La cucina non è soltanto un insieme di ingredienti e preparazioni, ma può diventare memoria, racconto familiare e testimonianza dell’identità di un territorio. È da questa consapevolezza che nasce il nuovo appuntamento di “Storie al Femminile”, la rassegna culturale promossa dalla Fondazione Matteo e Claudina de Stefano di Ogliastro Cilento. Mercoledì 26 agosto 2026, alle ore 19, l’iniziativa farà eccezionalmente tappa a Palazzo Siniscalchi, in località Eredita di Ogliastro Cilento, per la presentazione del volume “Cilento e non solo sapori”, scritto a quattro mani da Tonina Ferro ed Evelina Siniscalchi.
Al centro dell’incontro ci sarà il patrimonio gastronomico cilentano, osservato non soltanto attraverso le ricette, ma soprattutto attraverso le storie, i gesti e le tradizioni che hanno accompagnato per generazioni la vita delle famiglie e delle comunità locali. “Cilento e non solo sapori” si presenta infatti come un’opera che va ben oltre i confini del classico ricettario. Il libro conduce il lettore in un viaggio nella memoria gastronomica del Cilento, alla scoperta di una cucina autentica costruita con ingredienti semplici e genuini, scandita dal ritmo delle stagioni e profondamente legata alle risorse disponibili sul territorio.
Attraverso il loro lavoro, Tonina Ferro ed Evelina Siniscalchi assumono quasi il ruolo di “archeologhe del gusto”, riportando alla luce conoscenze, preparazioni e consuetudini che rischiano di essere dimenticate. Ogni piatto diventa così una traccia da seguire per ricostruire uno spaccato della società cilentana di un tempo, quando il rapporto con la terra, la stagionalità dei prodotti e la capacità di evitare ogni spreco determinavano le abitudini alimentari quotidiane.
Quella raccontata dalle autrici è una cucina spesso definita povera, ma in realtà ricca di creatività, esperienza e cultura. Con pochi ingredienti, scelti in base alla stagione e trasformati attraverso gesti tramandati soprattutto all’interno delle famiglie, le comunità cilentane riuscivano a creare pietanze capaci di nutrire e, nello stesso tempo, di custodire un forte valore simbolico. Alcune preparazioni erano legate alla quotidianità e al lavoro nei campi, mentre altre accompagnavano le feste, le ricorrenze religiose e i momenti di condivisione.
La struttura del volume segue il ciclo naturale delle stagioni e guida il lettore tra ricette tradizionali, alcune delle quali sopravvivono ormai soltanto nei ricordi e nelle cucine di poche famiglie. Tra i piatti raccontati trovano spazio i cicci mmaritati, l’antica parmigiana cilentana e l’acqua cecata, esempi emblematici della capacità contadina di trasformare materie prime essenziali in pietanze saporite e nutrienti. Non manca la pizza dolce, preparazione legata alla dimensione festiva e conviviale, capace ancora oggi di evocare tavole imbandite, incontri familiari e momenti vissuti insieme.
Le ricette, tuttavia, rappresentano soltanto il punto di partenza. Accanto agli ingredienti e alle modalità di preparazione, il libro raccoglie aneddoti, ricordi, testimonianze e richiami alla storia e alla cultura del Cilento. Il cibo diventa così una chiave di lettura privilegiata per comprendere il rapporto tra le persone e i luoghi, ma anche il modo in cui le comunità hanno costruito e tramandato nel tempo la propria identità.
La memoria gastronomica cilentana emerge come un patrimonio immateriale da proteggere e consegnare alle nuove generazioni. Salvaguardare una ricetta significa infatti conservare anche le parole con cui veniva raccontata, le occasioni nelle quali veniva preparata, gli utensili utilizzati e i rapporti umani che si creavano intorno alla tavola. Il volume restituisce dignità e valore a questo universo di conoscenze quotidiane, mostrando quanto la cucina tradizionale sia intimamente connessa alla storia sociale, economica e familiare del territorio.
A dialogare con le autrici durante la presentazione sarà il giornalista Alfonso Sarno, curatore della rassegna “Storie al Femminile”, insieme alla presidente della Fondazione Matteo e Claudina de Stefano, Barbara Annamaria Riccio. La serata sarà arricchita dalle testimonianze di Maria Sara Gorga e Ferdinando Gorga, nipoti di Evelina Siniscalchi, chiamati a riportare al centro dell’incontro il valore della memoria familiare e della trasmissione dei saperi tra le generazioni.
Il lavoro di Tonina Ferro ed Evelina Siniscalchi nasce dalla volontà di impedire che un patrimonio fatto di ricette, persone, racconti, consuetudini e gesti quotidiani venga disperso. Il loro sguardo si concentra sulla cultura materiale del Cilento, riconoscendo nella cucina uno degli strumenti più efficaci per raccontare la relazione profonda tra una comunità e il proprio ambiente. Recuperare questi saperi significa anche comprendere meglio il presente e riscoprire un modello alimentare fondato sulla stagionalità, sulla genuinità delle materie prime e sul rispetto delle risorse.
L’appuntamento di Palazzo Siniscalchi prosegue il percorso di “Storie al Femminile”, una rassegna che negli anni ha dato spazio ad autrici e protagoniste della cultura, valorizzando esperienze e narrazioni capaci di leggere la realtà attraverso lo sguardo femminile. Narrativa, poesia, memoria e riflessioni sui temi sociali e ambientali hanno trovato nella manifestazione un luogo di confronto nel quale la parola e la testimonianza conservano un ruolo centrale.
La presentazione di “Cilento e non solo sapori” rappresenta dunque un’occasione per riscoprire il Cilento partendo dalla sua tavola e dalle storie che ogni piatto continua a custodire. L’incontro è in programma mercoledì 26 agosto 2026 alle ore 19 a Palazzo Siniscalchi, in località Eredita di Ogliastro Cilento. L’ingresso è libero, ma i posti sono limitati ed è consigliata la prenotazione contattando i numeri 334 6299035 e 331 2756059.
Fondazione Matteo e Claudina de Stefano
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