La sicurezza stradale non è soltanto una questione di norme, controlli e sanzioni. È, prima di tutto, una responsabilità collettiva, un impegno civile che riguarda ogni cittadino, ogni famiglia, ogni comunità. Dietro ogni incidente stradale non ci sono soltanto numeri, statistiche o verbali, ma storie interrotte, affetti spezzati, vite cambiate per sempre. È da questa consapevolezza che nasce l’iniziativa in programma a Volla, in provincia di Napoli, dove domani sarà installata una panchina della memoria dedicata a Luigi Ciaramella, Mario Greco e a tutte le vittime della strada.
La panchina sarà un luogo simbolico, uno spazio urbano destinato al ricordo ma anche alla riflessione. Non un semplice arredo pubblico, dunque, ma un segno permanente all’interno della comunità: un invito a fermarsi, a pensare, a comprendere quanto fragile possa essere la vita quando sulla strada vengono meno prudenza, attenzione e rispetto delle regole. In un tempo in cui la velocità, la distrazione e l’imprudenza continuano a rappresentare fattori di rischio, il gesto del Comune di Volla assume un valore particolare, perché trasforma il dolore privato delle famiglie in un messaggio pubblico di responsabilità.
L’iniziativa vuole ricordare Luigi Ciaramella e Mario Greco, ma il suo significato va oltre la memoria dei singoli nomi. È un omaggio a tutte le persone che hanno perso la vita sulle strade e, insieme, un atto di vicinanza verso le famiglie che convivono ogni giorno con un’assenza impossibile da colmare. La memoria, in questo senso, non resta chiusa nella dimensione del lutto, ma diventa impegno, educazione, prevenzione. Ricordare significa anche impedire che altre tragedie si ripetano, promuovendo una cultura della guida consapevole e del rispetto della vita umana.
All’evento prenderà parte anche il Club Limax – Associazione Veicoli Storici, rappresentato dal presidente Biagio Coppola, da anni impegnato nella diffusione della cultura della sicurezza stradale. La presenza del mondo del motorismo storico conferisce alla manifestazione un significato ulteriore: la passione per i veicoli, per la storia dell’automobile e della mobilità, può e deve accompagnarsi a un messaggio forte di responsabilità. Amare i motori significa anche conoscere il valore della prudenza, della manutenzione, della disciplina e del rispetto degli altri utenti della strada.
«Ho accolto con profonda emozione l’invito del signor Biagio Ciaramella a partecipare a questa iniziativa – dichiara Biagio Coppola –. Oggi non ricordiamo soltanto Luigi e Mario, ma tutte le persone che hanno perso la vita sulle nostre strade e tutte le famiglie che convivono con un dolore che non passa. La memoria è fondamentale, ma da sola non basta: deve tradursi in consapevolezza, educazione e rispetto delle regole».
Le parole di Coppola richiamano uno dei punti centrali del dibattito sulla sicurezza stradale: la prevenzione non può limitarsi al momento dell’emergenza o alla repressione delle condotte pericolose. Deve cominciare molto prima, nella formazione dei giovani, nell’educazione alla responsabilità, nella capacità di comprendere che ogni comportamento alla guida può avere conseguenze irreversibili. Secondo i dati ACI-Istat, nel 2024 in Italia si sono registrati 173.364 incidenti stradali con lesioni a persone, con 3.030 vittime e 233.853 feriti, numeri che confermano quanto il tema resti una priorità nazionale e sociale. (Istat)
Il presidente del Club Limax ha espresso gratitudine al Comune di Volla per aver sostenuto il progetto e a quanti hanno contribuito alla sua realizzazione. «Ringrazio il Comune di Volla per la sensibilità dimostrata verso un tema che riguarda ciascuno di noi. Un ringraziamento particolare va anche al signor Ettore Domenico, ai club partecipanti e a tutti gli appassionati di veicoli storici che prenderanno parte alla manifestazione. La loro presenza testimonia come il mondo del motorismo storico possa essere anche promotore di valori sociali e culturali, a partire dal rispetto della vita umana».
Il messaggio che arriva da Volla è chiaro: la strada è uno spazio condiviso e, proprio per questo, richiede attenzione, cura e senso del limite. Ogni automobilista, motociclista, ciclista o pedone è parte di un equilibrio delicato, nel quale una distrazione, una manovra azzardata, l’uso improprio del cellulare, l’eccesso di velocità o la guida in condizioni non idonee possono trasformarsi in tragedia. La panchina della memoria nasce allora come segno di dolore, ma anche come presidio civile, capace di parlare soprattutto alle nuove generazioni.
Da anni Biagio Coppola collabora con associazioni e Forze dell’Ordine in incontri dedicati ai giovani nelle scuole, portando testimonianze e riflessioni sul valore della sicurezza stradale. «Parliamo di sicurezza stradale – sottolinea – ma soprattutto del valore della vita e delle conseguenze che una scelta sbagliata può avere in pochi istanti. Questa panchina sarà un luogo del ricordo, ma anche un invito a fermarsi, riflettere e assumersi la responsabilità dei propri comportamenti alla guida».
L’inaugurazione della panchina dedicata a Luigi Ciaramella, Mario Greco e a tutte le vittime della strada rappresenta dunque molto più di una cerimonia commemorativa. È un appello rivolto all’intera comunità, alle istituzioni, alle scuole, alle famiglie e alle associazioni: costruire una cultura della sicurezza stradale capace di salvare vite. Perché ogni nome ricordato su quella panchina racconta una storia che non deve essere dimenticata, ma soprattutto consegna a tutti una responsabilità: fare in modo che il ricordo diventi prevenzione e che il dolore si trasformi in impegno concreto.
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