Napoli torna a mettere il cinema al centro della vita culturale e sociale della città con la terza edizione del SàFF – Social Action Film Festival, in programma dal 5 al 10 ottobre 2026 nel Complesso Monumentale di Donnaregina, nel cuore del centro storico. Sei giornate dedicate non soltanto alle opere cinematografiche, ma soprattutto alla capacità dell’audiovisivo di raccontare comunità, cambiamenti, fragilità e percorsi di rigenerazione, facendo dialogare istituzioni, imprese, università, Terzo Settore e grandi protagonisti dell’industria culturale.
Il festival, nato nel 2024 nel Rione Sanità, approda quest’anno a Donnaregina mantenendo un legame diretto con il territorio nel quale ha mosso i primi passi. Il trasferimento nel centro storico non rappresenta infatti una cesura con le origini, ma l’ampliamento di un percorso che parte proprio dalle esperienze di rigenerazione della Sanità e prova ad allargarne metodo e prospettiva alla città. Il Complesso Monumentale di Donnaregina fa parte del MUDD – Museo Diocesano Diffuso, gestito dalla Fondazione Napoli C’entro con il supporto della Cooperativa La Sorte, realtà nate dall’esperienza dei giovani protagonisti dei processi di trasformazione del quartiere. SàFF 2026_5 Ottobre_Opening
Il claim scelto per il 2026, «Il cinema è comunità», sintetizza l’identità di una manifestazione che si definisce come il primo festival cinematografico europeo co-prodotto con il Terzo Settore e costruito in dialogo con alcune delle principali piattaforme mondiali dell’audiovisivo. La terza edizione conta oltre 60 appuntamenti a ingresso gratuito, articolati nelle quattro aree Cinema, Masterclass, Meeting ed Eventi e scanditi da sei parole chiave: Narrazione, Cultura, Cura, Desiderio, Valore e Felicità. SàFF 2026_5 Ottobre_Opening Sul sito ufficiale, il SàFF presenta queste quattro sezioni come altrettante anime di un progetto nel quale proiezioni, formazione, confronto pubblico e spettacolo concorrono alla costruzione di uno stesso spazio di partecipazione. SàFF
A sostenere e costruire questo percorso c’è una rete particolarmente ampia. Tra i principali sostenitori figurano Fondazione con il Sud e UniCredit, mentre il SàFF è promosso da Apogeo ETS, Upside Production, Fondazione di Comunità San Gennaro e Fondazione Napoli C’entro. Attorno al festival ruotano inoltre il Premio Pellegrini di Pace, il MUDD, la Cooperativa La Sorte, l’Arcidiocesi di Napoli, Audiovisual Napoli Hub, fondazioni, aziende e oltre cento organizzazioni del Terzo Settore, tra cui Save the Children, ActionAid, EMERGENCY, Oxfam e Azione Contro la Fame. SàFF 2026_5 Ottobre_Opening
L’apertura di lunedì 5 ottobre è già una dichiarazione d’intenti. La parola scelta per la prima giornata è «Narrazione»: dare voce alle persone e ai territori attraverso immagini, parole e storie. SàFF 2026_5 Ottobre_Opening Alle 9.30, nella Sala Navata Barocca, il festival prende ufficialmente il via con il panel istituzionale “Napoli capitale del sociale”. Tra gli interventi annunciati figurano il sindaco Gaetano Manfredi, il prefetto Michele Di Bari, Monsignor Gennaro Matino, il rettore dell’Università Federico II Andrea Mazzucchi, il direttore della Fondazione Banco di Napoli Ciro Castaldo, il presidente della Fondazione di Comunità San Gennaro Pasquale Calemme e il direttore del festival Andrea De Rosa, con la moderazione di Mirella Paolillo. SàFF 2026_5 Ottobre_Opening
La mattinata prosegue con la presentazione del numero di settembre di VITA Magazine, “Qui Napoli. Tutta un’altra musica”, alla presenza del direttore Stefano Arduini, della giornalista Anna Spena e dello scrittore Maurizio de Giovanni. Il dibattito si sposta quindi sul capitale sociale e sul capitale d’impresa, coinvolgendo realtà come Fondazione con il Sud, UniCredit, AICCON, Fondazione Napoli C’entro, Altra Napoli, Hisense Italia, Kimbo e Archivio Luce-Cinecittà. SàFF 2026_5 Ottobre_Opening
Nello stesso arco della mattinata entra subito in scena anche il cinema. Dalle 10 alle 12, nella Sala Colonne, la Cinema Week per le scuole propone Il compleanno di Ciro di Marta Esposito, iniziativa curata dal Giffoni Innovation Hub, con la regista e l’attrice Marianna Mercurio chiamate al confronto diretto con gli studenti. A mezzogiorno, nella Sala Solimena, “Terzo Spazio con il Sud” affronta invece il tema dei NEET e delle nuove traiettorie professionali, mettendo attorno allo stesso tavolo Terzo Settore, formazione e impresa. SàFF 2026_5 Ottobre_Opening
Il programma del pomeriggio amplia ulteriormente la dimensione sociale del festival. Alle 14.30 prende il via la prima giornata del SàFF Social Pitch Open Arena, una piattaforma pensata per trasformare progetti di innovazione sociale in storie capaci di utilizzare strumenti e linguaggi del cinema. Nella prima sessione sono protagoniste Associazione Pianoterra ETS, APS La Casa di Matteo e Parrocchia Alfonso Gerardo, davanti a una giuria di impact mentor guidata da Valeria Vallari di UniCredit. SàFF 2026_5 Ottobre_Opening Il Social Pitch accompagna complessivamente quindici realtà finaliste sul palco tra il 5 e il 7 ottobre, prima della sessione conclusiva dell’8 ottobre dedicata alla proclamazione dei vincitori. SàFF
Alle 15 la programmazione si divide tra due appuntamenti. Nella Navata Gotica viene presentato Duecento anni di storia di Tato Strino, documentario dedicato all’archivio bicentenario di Reale Foundation e Cottolengo, occasione per interrogarsi anche sul delicato equilibrio tra committenza d’impresa e autonomia dell’autore. Nella Sala Colonne, invece, la retrospettiva propone Io Capitano di Matteo Garrone, opera che si inserisce con naturalezza nella prospettiva mediterranea del SàFF e nella volontà del festival di utilizzare il cinema come strumento di lettura delle trasformazioni contemporanee. SàFF 2026_5 Ottobre_Opening
Alle 16 la Sala Solimena ospita “Stories from the City, Stories from the Sea”, tavola rotonda che riunisce le Film Commission del Mezzogiorno ed Europa Creativa Media Desk con l’obiettivo di costruire un’alleanza tra cinema e fondazioni filantropiche e arrivare a un possibile protocollo comune per sostenere finanziamento e distribuzione delle opere audiovisive a impatto sociale. Alla stessa ora, nella Sala Vaccaro 1, EMERGENCY cura il workshop “Disarmare lo sguardo, costruire la pace”. Poco più tardi, alle 16.30, la Navata Gotica apre la prima sessione del Concorso Internazionale, con otto opere tra documentari, cortometraggi e animazioni provenienti da diversi Paesi e la moderazione del regista Emanuele Lanza. SàFF 2026_5 Ottobre_Opening
Il momento più atteso della prima giornata arriva in serata. Dopo il Blu Carpet previsto dalle 18.30 sulle gradinate di Largo Donnaregina, dalle 19.30 la Sala Navata Barocca accoglie Mario Martone per l’incontro dedicato a Fuori. Il film diventa il punto di partenza per una riflessione sul rapporto tra carcere, scrittura e possibilità di riabilitazione civile e, soprattutto, sull’arte intesa non come evasione dalla realtà, ma come strumento concreto di emancipazione. A dialogare con il regista sarà Valerio Caprara, critico cinematografico e presidente della Giuria del SàFF. SàFF 2026_5 Ottobre_Opening Il programma ufficiale conferma l’appuntamento “Cinema di comunità – Fuori” dalle 19.30 alle 22.30. SàFF
La presenza di Mario Martone è soltanto uno dei nomi di un’edizione che annuncia ospiti e testimonianze come Trudie Styler, Francesco Di Leva e Franco Ricciardi. Anche la musica avrà un ruolo centrale, soprattutto nella parte conclusiva della manifestazione. La direzione artistica musicale è affidata a Pietra Montecorvino, mentre Eugenio Bennato firma la sigla ufficiale del SàFF 2026 con Welcome to Napoli. Al concerto finale sono annunciati anche Enzo Gragnaniello, M’Barka Ben Taleb, Tony Esposito, Peppe Lanzetta, Fulvio Bennato e altri protagonisti della scena partenopea. SàFF 2026_5 Ottobre_Opening Lo stesso festival presenta Welcome to Napoli come un brano capace di accompagnare l’idea di Napoli quale capitale sociale, aperta e profondamente mediterranea. LinkedIn
Il tratto forse più riconoscibile del SàFF rimane però la volontà di abbattere i confini tra mondi che spesso procedono parallelamente. Da una parte ci sono il cinema, le piattaforme e l’industria audiovisiva, con interlocutori come Netflix, Prime Video & Amazon MGM Studios, Sky e HBO Max; dall’altra il Terzo Settore, le organizzazioni sociali, il mondo universitario, le fondazioni e le imprese. Nel mezzo, il festival prova a costruire un terreno comune nel quale un film possa diventare occasione di confronto, un progetto sociale possa trasformarsi in racconto e la produzione culturale possa generare ricadute concrete sui territori. SàFF 2026_5 Ottobre_Opening
È qui che il titolo “Social Action Film Festival” assume il suo significato più pieno. Il cinema non viene considerato soltanto come prodotto artistico da mostrare a un pubblico, ma come dispositivo capace di generare relazioni, formazione, consapevolezza e opportunità. Anche la struttura stessa della manifestazione, con eventi gratuiti e momenti aperti alle scuole e alla cittadinanza, rafforza l’idea di una cultura che prova ad allargare il proprio raggio d’azione invece di chiudersi nei tradizionali circuiti degli addetti ai lavori.
La scelta di Napoli acquista quindi un valore che va oltre quello puramente scenografico. Per il SàFF, la città rappresenta un laboratorio nel quale processi culturali, economici e sociali si intrecciano quotidianamente e nel quale il Mediterraneo non è soltanto una collocazione geografica, ma uno spazio di relazioni. Il festival nasce proprio con l’obiettivo di raccontare attraverso il cinema questi processi e di fare di Napoli una delle capitali del cinema sociale europeo. Sul piano simbolico, il percorso che dal Rione Sanità conduce fino al Complesso Monumentale di Donnaregina racconta già da solo la direzione scelta: partire dalle comunità per arrivare al cuore della città, senza perdere il legame con le esperienze che hanno dato origine al progetto. SàFF
Dal 5 al 10 ottobre, dunque, il SàFF 2026 propone una visione del festival cinematografico che va oltre la tradizionale successione di proiezioni e incontri. Il calendario intreccia cinema, formazione, impresa sociale, cooperazione culturale, musica e dibattito pubblico, mentre parole come Narrazione, Cultura, Cura, Desiderio, Valore e Felicità diventano la traccia lungo la quale leggere le sei giornate. Un programma che prova a dimostrare, concretamente, il senso dello slogan scelto per questa terza edizione: il cinema può essere comunità quando smette di essere soltanto uno schermo e diventa uno spazio nel quale persone, storie e territori possono incontrarsi.
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SàFF – Social Action Film Festival




(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
