Il SàFF 2026 – Social Action Film Festival si è concluso a Napoli con 6.000 presenze complessive e un finale che ha riunito musica, cinema e partecipazione giovanile. Sabato 10 ottobre, nella Navata Barocca di Donnaregina Nuova, gli artisti del concerto conclusivo e i ragazzi impegnati nell’organizzazione hanno cantato insieme Sud, trasformando l’ultima serata in un incontro tra generazioni. A guidare la direzione artistica musicale è stata, per la prima volta, Pietra Montecorvino, protagonista di un appuntamento che ha accompagnato la premiazione del Concorso Internazionale.
La terza edizione del festival, diretto da Andrea De Rosa, si è svolta dal 5 al 10 ottobre e ha dedicato la giornata conclusiva alla parola “Felicità”. Sul palco, accanto a Montecorvino, si sono ritrovati Eugenio Bennato, Enzo Gragnaniello, Tony Esposito e M’Barka Ben Taleb, riuniti dopo vent’anni, con Peppe Lanzetta, Fulvio Bennato e il regista Bruno Colella. Il momento corale ha coinvolto anche i giovani che avevano lavorato all’accoglienza, alla comunicazione, alla produzione e all’organizzazione della manifestazione.
La scelta di chiudere con Sud ha riportato al centro il legame tra la canzone napoletana e il cinema. Pietra Montecorvino aveva inciso il brano con Renzo Arbore per FF.SS. – Cioè: “…che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?”, il film del 1983 che segnò il suo esordio come attrice. A Donnaregina, quella memoria artistica è diventata un’esperienza condivisa con i ragazzi del festival, dando una forma concreta al passaggio di competenze tra generazioni che il SàFF pone al centro del proprio progetto.
Il concerto, presentato da Mirella Paolillo, responsabile della comunicazione della manifestazione, ha attraversato quarantatré anni di incontri tra Napoli, musica e grande schermo. Immagini, video e dialoghi hanno accompagnato un repertorio che da FF.SS. è arrivato a Limoni a Varsavia, passando per Cavalli si nasce, Aitanic, Passione, Napoli velata e le immagini di Parthenope.
Pietra Montecorvino ha aperto con Sud, proseguendo con brani legati a Passione di John Turturro e a Cavalli si nasce di Sergio Staino, e ha condiviso il palco con M’Barka Ben Taleb. Eugenio Bennato ha eseguito per la prima volta in pubblico San Gennaro, accompagnato dalle immagini del santo, e con Ben Taleb ha interpretato Che il Mediterraneo sia e Brigante se more.
Peppe Lanzetta ha proposto un monologo accompagnato dalle immagini di Parthenope di Paolo Sorrentino, mentre Tony Esposito ha presentato I bambini del mondo con un video dedicato al brano. Il cinema contemporaneo ha trovato spazio attraverso Limoni a Varsavia, il film di Bruno Colella uscito nelle sale il 27 agosto 2026, con musiche originali di Eugenio Bennato e, tra gli interpreti, Pietra Montecorvino e Peppe Lanzetta.
Dopo il trailer e una scena con Roberto De Francesco, Colella ha chiamato sul palco Fulvio Bennato, che ha eseguito Just Like Before e Scent of Blood. A chiudere le esibizioni è stato Enzo Gragnaniello con Vasame e Senza voce, legate a Napoli velata di Ferzan Özpetek, e con Cu mme.
La serata ha celebrato anche i vincitori del Concorso Internazionale del SàFF 2026. La giuria, presieduta da Valerio Caprara, comprendeva Alessandro Volpato, Director Acquisition Italy di HBO Max Italia, Michela Greco, Events & Communication Officer di Emergency, Fabrizio Minnella, responsabile Comunicazione della Fondazione con il Sud, e il regista e animatore Marino Guarnieri. Un gruppo che ha messo in relazione competenze cinematografiche, comunicazione e impegno sociale.
Il Premio Miglior Opera è andato, per i documentari, a She di Parsifal Reparato; per i cortometraggi di finzione a Beyond Silence di Marnie Blok, che ha ricevuto anche il Premio InScena per il corto; per l’animazione a Rukeli di Alessandro Rak, nato da un laboratorio con i giovani di Scampia.
Il Premio Miglior Regia ha riconosciuto il lavoro di Brunella Filì per il documentario Sea Sisters, di Federico Russotto per il cortometraggio di finzione Un’occasione d’oro e di Elena Malenkina per l’opera di animazione Timosha. Il Premio Cinema di Comunità è stato assegnato a I sogni del vicolo di Lorenzo Giroffi nella categoria documentari, a Il senso della terra di Simone Massi e Alessandro Ingaria tra i cortometraggi di finzione e a Una rosa di Simone Massi per l’animazione.
Nel corso della settimana, undici opere hanno inoltre ricevuto il Premio Social Storytelling. Le motivazioni hanno valorizzato la capacità del cinema di restituire visibilità e voce a persone e comunità: dalle operaie dell’elettronica vietnamita raccontate in She al giovane migrante al centro di Il senso della terra, fino ai ragazzi di Vico San Mandato protagonisti di I sogni del vicolo.
Tra i riconoscimenti speciali, Franco Ricciardi ha ricevuto il Premio alla carriera per le colonne sonore. Il cantante ha conquistato due David di Donatello per la migliore canzone originale: nel 2014 con ’A verità, dal film Song’e Napule, e nel 2018 con Bang Bang, da Ammore e malavita, entrambi diretti dai Manetti Bros.
Il Premio Pace, promosso dal festival e dalla Curia di Napoli in collaborazione con Emergency, è stato attribuito a Il senso della terra, costruito intorno a un sacchetto di terra trovato nella tasca di un ragazzo morto in mare. Il Premio ZaLab, che prevede la messa in onda su ZaLab View, è andato a Ensemble di Manuel Cundari ed Eugenio Piluso. Un’occasione d’oro di Federico Russotto ha ricevuto anche il Premio Hisense “alle emozioni del colore”, mentre il Premio Comicon per l’Animazione è stato assegnato a I am Tejimola di Aditav Dowerah.
L’attore Francesco Di Leva ha ricevuto il Premio Osservatorio Giovani dell’Università Federico II. Tra gli ospiti dell’edizione anche la produttrice, regista e attrice britannica Trudie Styler, che ha presentato il documentario Posso entrare? An Ode to Naples e ha ottenuto un riconoscimento per il suo sguardo sulla città, sintetizzato nella motivazione dedicata a chi ha scelto Napoli chiedendole il permesso di entrare.
Il bilancio della manifestazione comprende oltre 60 appuntamenti gratuiti in 13 spazi, 69 proiezioni complessive e 37 opere nel Concorso Internazionale. Delle 6.000 presenze registrate, oltre duemila si sono concentrate nei primi due giorni. Al confronto hanno partecipato 265 relatori, coordinati da 37 moderatori, in rappresentanza di 226 enti e organizzazioni.
La rete ha coinvolto oltre cento realtà del Terzo Settore, tra cui Save the Children, ActionAid, Emergency, Oxfam e Azione Contro la Fame. Attraverso appuntamenti come il Terzo Spazio con il Sud e il SàFF Social Pitch Open Arena, le organizzazioni hanno potuto presentare progetti e incontrare fondazioni, università, imprese e interlocutori dell’audiovisivo. Le masterclass con Netflix, Prime Video & Amazon MGM Studios, Sky e HBO Max hanno inoltre aperto un confronto sui processi attraverso cui le storie raggiungono il pubblico e costruiscono comunità.
Nato nel 2024 nel Rione Sanità dall’esperienza di Apogeo ETS, il festival ha portato a Donnaregina il cosiddetto “metodo Sanità”, fondato sulla collaborazione tra persone, istituzioni, imprese e realtà sociali per generare valore nei territori. Il Complesso Monumentale, riaperto al pubblico a settembre dopo la chiusura del Museo Diocesano nel maggio 2025, ha accolto il SàFF come primo grande evento della nuova apertura.
Donnaregina Vecchia e Donnaregina Nuova fanno parte del MUDD – Museo Diocesano Diffuso, gestito dalla Fondazione Napoli C’entro con il supporto della Cooperativa La Sorte, realtà formate da giovani cresciuti nel Rione Sanità. In questo contesto, il festival ha collegato la valorizzazione dei luoghi alla partecipazione delle nuove generazioni.
Promosso da Apogeo ETS, Upside Production, Fondazione di Comunità San Gennaro e Fondazione Napoli C’entro, il SàFF ha affidato il proprio messaggio al claim “Il cinema è comunità”. Il coro finale sulle note di Sud ne ha offerto un’immagine concreta: artisti, organizzatori e ragazzi insieme, al termine di sei giorni nei quali il cinema ha creato occasioni di incontro e dato spazio alle storie del sociale.
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- SàFF – Social Action Film Festival
- Il progetto del festival e il legame con il Rione Sanità
- “Il cinema è comunità”: il percorso del SàFF.
(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)










