Oltre tremila presenze e dieci luoghi del centro storico trasformati in spazi di ascolto e incontro: si chiude con un bilancio di grande partecipazione la decima edizione di Spinacorona – Passeggiate musicali napoletane. Il festival ideato dal maestro Michele Campanella ha portato la musica di Ludwig van Beethoven nel cuore di Napoli, unendo interpreti italiani e internazionali a un pubblico che, anno dopo anno, ha costruito un legame sempre più stretto con la manifestazione.
Il risultato di Spinacorona 2026 va oltre il dato delle presenze. Nelle parole del suo ideatore emerge soprattutto la soddisfazione per una relazione cresciuta nel tempo, capace di riunire napoletani e visitatori intorno alla grande musica. Il traguardo delle dieci edizioni diventa così anche l’occasione per riconoscere il ruolo degli spettatori, parte essenziale dell’identità del festival.
«Penso che il nostro straordinario ospite d’onore, Ludwig van Beethoven, abbia molto gradito l’attenzione e il calore che hanno accolto le sue meravigliose composizioni», ha dichiarato Michele Campanella. «Spinacorona 10 ha molti motivi di orgoglio, ma il più emozionante è la partecipazione del pubblico: ormai possiamo considerarlo una comunità di napoletani e non, amanti della grande musica». Un ringraziamento particolare è andato agli “Spinacoroniani”, gli appassionati che accompagnano il percorso della rassegna e ne sostengono lo spirito.
Promosso e finanziato dal Comune di Napoli nell’ambito di Napoli Città della Musica, il festival è prodotto da Artetica, con il coordinamento artistico di Giovanni Oliva. Una collaborazione che ha accompagnato la crescita di una proposta culturale fondata sull’incontro tra musica e patrimonio cittadino. Il legame fra la decima edizione, Beethoven e i luoghi della cultura napoletani è richiamato anche nella presentazione istituzionale della Biblioteca Universitaria di Napoli, una delle sedi coinvolte. Ministero della Cultura
Per Giovanni Oliva, la risposta degli spettatori conferma una convinzione presente fin dalla nascita della manifestazione: esiste un interesse appassionato per una proposta musicale che può sembrare difficile o riservata a pochi. La felicità condivisa da pubblico e artisti è diventata, nel corso di questi dieci anni, una costante del festival e uno stimolo per gli organizzatori a migliorare ancora. Una partecipazione che restituisce alla musica dal vivo la sua dimensione di esperienza collettiva.
A dare forma al programma è stato un ampio gruppo di interpreti. Accanto a Michele Campanella si sono esibiti l’Orchestra della Toscana, i violinisti Simone Spadino e Daniele Orlando, la violoncellista Silvia Chiesa e il baritenore Mirko Guadagnini. Il pianoforte ha avuto tra i protagonisti Monica Leone, Enrica Ruggiero, Stefania Cafaro, Maurizio Baglini, Filippo Gamba e Andrea Padova.
La dimensione internazionale della rassegna è stata affidata anche alla presenza dell’austriaco Florian Berner, del francese Dominique de Williencourt, dello statunitense Ralph Evans, della giapponese Kyoko Yonemoto, dell’italorussa Anna Serova e dell’estone Miina Järvi. Un insieme di esperienze artistiche diverse, riunite nel percorso dedicato al compositore tedesco.
La scelta dei luoghi ha rappresentato, ancora una volta, un elemento centrale delle passeggiate musicali. Spinacorona è tornato nella Basilica del Carmine, nella Biblioteca Universitaria, a Santa Maria di Costantinopoli e a Sant’Eligio Maggiore. Dopo nove anni, il festival ha ritrovato anche San Giovanni a Carbonara e la Trinità dei Pellegrini, ampliando un itinerario che invita a riscoprire il centro storico attraverso l’ascolto.
Per la prima volta sono entrate nel circuito la Basilica della Santissima Annunziata Maggiore, la Chiesa dei Santi Apostoli e la Chiesa di San Pietro a Majella. Queste nuove sedi hanno arricchito il rapporto tra il programma musicale e gli spazi monumentali della città, rendendo ogni appuntamento anche un’occasione di conoscenza del patrimonio napoletano.
Un significato particolare ha assunto il ritorno a San Giovanni a Mare, la chiesa dei Cavalieri di Gerusalemme sorta nel XII secolo sulla riva. La sua presenza nell’itinerario richiama il legame tra Partenope e il mare, inserendo la musica in un luogo che custodisce una parte della memoria cittadina.
Con oltre tremila presenze, Spinacorona 2026 a Napoli celebra dunque il decennale attraverso il suo risultato più sentito: una comunità di ascoltatori che riconosce nel festival un appuntamento condiviso. Le composizioni di Beethoven, gli interpreti e i dieci siti coinvolti hanno dato forma a un’esperienza in cui la grande musica accompagna la scoperta della città.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)


