Videocittà Napoli 2026 ha aperto oggi, sabato 10 ottobre, il suo percorso al Real Albergo dei Poveri, portando nel complesso monumentale partenopeo installazioni immersive, videoarte e incontri dedicati al rapporto tra cultura, tecnologia e trasformazione urbana. Dopo gli appuntamenti inaugurali, il festival proseguirà domani, domenica 11 ottobre, con una seconda giornata che intreccerà tutela del mare, sperimentazione audiovisiva e riflessioni sul futuro della città.
Ideato da Francesco Rutelli, il Festival della Visione e della Cultura Digitale approda a Napoli dopo l’edizione estiva romana e sceglie il Mediterraneo come filo conduttore. Il mare attraversa l’intero progetto: diventa movimento, luce, suono, paesaggio da interpretare e risorsa da proteggere. Un tema profondamente legato all’identità napoletana, che permette di avvicinare la ricerca degli artisti alle questioni ambientali e alle prospettive di sviluppo del territorio.
La prima giornata ha avuto nel confronto sulla rigenerazione urbana uno dei suoi appuntamenti centrali. Dopo l’apertura degli spazi e la presentazione del progetto, il programma inaugurale ha riunito Laura Valente, direttrice artistica di Napoli Millenaria Real Albergo dei Poveri, Eugenio Viola, direttore del Museo MADRE, Alessandra Necci, direttrice di Palazzo Reale, ed Emilia Petruccelli e Domitilla Dardi, direttrice e curatrice di EDIT Napoli. L’incontro, affidato al coordinamento di Vincenzo Di Vincenzo, direttore del Mattino, ha posto al centro il rapporto tra istituzioni culturali, luoghi della città e nuove energie creative.
Alla videoarte è stato dedicato l’appuntamento con Quayola e Storms, un lavoro che rilegge il movimento dell’acqua attraverso processi computazionali. La ricerca dell’artista mette in relazione la tradizione della pittura di paesaggio con le possibilità dell’immagine digitale, richiamando la forza delle marine di William Turner. Nel cartellone del sabato figuravano inoltre la presentazione di Even a Dead Star Can Be a Lighthouse di Maria Ångerman e Like Dust in the Wind di Filippo Berta, affidata a Francesca Leoni e Davide Mastrangelo, direttori artistici di Ibrida Festival, e la selezione musicale di Soul Express & Lento Hi-Fi con OBBI.
Il cuore espositivo di Videocittà Napoli 2026 si sviluppa tra Galleria Centrale, Refettorio e Corte Interna. Ambienti diversi per dimensioni e caratteristiche, messi in relazione da opere concepite per dialogare con l’architettura del Real Albergo dei Poveri. Il complesso, la cui costruzione iniziò nel 1751, è oggi interessato da un percorso di recupero: la presenza del festival inserisce i linguaggi della contemporaneità in un luogo che conserva una parte significativa della memoria urbana.
Nella Galleria Centrale, una monumentale videoinstallazione su ledwall riunisce Juan Carlos Beltrán, MAOTIK, Matías Alonso Revelli e Milkorva, quest’ultimo in collaborazione con RNMW. Il percorso propone interpretazioni differenti del paesaggio marino, passando dalla fotografia alla manipolazione digitale, dalle immagini in movimento alle simulazioni generative.
Con Golden Window e Stop Making Sense, Juan Carlos Beltrán ricompone il mare attraverso geometrie, forme astratte e sovrapposizioni. MAOTIK, pseudonimo dell’artista francese Mathieu Le Sourd, presenta invece Everything Flows, Nothing Dies: un’installazione audiovisiva ispirata alle maree, nella quale particelle e strutture mutevoli traducono il movimento dell’acqua in un’esperienza visiva.
L’argentino Matías Alonso Revelli porta Digital Seascapes, una selezione di lavori che combina fotografia, elaborazione digitale e tridimensionalità. La sua ricerca, vicina all’immaginario di René Magritte, ha attirato anche l’attenzione dei Coldplay, che hanno scelto una sua elaborazione per la copertina dell’album Moon Music. Con Tidal Echoes e Until the Afterflow, Milkorva e RNMW costruiscono invece ambienti visivi in trasformazione, nei quali algoritmi, simulazioni e paesaggi sonori reattivi all’audio rielaborano fenomeni naturali.
Nel Refettorio trova spazio UNDA, l’installazione di Visioni Parallele Creative Studio che interpreta il movimento del mare attraverso luce, laser e suono. Le onde luminose e le variazioni acustiche entrano in relazione con le proporzioni della sala, accompagnate dalle tracce di Francesca Heart e NZIRIA. L’architettura diventa così parte dell’esperienza, contribuendo alla percezione delle immagini e della dimensione sonora.
Domani, domenica 11 ottobre, le porte riapriranno alle 18. Le installazioni nella Galleria Centrale e nel Refettorio saranno fruibili fino a mezzanotte, mentre nella Corte Interna si svilupperà il programma di incontri, proiezioni e musica.
Alle 18.30, il talk “Napoli, città d’acqua”, realizzato in collaborazione con ABC Napoli, affronterà acquedotti, depurazione, infrastrutture e futuro della risorsa idrica. Interverranno Edoardo Cosenza, assessore comunale alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile, Andrea Torino, commissario straordinario di ABC Napoli, Sergio De Marco, direttore generale di ABC, e Francesco Rutelli. A introdurre e coordinare il confronto sarà Ottavio Ragone, responsabile della redazione napoletana di Repubblica.
Il tema ambientale proseguirà alle 19 con la proiezione di Mare Caldo di Geopop, dedicata alle temperature del mare in Italia e nel Mediterraneo. Il passaggio dal confronto sulle infrastrutture al racconto del riscaldamento marino mette in relazione la gestione delle risorse con i cambiamenti che interessano gli ecosistemi.
Alle 19.30, Ilaria Abbiento presenterà MAROSI 48Kn 90km/h. L’artista visiva napoletana sviluppa da oltre un decennio una ricerca sul mare, intrecciando immagini, cartografie, oggetti e materiali raccolti durante viaggi e residenze artistiche. Alle 19.45 sarà la volta di The Column di Adrian Paci, presentato dalle curatrici Damiana Leoni e Rä di Martino: un’opera che apre una riflessione su migrazione, identità e ambiente.
Alle 20.30, l’incontro “La città come progetto culturale” allargherà il confronto a identità urbana, innovazione e nuovi modelli di sviluppo. Parteciperanno Valerio Di Pietro, assessore alla Transizione Digitale e Smart City del Comune di Napoli, Piero Salatino, docente dell’Università Federico II e presidente di Meditech, Stefano Pellone, cofondatore di DESINA, Luca Martinelli, fondatore di RNMW, e Simon Pietro Romano, docente della Federico II e managing director della Apple Developer Academy. Il coordinamento sarà affidato a Olga Scotto di Vettimo, dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e del Giornale dell’Arte.
La seconda giornata si concluderà con la selezione musicale di Soul Express & Lento Hi-Fi con Bassolino, in programma alle 21.15 nella Corte Interna. La chiusura degli spazi è fissata a mezzanotte. Gli orari della domenica sono confermati dal programma ufficiale del festival.
Promosso e finanziato dal Comune di Napoli e dalla Regione Campania, Videocittà vede il sostegno regionale attraverso Scabec, con Fondi di Coesione Italia 2021–2027 nell’ambito delle azioni dedicate al patrimonio UNESCO e agli itinerari culturali campani. La squadra organizzativa comprende Natalia Bagnato per la consulenza strategica, Michele Lotti per la direzione creativa, Giulia Funari per l’organizzazione generale e Guido Pietro Airoldi per lo sviluppo e le partnership internazionali.
Nelle dichiarazioni diffuse per la manifestazione, il sindaco Gaetano Manfredi ha sottolineato il ruolo del Real Albergo dei Poveri come spazio di sperimentazione culturale e di opportunità per le giovani generazioni. L’assessore regionale alla Cultura Onofrio Cutaia ha collegato il progetto alla valorizzazione del patrimonio e alla riflessione sul mare, destinata a intrecciarsi con tutela ambientale, sostenibilità ed economie blu. A questa attenzione verso la formazione si aggiunge la collaborazione con ITS Academy BACT, che coinvolge i propri studenti attraverso stage curriculari.
L’ingresso è gratuito con registrazione, ma al 10 ottobre il sito ufficiale segnala registrazioni chiuse e posti esauriti. Per seguire immagini, installazioni e contenuti della manifestazione, gli organizzatori rimandano ai canali social di Videocittà, Comune di Napoli, Regione Campania e Scabec.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)




