La storia d’amore tra Totò e Diana Bandini Rogliani torna al centro del racconto letterario con “Il principe e la ragazzina”, il romanzo-verità di Marilù Simoneschi, pubblicato da Marlin Editore con uno scritto di Giancarlo Governi. Il volume sarà presentato domenica 4 ottobre 2026, alle ore 12, al Campania Libri Festival, nella sala conferenze Sciurella, al primo piano di Palazzo Reale, a Napoli. Un appuntamento dedicato alla dimensione più intima del grande artista, attraverso la testimonianza della donna che fu sua moglie e madre della figlia Liliana De Curtis.
Alla presentazione parteciperanno, insieme all’autrice, l’editore Sante Avagliano e il giornalista e critico cinematografico Antonio Fiore. Le letture saranno affidate alla giornalista e attrice Roberta D’Agostino, mentre a moderare l’incontro sarà Ida Palisi. Il libro propone un percorso nella vita privata di Totò, seguendo una relazione segnata da passione, gelosia, tradimenti, separazioni e ritorni, ma anche da un legame che continuò a incidere profondamente sull’esistenza di entrambi.
All’origine di “Il principe e la ragazzina” c’è un memoriale raccolto da Marilù Simoneschi nel 1989. Con la collaborazione di Liliana De Curtis, la giornalista convinse Diana Bandini Rogliani a registrare il racconto della propria vita accanto all’artista. Gli incontri si protrassero per quasi un mese e permisero di conservare ricordi, dettagli personali e momenti dolorosi di una vicenda che il libro restituisce attraverso la voce della sua protagonista.
Nel ricordo dell’autrice, Diana, allora settantatreenne, si distingueva per l’eleganza discreta, la lucidità e la precisione con cui rievocava il passato. Il racconto coinvolgeva la donna anche emotivamente: ripercorrere gli snodi della relazione significava tornare su esperienze che avevano mantenuto intatta la loro forza. Da quella testimonianza, affidata alla giornalista con l’autorizzazione a pubblicarla, nasce una narrazione che cerca di avvicinare il lettore all’uomo dietro il personaggio pubblico.
Il romanzo prende avvio a Firenze, nell’agosto del 1931, quando Totò, trentatreenne, incontrò Diana, che aveva quindici anni, al teatro Le follie estive. Secondo la ricostruzione proposta nel volume, l’attore rimase colpito dalla sua bellezza, riconoscendovi una somiglianza con un volto femminile visto da ragazzo su un manifesto pubblicitario affisso sui tram di Napoli. Un’immagine rimasta nella sua memoria e che il racconto collega all’inizio della relazione.
La differenza d’età e l’opposizione familiare accompagnarono fin da subito quella storia. Diana lasciò di nascosto il collegio Demidoff di Firenze, dove studiava, e raggiunse Totò a Roma in treno. La fuga provocò una denuncia per sottrazione di minore da parte della madre della ragazza. È uno degli episodi attraverso i quali il libro ricostruisce un rapporto complesso, collocandolo nelle convenzioni e nelle tensioni sociali dell’epoca.
La nascita di Liliana rappresentò un passaggio fondamentale nella vita della coppia, senza cancellarne le difficoltà. Il matrimonio fu attraversato da altre relazioni dell’artista, compresa quella con Silvana Pampanini, che il volume indica tra gli elementi che contribuirono alla rottura. Il filo del racconto resta però il rapporto tra Totò e Diana, osservato nella sua continuità emotiva anche attraverso le distanze e le separazioni.
In questa prospettiva trova spazio anche il legame con Malafemmena, la celebre canzone richiamata dal comunicato di presentazione in relazione a Diana. Il brano entra così nell’orizzonte di una vicenda in cui la vita sentimentale dell’artista e la sua espressione creativa si intrecciano, aggiungendo un ulteriore motivo d’interesse per chi desidera approfondirne il percorso umano.
“Il principe e la ragazzina” amplia inoltre lo sguardo ai rapporti familiari di Totò, alla relazione con la madre e all’incontro con il padre ritrovato in età adulta. Il racconto affronta la sua attenzione verso le persone povere, l’amore per gli animali e in particolare per i cani, ma anche le paure e le fughe legate alla minaccia fascista. Sono aspetti che concorrono a costruire un ritratto privato fatto di sensibilità, fragilità e contraddizioni.
Uno degli elementi annunciati come centrali riguarda gli ultimi giorni di vita dell’attore, morto nel 1967. Il volume racconta un episodio che, secondo l’autrice, Diana non aveva reso pubblico in precedenza e che offrirebbe una nuova prospettiva sul loro legame e sulle volontà dell’artista in fin di vita. Il comunicato non ne anticipa il contenuto: la sua conoscenza resta quindi affidata alla lettura del libro.
A sottolineare il valore della testimonianza è Giancarlo Governi, giornalista, autore e divulgatore della figura di Totò, noto anche per il programma “Pianeta Totò”. Nel suo contributo considera il memoriale una fonte significativa per rileggere la vicenda sentimentale dell’artista e confrontarsi con le diverse narrazioni che l’hanno accompagnata. Il punto di vista di Diana diventa così il centro di una ricostruzione che porta in primo piano esperienze e sentimenti rimasti a lungo nella sfera privata.
Marilù Simoneschi, giornalista che vive e lavora a Roma, ha collaborato con settimanali come Gente e Oggi e con diversi programmi Rai, intervistando protagonisti del cinema, della televisione, dello spettacolo e della politica. La sua esperienza nel racconto biografico comprende il volume scritto con Lino Zani, “Era santo, era uomo. Il volto privato di papa Wojtyla”, e “Rosa la Luchadora. L’adorata nonna di papa Francesco. Una vita da romanzo”.
Pubblicato nel 2026, “Il principe e la ragazzina” conta 224 pagine ed è proposto al prezzo di 17,50 euro. La presentazione al Campania Libri Festival 2026 offre l’occasione per approfondire la nascita del memoriale e il lavoro con cui Marilù Simoneschi ha trasformato la testimonianza di Diana Bandini Rogliani in un racconto della vita privata di Totò, a quasi sessant’anni dalla sua scomparsa.
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