La prima edizione napoletana del Festival della Visione e della Cultura Digitale chiude con il tutto esaurito nelle giornate del 10 e 11 ottobre. Grande partecipazione di pubblico tra videoarte, tecnologie immersive, musica e incontri dedicati al futuro delle città.
Videocittà Napoli chiude la sua prima edizione partenopea con un risultato di grande rilievo: due giornate completamente sold out e una straordinaria partecipazione di pubblico al Real Albergo dei Poveri, trasformato per l’occasione in uno spazio di incontro tra arte contemporanea, innovazione tecnologica e cultura digitale. Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026, il monumentale complesso settecentesco ha accolto visitatori di ogni età, confermando l’interesse crescente per le nuove forme di espressione artistica e per le esperienze immersive capaci di mettere in dialogo creatività, tecnologia e patrimonio storico.
Il Festival della Visione e della Cultura Digitale, ideato da Francesco Rutelli e diretto artisticamente, sul piano creativo, da Michele Lotti, ha portato per la prima volta a Napoli un progetto culturale che punta a rendere accessibili i linguaggi contemporanei dell’arte audiovisiva. L’iniziativa ha dimostrato come un luogo simbolico della storia cittadina possa diventare protagonista di una nuova stagione culturale, aprendosi alla sperimentazione e alla partecipazione collettiva.
Uno degli aspetti più significativi della manifestazione è stato proprio il rapporto diretto tra pubblico e opere. Famiglie con bambini, giovani, appassionati di arte contemporanea e semplici curiosi hanno attraversato gli ambienti del Real Albergo dei Poveri, partecipando a un percorso in cui immagini, suoni e luci hanno dato vita a esperienze sensoriali coinvolgenti. I visitatori hanno potuto osservare le installazioni da prospettive differenti, sostare negli spazi espositivi e persino sdraiarsi a terra per immergersi completamente nelle proiezioni audiovisive, superando il tradizionale confine tra spettatore e opera d’arte.
Il filo conduttore di Videocittà Napoli è stato il mare, elemento profondamente legato all’identità culturale e paesaggistica della città. Attraverso installazioni digitali, effetti luminosi e sperimentazioni sonore, l’acqua è diventata il punto di partenza di una riflessione artistica sulla natura, sul movimento e sul rapporto tra esseri umani e ambiente.
Particolarmente apprezzata è stata la grande videoinstallazione allestita nella Galleria Centrale del Real Albergo dei Poveri, dove le opere di Juan Carlos Beltrán, MAOTIK, Matías Alonso Revelli e Milkorva con RNMW hanno contribuito a costruire un percorso audiovisivo di forte impatto scenografico. Le creazioni digitali hanno reinterpretato il movimento e la dimensione evocativa del mare, dando forma a un ambiente in cui l’architettura storica e le tecnologie contemporanee hanno dialogato in maniera suggestiva.
Tra le esperienze più coinvolgenti della manifestazione si è distinta UNDA, installazione realizzata da Visioni Parallele Creative Studio e ospitata nel Refettorio. L’opera ha combinato luce, laser e ricerca musicale, accompagnando il pubblico in un’esperienza immersiva costruita anche attraverso le tracce sonore di Francesca Heart e NZIRIA. L’interazione tra elementi visivi e sonori ha restituito una rappresentazione emozionale del mare, valorizzando la capacità dell’arte digitale di coinvolgere contemporaneamente più sensi.
Grande attenzione ha suscitato anche Storms, l’installazione audiovisiva dell’artista Quayola, nella quale il movimento dell’acqua viene trasformato in una particolare forma di pittura digitale. Il progetto esplora il confine tra rappresentazione naturale e interpretazione tecnologica, mostrando come gli strumenti contemporanei possano offrire nuove possibilità espressive nella lettura dei fenomeni ambientali.
Uno dei momenti più emozionanti di Videocittà Napoli è stato dedicato alla memoria artistica e culturale partenopea, grazie alla presentazione del video ‘O mare da parte di Carolina Rosi. L’opera unisce la voce di Luca De Filippo, interprete della poesia, alla chitarra di Pino Daniele, creando un incontro particolarmente significativo tra parola, musica e immagini. Un omaggio alla sensibilità artistica napoletana e al rapporto indissolubile tra la città e il mare, capace di richiamare un patrimonio di emozioni e suggestioni condivise.
Un ruolo centrale nel programma è stato riservato anche alla videoarte, con una sezione curata da Rä di Martino e Damiana Leoni. Tra le opere presentate figurano The Column di Adrian Paci, accompagnata da un incontro di approfondimento con l’artista, e MAROSI 48Kn 90km/h della napoletana Ilaria Abbiento. Due proposte che hanno contribuito ad ampliare lo sguardo del Festival sulle possibilità narrative ed espressive dell’immagine in movimento, offrendo al pubblico ulteriori occasioni di confronto con la ricerca artistica contemporanea.
La musica ha rappresentato un altro elemento caratterizzante dell’evento. Le selezioni di Soul Express & Lento Hi-Fi, insieme alla partecipazione di OBBI e Bassolino, hanno accompagnato le due serate, arricchendo l’atmosfera del Festival e contribuendo a costruire una dimensione culturale in cui linguaggi visivi e sonori si sono intrecciati.
Accanto alle installazioni e alle performance audiovisive, Videocittà Napoli 2026 ha dedicato ampio spazio al confronto pubblico attraverso un programma di talk che ha registrato una partecipazione numerosa e attenta. Al centro degli incontri sono stati posti temi di grande attualità, come la tutela del mare e delle risorse idriche, l’evoluzione delle nuove tecnologie e il ruolo della cultura nei processi di trasformazione urbana.
Particolare interesse hanno suscitato le riflessioni sul rapporto tra innovazione e sviluppo delle città, con approfondimenti dedicati al city branding e ai nuovi modelli di valorizzazione territoriale. Il confronto tra istituzioni, artisti, professionisti e cittadini ha consentito di affrontare la cultura digitale non soltanto come ambito di sperimentazione creativa, ma anche come possibile motore di rigenerazione urbana e partecipazione sociale.
In questo contesto, la scelta del Real Albergo dei Poveri come sede della manifestazione assume un significato particolarmente importante. Il grande edificio monumentale di Napoli, con la sua storia e il suo valore architettonico, è diventato un laboratorio temporaneo di creatività contemporanea. La presenza di installazioni immersive all’interno dei suoi ambienti ha offerto un esempio concreto di come il patrimonio storico possa essere valorizzato attraverso nuovi linguaggi culturali, senza perdere la propria identità.
La manifestazione ha inoltre messo in evidenza il potenziale della cultura come strumento per avvicinare generazioni differenti. La partecipazione di bambini, giovani e adulti ha mostrato come le tecnologie immersive possano rendere l’arte contemporanea più immediata e accessibile, stimolando curiosità e coinvolgimento anche tra coloro che normalmente non frequentano esposizioni e appuntamenti dedicati alla sperimentazione audiovisiva.
Il successo della prima edizione napoletana conferma così la capacità del progetto Videocittà di costruire esperienze culturali in cui arte, innovazione e territorio dialogano in maniera efficace. Non soltanto una vetrina per artisti e creativi, ma anche un’occasione per riflettere sulle trasformazioni della società e sul ruolo che le nuove tecnologie possono assumere nella diffusione della conoscenza e della cultura.
Videocittà Napoli è stato promosso e finanziato dal Comune di Napoli e dalla Regione Campania. L’intervento regionale è stato sostenuto attraverso Scabec – Società Campana Beni Culturali, con i Fondi di Coesione Italia 2021-2027, nell’ambito delle iniziative dedicate alla valorizzazione del patrimonio UNESCO e degli Itinerari Culturali della Campania.
Il bilancio finale delle due giornate restituisce l’immagine di una Napoli capace di accogliere la sperimentazione artistica e tecnologica all’interno dei suoi luoghi più rappresentativi. Il tutto esaurito, l’interesse per le opere e la partecipazione agli incontri testimoniano il valore di iniziative che scelgono di mettere al centro il pubblico e il dialogo tra linguaggi diversi.
Con questa prima edizione, Videocittà Napoli lascia un segnale positivo nel panorama degli eventi culturali cittadini, dimostrando come la collaborazione tra istituzioni, creativi e comunità possa contribuire a costruire nuove opportunità di valorizzazione del patrimonio. Un’esperienza che ha trasformato per due giorni il Real Albergo dei Poveri in un punto di riferimento per l’arte digitale e l’innovazione, rafforzando il ruolo di Napoli come luogo di incontro tra storia, contemporaneità e nuove visioni culturali.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)










