La stagione musicale di Wunderkammer Napoli si avvia alla conclusione nel segno del cinema, della memoria sonora e della suggestione teatrale. Al Teatrino di Palazzo Donn’Anna, sede della Fondazione culturale Ezio De Felice, arriva Bellissima ossessione, spettacolo scritto e interpretato da Diego Nuzzo, con Giulio Martino al sax e Zack Alderman alla fisarmonica e accordina, in un incontro tra parola, jazz, evocazione cinematografica e racconto musicale.
L’appuntamento, inserito nella rassegna itinerante di Wunderkammer, conferma la vocazione del progetto diretto artisticamente da Giulio Martino: portare musica, teatro e cultura in luoghi non convenzionali, capaci di trasformarsi per una sera in spazi di ascolto, meraviglia e relazione. Palazzo Donn’Anna, con il suo teatrino affacciato sulla storia e sul mare di Posillipo, diventa così il luogo ideale per uno spettacolo che interroga il rapporto profondo tra immagine e suono, tra cinema e partitura, tra visione e memoria emotiva.
Bellissima ossessione nasce da una domanda semplice e insieme vertiginosa: che cosa sarebbe il cinema senza la musica? Basterebbe immaginare alcune delle scene più celebri della storia del grande schermo private del loro commento sonoro per comprendere quanto la musica non sia un elemento ornamentale, ma una presenza drammaturgica essenziale. I film di Federico Fellini senza le musiche di Nino Rota, le avventure di Steven Spielberg senza i temi di John Williams, le pellicole di Giuseppe Tornatore o di Sergio Leone senza le note di Ennio Morricone perderebbero una parte decisiva della loro identità. La musica, nel cinema, non riempie semplicemente gli spazi tra un dialogo e l’altro: agisce, respira, anticipa, commenta, svela ciò che i personaggi non riescono a dire.
È proprio questa funzione invisibile e potentissima della colonna sonora che lo spettacolo prova a raccontare e a rendere quasi visibile. La voce recitante di Diego Nuzzo accompagna il pubblico in un percorso narrativo che attraversa l’immaginario cinematografico, mentre il sax di Giulio Martino e la fisarmonica di Zack Alderman costruiscono un paesaggio sonoro capace di evocare atmosfere, generi, emozioni e ricordi. Il risultato è un dialogo tra racconto e musica dal vivo, dove il cinema non viene semplicemente citato, ma riletto attraverso la sua dimensione più intima: quella dell’ascolto.
Scrittore, autore teatrale e voce recitante, Diego Nuzzo ha pubblicato i romanzi I silenzi abitati delle case, Come se non fosse successo niente e Le notti e per sempre. Ha scritto biografie, testi dedicati al cinema e alla musica, racconti, e ha curato la revisione critica dell’autobiografia di Nino Taranto. Alcuni suoi testi teatrali sono stati messi in scena dal Teatro Stabile di Napoli – Teatro Mercadante e dal Festival Maggio della Musica, a conferma di una scrittura che si muove con naturalezza tra letteratura, scena e memoria culturale.
Accanto a lui, Giulio Martino porta in scena un suono riconoscibile, asciutto, diretto, capace di andare al cuore della musica senza compiacimenti. Come sottolineato nel Dizionario del Jazz Italiano di Flavio Caprera, edito da Feltrinelli, Martino possiede un respiro internazionale e un linguaggio metropolitano, lontano da formule rigidamente locali. Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerosi musicisti italiani e stranieri, tra cui Eliot Zigmund, Steve Smith, Miroslav Vitous, Daniel Humair, Dusko Gojkovich, Norma Winstone e Peter Erskine.
La dimensione timbrica dello spettacolo è arricchita dalla presenza di Zack Alderman, pseudonimo dietro il quale si cela uno dei più versatili fisarmonicisti italiani. Campione mondiale di fisarmonica diatonica nel 1997, ha studiato presso la Scuola di Jazz del Conservatorio di Musica di Potenza e ha conseguito il Biennio di Composizione Jazz al Conservatorio di Salerno, perfezionandosi successivamente con Richard Galliano. La sua fisarmonica, insieme all’accordina, introduce nello spettacolo una voce musicale mobile, evocativa, cinematografica per natura, capace di richiamare tanto la malinconia della memoria quanto la leggerezza del sogno.
La collaborazione con la Fondazione culturale Ezio De Felice aggiunge all’evento un ulteriore valore simbolico. La Fondazione nasce dalla volontà di Ezio De Felice di rendere il Teatro di Palazzo Donn’Anna un luogo aperto alla città e al mondo del sapere, dedicato ad attività scientifiche, culturali e sociali. Oggi è centro di ricerca e sperimentazione nei campi del restauro e della museografia, promuove attività formative, mostre, incontri di studio, congressi e convegni, custodendo inoltre l’archivio storico di Ezio De Felice e Eirene Sbriziolo e una biblioteca di circa ottomila volumi dedicati al restauro, alla museologia, alle arti visive e all’architettura.
Con Bellissima ossessione, Wunderkammer chiude dunque la sua stagione musicale con uno spettacolo che è insieme concerto, racconto e riflessione sul potere della musica. Un omaggio al cinema e alle sue colonne sonore, ma anche un invito a riconoscere quanto il suono contribuisca a costruire la nostra memoria emotiva delle immagini. Perché spesso non ricordiamo soltanto una scena: ricordiamo la musica che l’ha resa indimenticabile.
L’evento si svolge con il sostegno di Alessandro Leone, Cantine Mustilli, Gay Odin ed Edizioni Jonglez, e con il patrocinio morale del Comune di Napoli, del FAI – Fondo Ambiente Italiano, dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e dell’Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia. I biglietti sono acquistabili sul sito ufficiale di Wunderkammer Napoli e danno diritto al posto assegnato in base all’ordine di acquisto; sarà possibile acquistare il biglietto anche direttamente sul luogo la sera dello spettacolo, previa disponibilità di posti. Il costo del biglietto intero è di 15 euro, mentre l’ingresso è gratuito, su prenotazione, per i giovani al di sotto dei 28 anni. L’accesso al pubblico sarà consentito dalle ore 20.30.
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