La disponibilità delle risorse idriche nel Sud resta sostanzialmente stabile, con riserve in diversi invasi superiori a quelle dello scorso anno e alcune criticità locali ancora da seguire. La principale novità riguarda Crotone e Reggio Calabria, dove è cessato lo stato di emergenza e le condizioni di severità idrica risultano basse. È il quadro emerso dalla seduta del 6 ottobre 2026 dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, riportato nel comunicato diffuso l’8 ottobre. L’attenzione rimane concentrata sulla ricarica invernale degli acquiferi, necessaria per consolidare il recupero delle risorse sotterranee.
Nel comparto potabile, la severità idrica è bassa nella maggior parte del territorio distrettuale. Fanno eccezione alcune aree del Lazio meridionale, soprattutto la provincia di Frosinone, la provincia di Chieti in Abruzzo e quelle di Avellino e Benevento in Campania, dove il livello tende al medio. La stabilità rilevata rispetto alle precedenti valutazioni si accompagna, dunque, a differenze territoriali che richiedono monitoraggio e interventi mirati.
La segretaria generale dell’Autorità, Vera Corbelli, ha evidenziato l’assenza di situazioni di particolare criticità a scala distrettuale. Le difficoltà ancora presenti sono localizzate e meno significative rispetto a quelle registrate nel precedente biennio, sia per l’approvvigionamento potabile sia per gli utilizzi irrigui. Queste condizioni continuano a essere esaminate anche attraverso i tavoli tecnici istituiti presso l’Autorità, che affiancano il monitoraggio delle riserve alla valutazione delle esigenze dei territori.
I dati illustrati dall’ingegnere Pasquale Coccaro mostrano un recupero consistente in alcuni dei principali sistemi di approvvigionamento. Nello schema Ionico-Sinni, che comprende le dighe di Monte Cotugno e Pertusillo, al 1° ottobre la disponibilità utile complessiva nei due invasi era di 179,75 milioni di metri cubi. Il surplus rispetto allo stesso periodo del 2025 superava i 100 milioni di metri cubi, delineando una situazione più favorevole rispetto a quella dell’anno precedente.
Anche lo schema dell’Ofanto presenta un miglioramento: all’inizio di ottobre la disponibilità era di circa 57 milioni di metri cubi, con un incremento di circa 15 milioni rispetto al periodo corrispondente del 2025. Nel bacino del Fortore, invece, il surplus sullo scorso anno raggiunge circa 49 milioni di metri cubi. L’invaso di Occhito dispone di 91,43 milioni di metri cubi d’acqua, a fronte di una capacità di invaso di 250 milioni. Durante l’estate ha potuto fornire acqua al Consorzio di Bonifica della Capitanata, diversamente da quanto avvenuto nel 2025. Il monitoraggio resta comunque necessario per programmare gli utilizzi successivi.
Più articolata è la situazione dello schema Sele-Calore Salernitano. La disponibilità complessiva presenta un surplus di quasi 900 litri al secondo rispetto allo scorso anno, ma permane un ritardo nella ricarica degli acquiferi. Le sorgenti di Cassano Irpino e la sorgente Sanità di Caposele registrano, ciascuna, un deficit di portata di circa 250 litri al secondo rispetto alla media storica. Il miglioramento sul 2025, quindi, non coincide ancora con un pieno recupero rispetto ai valori di lungo periodo.
Per gli schemi idrici della Campania emerge un generale aumento della disponibilità, con un surplus di 319 litri al secondo sullo schema ABC Napoli e di 12,5 litri al secondo su quello di Alto Calore Servizi. Rimane però un elemento da osservare nelle prossime settimane: secondo quanto segnalato da Acqua Campania, un eventuale incremento della domanda potrebbe saturare la capacità produttiva dell’Acquedotto della Campania Occidentale, con possibili ripercussioni sul Casertano e sull’area settentrionale della provincia di Napoli.
In questo contesto si inserisce il lavoro sull’accordo per regolamentare il trasferimento idrico tra Lazio e Campania, relativo alle risorse della sorgente del Gari. Secondo il comunicato, l’intesa è in fase di finalizzazione. È inoltre in corso di valutazione un’autorizzazione provvisoria per aumentare il prelievo destinato all’Acquedotto della Campania Occidentale fino a un massimo di 600 litri al secondo, analogamente a quanto avvenuto nel 2025. Si tratta di una misura ancora in esame, collegata alla gestione delle possibili esigenze aggiuntive.
In Abruzzo, il subambito Marsicano registra un surplus di disponibilità superiore a 55 litri al secondo rispetto allo scorso anno. Nel Chietino, le criticità segnalate hanno invece natura strutturale e non sono connesse alla reale disponibilità della risorsa. Una distinzione analoga riguarda l’ATO 5 di Frosinone, dove le condizioni complessive risultano stabili: la severità idrica è valutata bassa tendente a media per problemi strutturali, pur in presenza di un surplus di oltre 31 litri al secondo rispetto alla media storica di agosto.
Il quadro della Calabria evidenzia riserve superiori a quelle del 2025. Le dighe del Menta e dell’Alaco, al 30 settembre 2026, disponevano complessivamente di 36,75 milioni di metri cubi, con un surplus di 16,20 milioni rispetto allo scorso anno. Negli invasi silani di Arvo, Ampollino e Passante, a fine settembre, erano presenti 46,6 milioni di metri cubi d’acqua: 27,5 milioni in più rispetto al 2025 e 5,3 milioni in più rispetto alla media storica. Sono dati che accompagnano il miglioramento delle condizioni regionali e la cessazione dell’emergenza a Crotone e Reggio Calabria.
In Basilicata, la diga del Camastra presenta una disponibilità di 7,54 milioni di metri cubi e un surplus di 1,9 milioni rispetto allo scorso anno. In Molise, le sorgenti del Biferno, che alimentano gli acquedotti Molisano Destro e Molisano Centrale, registrano un surplus di 650 litri al secondo. Proseguono inoltre le attività curate dall’Autorità e propedeutiche all’accordo tra Regione Molise e Regione Puglia per il trasferimento idrico dall’invaso del Liscione a quello di Occhito. Nell’intesa dovranno essere definite anche le compensazioni ambientali.
Accanto alla gestione quantitativa dell’acqua, l’Osservatorio ha affrontato il tema della qualità delle risorse. Vera Corbelli ha riferito di un incontro con il comando generale dei Carabinieri del NOE sul recupero qualitativo delle acque del fiume Sarno, ricordando anche il proseguimento della collaborazione con la Procura della Repubblica di Torre Annunziata. La tutela delle acque si affianca così alle attività per regolare i trasferimenti tra regioni e completare gli schemi idrici.
Un altro passaggio della seduta ha riguardato gli strumenti per conoscere e programmare meglio la disponibilità idrica del distretto. L’ingegnera Luciana Giuzio ha illustrato l’avanzamento dell’accordo di collaborazione tra l’Autorità e il Consorzio Interuniversitario per l’Idrologia, con responsabilità scientifica del professor Salvatore Manfreda. Il lavoro comprende la costruzione di un database idrologico strutturato e validato, la ricostruzione degli afflussi agli invasi strategici e lo sviluppo di un modello di bilancio idrologico a scala di bacino e di distretto.
Il modello DREAM, adottato nell’ambito del progetto, rappresenta le relazioni tra atmosfera, vegetazione, suolo e sottosuolo. Le attività più recenti si sono concentrate sulle strategie di calibrazione e sulla validazione, con l’obiettivo di rendere più accurati gli strumenti a supporto della pianificazione e della gestione delle risorse idriche.
Il potenziamento del monitoraggio interessa in questa fase soprattutto la Basilicata, dove è prevista la fornitura e l’installazione di 12 stazioni meteoclimatiche nei bacini sottesi a dighe e traverse gestite da Acque del Sud. Il progetto coinvolge i bacini di Acerenza, Camastra, Monte Cotugno, Pertusillo, Saetta, Serra del Corvo, Trivigno e Sauro. La nuova rete sarà integrata con quella della Protezione Civile regionale, secondo le esigenze individuate d’intesa con la Direzione Infrastrutture e Mobilità della Regione Basilicata.
Sul fronte delle infrastrutture, l’ingegnere Giuseppe Maria Grimaldi ha presentato gli interventi promossi dalla segretaria generale nel ruolo di commissaria straordinaria di Governo per il sistema di grandi dighe e adduttori gestito da Acque del Sud. La dotazione finanziaria complessiva è di circa 68 milioni di euro, provenienti da fondi FSC 2014-2020, PNRR e AdB/ZES. Sono state concluse le rivalutazioni sismiche degli sbarramenti e delle opere accessorie, con ulteriori approfondimenti in corso per Monte Cotugno e Pertusillo, e ultimati gli interventi sui paramenti di monte delle dighe di Conza e Saetta.
Un avanzamento significativo riguarda l’adduttore Acerenza-Genzano, realizzato alla fine degli anni Novanta e mai utilizzato a causa di una frana che ne aveva interrotto la continuità idraulica. Tra agosto e settembre 2026 sono stati collaudati i primi 7,5 chilometri. Entro la fine di agosto sono stati inoltre ultimati i lavori strutturali di manutenzione della galleria Acerenza-Genzano e avviate le attività di completamento.
La conclusione degli interventi consentirà di alimentare l’intero schema Basento-Bradano, utilizzare la diga di Genzano di Lucania, con un volume di regolazione di circa 50 milioni di metri cubi, e approvvigionare i distretti irrigui G e B, rispettivamente per circa 13.000 e 5.000 ettari. Sono stati affidati anche i servizi di progettazione per gli adduttori Camastra-Trivigno e Marascione-Locone, destinati a completare lo schema e a interconnetterlo con quello dell’Ofanto. La programmazione complessiva ha consentito di candidare interventi per circa 183 milioni di euro nell’ambito del Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico: una candidatura che va distinta dai finanziamenti già a disposizione.
La seduta ha infine affrontato l’aggiornamento del Piano di gestione delle acque e del Piano di gestione del rischio alluvioni. La dottoressa Marina Saggiomo ha ricordato che il percorso, avviato nel dicembre 2024, prevede la redazione dei progetti di piano nel dicembre 2026 e l’adozione dei piani definitivi aggiornati nel dicembre 2027. Per le procedure di verifica di assoggettabilità alla valutazione ambientale strategica, le scadenze indicate per presentare osservazioni sono il 10 ottobre 2026 per il piano delle acque e il 15 ottobre per quello del rischio alluvioni.
La situazione delle risorse idriche nel Sud si presenta quindi stabile rispetto alle precedenti rilevazioni, con recuperi importanti rispetto al 2025 in diversi invasi e sistemi di approvvigionamento. Restano da seguire la ricarica invernale degli acquiferi, le criticità strutturali locali e l’evoluzione della domanda. Il completamento delle opere, il rafforzamento delle reti di monitoraggio e gli accordi sui trasferimenti idrici saranno determinanti per trasformare le disponibilità attuali in una gestione più efficace dell’acqua.
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Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici e bollettini
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