Al Campania Teatro Festival 2026 debutta in prima assoluta LYDIA – i corpi dietro la voce, installazione performativa ideata, diretta e interpretata da Sara Lupoli, in scena il 27 giugno 2026 alla Sala Assoli Moscato di Napoli con quattro repliche, alle ore 18.00, 19.00, 20.00 e 21.00. Il progetto si inserisce nel programma della diciannovesima edizione del Festival, diretto da Ruggero Cappuccio, organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano, e finanziato dalla Regione Campania. Una manifestazione che, dal 12 giugno al 12 luglio, attraversa il territorio regionale con oltre 150 appuntamenti tra teatro, danza, musica, performance e progetti speciali, raccogliendo le arti performative sotto il tema “Universo di pace”.
Con LYDIA – i corpi dietro la voce, Sara Lupoli sceglie di entrare in uno spazio insieme artistico, sonoro e memoriale, dedicando il lavoro a Lydia Simoneschi, figura centrale nella storia del doppiaggio italiano. Il suo nome è legato a una stagione fondamentale del cinema e della cultura popolare, quando la voce non era soltanto un mezzo tecnico per tradurre e adattare, ma diventava presenza, identità, emozione. Attraverso la sua vocalità sono passate attrici, personaggi, immaginari e sentimenti che hanno abitato la memoria collettiva di generazioni di spettatori.
L’installazione performativa nasce proprio dal desiderio di interrogare il rapporto tra voce, corpo e memoria. Non una semplice celebrazione biografica, ma un attraversamento sensibile di ciò che resta quando una voce continua a risuonare oltre il corpo che l’ha generata. Lydia Simoneschi diventa così il punto di partenza per una riflessione più ampia sulla relazione con l’altro, sulla possibilità della voce di abitare corpi differenti, di modificarli, di attraversarli, di rimanere impressa nel tempo come traccia fisica e affettiva.
Nel lavoro di Sara Lupoli, il doppiaggio si trasforma in una potente metafora della relazione umana. Una voce entra in un altro corpo, lo interpreta, lo accompagna, lo sostituisce e insieme lo rivela. In questa tensione tra presenza e assenza, tra visibile e invisibile, tra corpo reale e corpo evocato, LYDIA – i corpi dietro la voce costruisce un ambiente immersivo composto da performance dal vivo, immagini, video e paesaggi sonori. Il pubblico è invitato non soltanto a guardare, ma ad ascoltare in profondità, lasciandosi attraversare da frammenti vocali, vibrazioni, sospensioni, inflessioni e memorie sonore.
La performance restituisce alla voce la sua dimensione corporea. Le voci di Lydia Simoneschi, riascoltate e riattraversate, tornano come presenze vive, quasi fisiche. Frammenti dei film da lei doppiati si intrecciano in una drammaturgia sonora che esplora le molte forme della relazione: affetto, seduzione, potere, dipendenza, intimità, cura. La voce non è più soltanto suono, ma materia sensibile, gesto, respiro, corpo che si espone e chiede di essere riconosciuto.
Il progetto assume un significato ancora più attuale in un’epoca segnata dall’automazione, dalla riproducibilità tecnica e dalla possibilità di generare artificialmente le voci. In questo scenario, la vocalità di Lydia Simoneschi emerge come testimonianza di una fisicità irriducibile, di una presenza che nessuna macchina può davvero sostituire. La voce custodisce memoria, emozione, fragilità, tempo. Porta con sé la storia di un corpo, anche quando quel corpo non è più visibile. Per questo LYDIA – i corpi dietro la voce non guarda al passato con nostalgia, ma interroga il presente e il futuro della sensibilità umana.
La ricerca di Sara Lupoli si muove da anni in questa zona di confine tra corpo, immagine e suono. Danzatrice, coreografa e autrice multimediale napoletana, si è formata tra Napoli, Cannes e Marsiglia, presso l’École Supérieure de Danse Rosella Hightower, sotto la direzione di Paola Cantalupo e Monique Loudières. Nel 2008 entra nel Cannes Jeune Ballet e, dal 2010 al 2013, danza nella compagnia Le Ballet d’Europe diretta da Jean-Charles Gil. Nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti e coreografi di rilievo internazionale, tra cui Noa Wertheim, Bill T. Jones, Eddie Peake, Dimitris Papaioannou, Emanuel Gat, Sharon Fridman e Rocio Berenguer, costruendo un percorso aperto a linguaggi, estetiche e pratiche differenti della danza contemporanea.
Negli ultimi anni la sua poetica si è concentrata su progetti autoriali capaci di mettere in relazione corpo, immagine e territorio. Tra questi ROSAROSAEROSAE – La pelle delle immagini, premiato al Premio Presente Futuro 2022 del Teatro Libero di Palermo e presentato in festival e teatri nazionali; WOOD, installazione performativa dedicata alla materialità del gesto; e THE MORN IS BREAKING, lavoro in divenire in dialogo con la luce e con l’immaginazione del paesaggio. In LYDIA – i corpi dietro la voce, questa ricerca trova una nuova forma, spostando l’attenzione sull’ascolto come esperienza fisica, poetica e politica.
Il progetto vede la partecipazione di una squadra artistica articolata. Le immagini e i video sono firmati da Stefano Gargiulo per KAOS Produzioni, la progettazione digitale è di Ilaria Palmieri, la consulenza tecnica di Antonio Spagnuolo, il paesaggio sonoro di Julia Primicile Carafa, il disegno luci di Simone Picardi, i costumi di Andrea Iacomino e Anna Giordano, lo spazio scenico di Anna Orabona e Stefania Palumbo, la grafica di Sofia de Capoa, con curatela e promozione di Eleonora Tempesta. La coproduzione è di Casa del Contemporaneo e Art Garage, con il supporto dell’Associazione Il Torchio.
La scelta della Sala Assoli Moscato di Napoli rafforza la natura intima e immersiva del lavoro. Con una durata di 30 minuti e quattro repliche nella stessa giornata, LYDIA – i corpi dietro la voce si propone come un’esperienza ravvicinata, quasi confidenziale, in cui lo spettatore è chiamato ad abitare uno spazio di ascolto. Non si tratta soltanto di assistere a una performance, ma di entrare in un archivio vivente del corpo vocale contemporaneo, dove ogni voce rivela una storia e ogni corpo diventa luogo di risonanza.
Nel cuore del Campania Teatro Festival 2026, LYDIA – i corpi dietro la voce porta così al centro della scena una domanda essenziale: che cosa resta di noi nella voce? La risposta di Sara Lupoli passa attraverso la danza, il suono, l’immagine e la memoria, restituendo alla vocalità una forza profondamente umana. Perché ogni voce è corpo, e ogni corpo è una voce che attende di essere ascoltata.
Info
LYDIA – i corpi dietro la voce
Sala Assoli Moscato Napoli
27 giugno 2026. Repliche ore 18.00, 19.00, 20.00 e 21.00
Durata 30 minuti
Debutto assoluto
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(foto fornita dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)

