voluto salutare Fabula: «Ho trovato sguardi sinceri e una voglia di capire il mondo che mi ha sorpreso».
A tirare le fila di tutto, Giovanni Serritella, presidente dell’Associazione Fabula, che ha ricordato come tutto sia nato da un piccolo seme: «Quindici anni fa volevamo solo dare voce ai ragazzi. Oggi quel seme è diventato un bosco di emozioni». Infine, le parole di Andrea Volpe, ideatore e motore dell’intero progetto: «Fabula è un luogo dell’anima. Finché ci saranno bambini pronti a raccontarsi, noi ci saremo per ascoltarli».
Il Premio Fabula 2025 si chiude così: con storie vere che brillano, con una comunità viva che crede nel potere della parola, con la certezza che le favole – quando sono scritte con il cuore – non finiscono mai.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)









