Il mare come spazio di incontro, la vela come occasione per acquisire autonomia e costruire relazioni. A Napoli si è conclusa la seconda edizione di Navigare insieme: l’Italia senza barriere, il progetto promosso dalla Federazione Italiana Vela con il sostegno di UniCredit, attraverso il Fondo Carta Etica, per avvicinare le persone con disabilità alla pratica velica. La tappa finale, ospitata dal Circolo ILVA Bagnoli dal 28 al 30 settembre 2026, ha coinvolto 188 ragazzi, portando a 675 il totale dei partecipanti nelle sette tappe del percorso nazionale.
Per tre giorni, ragazzi provenienti da scuole e associazioni del territorio hanno alternato attività a terra ed esperienze in acqua, accompagnati dai tecnici federali. Per molti si è trattato del primo incontro con una barca a vela: un’esperienza fatta di gesti da apprendere, attrezzature da conoscere e piccoli compiti da condividere. Un modo concreto per scoprire il mare e sperimentare come la collaborazione possa accompagnare lo sviluppo dell’autonomia personale.
Tra le imbarcazioni utilizzate figurano le Hansa 303, progettate per facilitare l’accesso alla vela anche alle persone con disabilità. La scelta delle barche e l’affiancamento dei tecnici hanno rappresentato elementi centrali delle attività, pensate per permettere ai partecipanti di prendere parte all’esperienza. L’accessibilità, in questo contesto, riguarda tanto gli strumenti quanto l’organizzazione e la capacità di accogliere esigenze differenti.
A realizzare l’appuntamento sono stati la Federazione Italiana Vela, il Comitato V Zona FIV e il Circolo ILVA Bagnoli, attraverso una collaborazione che ha riunito competenze sportive, strutture e rapporti con il tessuto sociale locale. Il coinvolgimento di scuole e associazioni ha contribuito ad ampliare la partecipazione e a costruire contatti utili per proseguire le attività durante l’anno, oltre le giornate previste dal progetto.
Il presidente della V Zona FIV, Pasquale Orofino, ha sottolineato la crescita del numero di bambini che si avvicinano alla vela e le opportunità offerte dalle risorse del territorio. Nel suo intervento ha collegato la presenza della grande vela internazionale a Napoli alla possibilità di allargare la pratica sportiva, valorizzando il lavoro dei circoli. La scelta dell’ILVA Bagnoli, ha spiegato, riconosce la capacità della struttura di affrontare le difficoltà e di sviluppare una programmazione rivolta al futuro.
La conclusione di Navigare insieme è arrivata all’indomani della Louis Vuitton 38esima America’s Cup Preliminary Regatta, che dal 24 al 27 settembre ha portato nel golfo di Napoli i protagonisti della vela internazionale. Dopo le regate degli AC40, l’appuntamento di Bagnoli ha posto al centro un’altra dimensione dello sport velico: la possibilità di renderlo accessibile e di coinvolgere ragazzi, insegnanti, famiglie e operatori in un’esperienza condivisa.
Il significato sociale dell’iniziativa è stato richiamato anche da Roberto Bellavista, Responsabile Territorial Development Region Sud di UniCredit. Il sostegno attraverso il Fondo Carta Etica, ha evidenziato, accompagna progetti capaci di creare opportunità nelle comunità. Rendere lo sport accessibile significa contribuire al benessere dei territori, favorendo occasioni di partecipazione e crescita.
Ad aprire la tre giorni è stato un workshop dedicato al ruolo della vela nei percorsi di inclusione, autonomia e partecipazione, al quale hanno preso parte anche gli studenti degli istituti Sannino-De Cillis e Giordani-Striano. Il confronto ha affrontato l’accessibilità della pratica sportiva, la collaborazione tra circoli e associazioni e la necessità di dare continuità alle esperienze. Il tema centrale è proprio il passaggio da un primo incontro con la vela alla possibilità di frequentarla nel tempo, attraverso relazioni stabili e attività organizzate.
A Bagnoli questo obiettivo si intreccia con la storia e il futuro degli spazi dedicati allo sport. Osvaldo Cammarota, consigliere del Circolo ILVA Bagnoli, ha ricordato il recupero di un luogo segnato da trent’anni di abbandono e restituito alle attività sportive. Farlo vivere significa offrire occasioni ai ragazzi e alle realtà locali, con un sostegno istituzionale che possa accompagnare il lavoro già avviato.
Il rapporto tra il circolo e la trasformazione dell’area è stato affrontato da Filippo De Rossi, subcommissario per Bagnoli, che ha illustrato le prossime scadenze dei lavori legati all’America’s Cup e la progettazione del waterfront. Nel suo intervento ha indicato il Circolo ILVA come un luogo simbolico, destinato a diventare un riferimento per il territorio, riconoscendo il valore di un progetto impegnato nella rimozione delle barriere.
Al workshop è arrivato anche il videomessaggio di Grant Dalton, CEO di Emirates Team New Zealand, che ha ribadito il sostegno al Para Sailing. Dalton ha richiamato l’impegno per riportare la disciplina ai Giochi Paralimpici del 2032, presentandolo come un obiettivo sul quale lavorare, e ha incoraggiato le iniziative che ne favoriscono la diffusione.
Il confronto ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dello sport e delle organizzazioni impegnate nell’inclusione. Erano presenti Adele Pomponio per INAIL, Sergio Avallone per il CONI, il presidente del CIP Campania, Carmine Mellone, il capitano di vascello Alessandro Fontanelli e il colonnello Giulio Arseni, che ha portato i saluti del generale Di Stasio. Hanno partecipato inoltre Salvatore Taurino per Special Olympics, Clemente Costigliola della Lega Navale Italiana di Bacoli, impegnata nelle attività di Para Sailing, ed Ernesto Martinez, tecnico federale del settore.
Con Napoli si è chiuso un itinerario iniziato a marzo a Capodimonte, sul Lago di Bolsena, e proseguito a Brindisi, Porto San Giorgio, Lago d’Iseo, La Spezia e Venezia. Le sette tappe hanno messo in relazione circoli, comitati territoriali, scuole, associazioni, famiglie e tecnici, coinvolgendo persone con diverse disabilità.
I 188 ragazzi accolti a Bagnoli rappresentano così l’ultimo gruppo di un percorso nazionale che affida la propria continuità ai rapporti costruiti sul territorio. È da queste collaborazioni che può nascere la possibilità di tornare in barca, consolidare quanto appreso e rendere la vela inclusiva a Napoli una presenza sempre più stabile nella vita sportiva della comunità.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)




