Un anno di percorsi educativi, laboratori e relazioni per costruire nuove possibilità di crescita. È il cammino del Progetto Jobel, promosso dalla Caritas Diocesana di Pozzuoli in collaborazione con il Centro Educativo Diocesano Regina Pacis, che trova nel suo appuntamento conclusivo uno spazio dedicato alla condivisione delle attività e delle esperienze dei ragazzi di Casa Papa Francesco. Al centro dell’iniziativa ci sono minori provenienti dall’area penale di Nisida, protagonisti di un percorso orientato alla formazione e all’inclusione sociale.
L’evento finale è stato annunciato per mercoledì 30 settembre 2026, dalle 10 alle 13, alla Cittadella dell’Inclusione, in via Plinio il Vecchio 14A a Quarto, in provincia di Napoli. Un appuntamento pensato per raccontare il lavoro svolto durante l’anno e restituire visibilità alle storie dei giovani coinvolti, attraverso un bilancio delle attività, dei laboratori e delle occasioni di incontro.
Il valore del Progetto Jobel emerge dalla continuità del percorso. Il comunicato della Caritas Diocesana di Pozzuoli descrive un anno caratterizzato da impegno, crescita e nuove opportunità, nel quale le attività educative si sono intrecciate con esperienze e relazioni. La formazione assume così un significato che va oltre il singolo laboratorio: diventa parte di un accompagnamento nel quale i ragazzi possono riconoscere le proprie capacità e confrontarsi con possibilità nuove per il futuro.
Le attività sono state realizzate presso il Centro Educativo Diocesano Regina Pacis, partner dell’iniziativa e luogo di riferimento per il cammino dei giovani di Casa Papa Francesco. Il racconto conclusivo mette al centro proprio la loro partecipazione: le esperienze vissute, il lavoro svolto e i risultati del progetto costituiscono i temi dell’appuntamento. Il comunicato non anticipa dati quantitativi o valutazioni sui singoli percorsi, ma sottolinea la dimensione educativa e sociale dell’intervento.
La giornata è stata organizzata come un momento di restituzione condivisa. Il programma annunciato prevedeva l’accoglienza alle 10, seguita alle 10.30 dal racconto del progetto. Dalle 12, lo spazio intitolato “Il progetto tra arte e incontri” avrebbe accompagnato la parte finale dell’appuntamento, con conclusioni e saluti fissati alle 12.30, all’interno della fascia complessiva prevista fino alle 13. Una scansione che affianca al bilancio delle attività la dimensione espressiva e relazionale del percorso.
Tra gli interventi annunciati figurano quelli di monsignor Carlo Villano, vescovo di Pozzuoli e di Ischia, di don Fabio De Luca, vicario episcopale per la Carità e cappellano dell’Istituto Penale Minorile di Nisida, e di padre Giuseppe Carulli, direttore della Caritas Diocesana di Pozzuoli. Le loro presenze richiamano il legame tra l’impegno della comunità ecclesiale, l’accompagnamento educativo e l’attenzione ai giovani provenienti dall’area penale.
A sostenere il Progetto Jobel è anche una rete di collaborazioni territoriali che comprende Gesfor, Projecta, la scuola Mario Napoli e la parrocchia Maria Regina della Pace. Il coinvolgimento di realtà formative, scolastiche e comunitarie rappresenta uno degli elementi qualificanti dell’iniziativa: costruire opportunità richiede un lavoro condiviso, capace di mettere in relazione competenze, luoghi educativi e risorse del territorio.
“Formazione oggi, opportunità per sempre” è il messaggio che accompagna il progetto. Una frase che ne esprime l’orizzonte: dare valore al lavoro educativo del presente e alla possibilità che produca effetti duraturi nella vita dei ragazzi. L’appuntamento conclusivo a Quarto offre quindi l’occasione per raccontare un anno di impegno e riflettere sul ruolo della formazione nell’inclusione sociale, a partire dalle esperienze dei giovani di Casa Papa Francesco.
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