Napoli si conferma crocevia strategico del dialogo tra scienza, cultura e sviluppo sostenibile ospitando, il 22 e 23 gennaio 2026, l’Assemblea annuale della Rete delle Cattedre UNESCO italiane (ReCUI). La sede scelta è Palazzo Ricca, cuore storico della Fondazione Banco di Napoli, in via dei Tribunali, luogo simbolo della memoria civile e culturale della città. L’incontro, dedicato a Il Decennio delle Scienze UNESCO (2024–2033), mette al centro il ruolo delle Cattedre italiane come motore di innovazione scientifica, diplomazia culturale e politiche per la sostenibilità, in piena sintonia con le priorità globali dell’UNESCO.
Ad aprire i lavori è Annamaria Colao, Coordinatrice della Commissione Assemblea Annuale ReCUI 2026 e Chair della Cattedra UNESCO in Educazione alla Salute dell’Università Federico II, che sottolinea il valore sistemico della rete: non solo un coordinamento accademico, ma un vero ecosistema capace di incidere sulle trasformazioni sociali, sanitarie, ambientali ed educative. Ai saluti istituzionali di Orazio Abbamonte, Presidente della Fondazione Banco di Napoli, si affiancano quelli di Andrea Lenzi, Portavoce ReCUI, Enrico Vicenti, Segretario Generale della CNIU, e Maria Tripodi, Sottosegretaria di Stato al MAECI con delega alle questioni UNESCO. Il quadro politico-istituzionale è completato dall’intervento della Ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, che ribadisce il ruolo strategico del sistema universitario italiano nel Decennio delle Scienze.
Il cuore scientifico dell’assemblea prende forma con la keynote internazionale di Lídia Brito, Assistente Direttore Generale UNESCO per le Scienze Naturali, che richiama la necessità di una scienza orientata alla sostenibilità, capace di dialogare con i territori e di produrre impatto globale. Il confronto tra le Cattedre UNESCO italiane attraversa tutti gli ambiti chiave: dalle scienze naturali alla salute, dalla biodiversità al climate change, dall’educazione permanente alle scienze umane e sociali, fino alla cultura e al patrimonio come leve di sviluppo.
Particolarmente significativo è il focus dedicato alle università campane, con gli interventi dei rettori di Federico II, Vanvitelli, Salerno e Parthenope, a testimonianza di una regione che si propone come laboratorio avanzato del Decennio UNESCO. Napoli emerge così non solo come sede ospitante, ma come nodo attivo di una rete nazionale che guarda all’Europa e al Mediterraneo, rafforzando il ruolo dell’Italia nella diplomazia scientifica e culturale.
La scelta della Fondazione Banco di Napoli non è casuale. Come ricorda Abbamonte, l’istituzione è iscritta al Registro della Memoria del Mondo UNESCO per il suo straordinario archivio storico, ed è impegnata da decenni nella valorizzazione del patrimonio culturale come bene pubblico. In questo contesto, l’assemblea ReCUI diventa momento di sintesi di un lavoro “polisinodale”, capace di coniugare ricerca, governance e responsabilità sociale.
Le conclusioni affidate ad Andrea Lenzi e Patrizio Bianchi, attuale e past Portavoce ReCUI, aprono alla fase operativa: il Documento di Napoli, le linee guida nazionali e la definizione degli assi strategici 2026–2028 segnano l’adesione formale della rete italiana al Decennio delle Scienze UNESCO, ponendo le basi per una collaborazione sempre più integrata tra università, istituzioni e società civile. Comunicato Cattedre UNESCO
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)



