Il Cilento si racconta attraverso uno dei suoi patrimoni più conosciuti e identitari, la Dieta Mediterranea, trasformando storia, paesaggio, archeologia ed enogastronomia in un’unica esperienza di viaggio. Martedì 8 settembre Ascea, in provincia di Salerno, ospiterà infatti la terza tappa di Praesentia. Gusto di Campania Divina – Viaggio alla scoperta della cultura enogastronomica della Campania, dedicata al tema “Il Cilento e il turismo della Dieta Mediterranea”. L’appuntamento si svolgerà presso la Fondazione Alario e rappresenterà una nuova occasione per valorizzare il rapporto profondo tra patrimonio culturale, tradizioni alimentari e sviluppo turistico del territorio.
Il progetto, promosso dall’Assessorato al Turismo della Regione Campania, coordinato dalla Direzione Generale per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania e attuato dall’Agenzia Regionale Campania Turismo, si articola in otto tappe distribuite tra giugno e dicembre. L’obiettivo è mettere in relazione cultura, turismo ed enogastronomia, individuando in ogni area della Campania alcuni degli elementi che maggiormente ne raccontano l’identità e le specificità. Nel caso di Ascea, questo racconto non poteva che partire da un legame millenario tra il territorio cilentano, la sua storia e un modello alimentare diventato nel tempo patrimonio universale.
La giornata inizierà in uno dei luoghi simbolo del Cilento, il Parco Archeologico di Velia, con una visita guidata dalla direttrice del Parco Archeologico di Paestum e Velia Tiziana D’Angelo. Da qui il programma proseguirà alla Fondazione Alario, dove è previsto il momento istituzionale e l’approfondimento dedicato proprio al rapporto tra Cilento, Dieta Mediterranea e turismo.
La scelta di Velia assume un significato particolarmente forte. L’antica Elea fu infatti la patria della scuola filosofica di Parmenide e Zenone, inserendo il territorio in una storia culturale che attraversa i secoli. A questa eredità si aggiunge quella più recente di Pioppi, dove nel Novecento Ancel Keys condusse i suoi studi sugli stili alimentari delle popolazioni mediterranee. Un percorso storico e culturale che ha trovato uno dei suoi riconoscimenti più importanti nel 2010, quando la Dieta Mediterranea è stata iscritta nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO.
Ad accogliere i partecipanti sarà il sindaco di Ascea Stefano Sansone. Al confronto prenderanno parte anche Stefano Pisani, sindaco di Pollica e coordinatore dei Piccoli Comuni di ANCI Campania, e Giuseppe Coccorullo, presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Le conclusioni saranno affidate a Vincenzo Maraio, assessore al Turismo, alla Promozione del territorio e alla Transizione digitale della Regione Campania.
Il cuore dell’incontro sarà la relazione “Il Cilento e il turismo della Dieta Mediterranea”, introdotta da Rosanna Romano, direttore generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania, e affidata alla professoressa Elisabetta Moro, docente dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e della Federico II di Napoli e curatrice scientifica di Praesentia. L’approfondimento punta a leggere la Dieta Mediterranea non soltanto come modello alimentare, ma come elemento capace di generare cultura, attrattività e nuove forme di turismo legate all’identità locale.
Dalla riflessione si passerà poi direttamente all’esperienza, con uno show cooking condotto dal giornalista Luciano Pignataro. Protagonisti saranno alcuni interpreti della cucina del territorio e della formazione gastronomica campana. La chef Franca Feola, della Locanda Le Tre Sorelle, proporrà lo Sciusciello con asparagini selvatici e le Polpettine di alici con salsa di pomodoro. Marco Cefalo, della Scuola di Alta Formazione Gastronomica In Cibum, presenterà invece Fichi del Cilento appassiti e Fusilloni di grano duro con misticanza dell’Agro Nocerino Sarnese, aceto balsamico al fico bianco e formaggio alle mandorle.
A completare il percorso gastronomico sarà il dessert realizzato da Antonello Aliberti, della Pasticceria Aliberti di Casal Velino, che porterà in scena una Torta nuziale con mandorle, agrumi e naspro. Piatti e ingredienti diventano così strumenti di narrazione: non semplicemente preparazioni da degustare, ma espressioni di una cultura alimentare strettamente intrecciata alla storia, all’agricoltura e alle comunità locali.
Il programma sarà arricchito anche dalle testimonianze delle “Praesentiae” del territorio e dalla musica de La Posteggia, con i maestri Francesco Formicola e Tommaso Immediata. Archeologia, paesaggio, cucina, musica e tradizioni confluiranno dunque in un racconto unitario del Cilento, costruito per restituire ai visitatori non un semplice evento, ma l’immagine di un territorio nel quale ogni elemento contribuisce a definire un’esperienza turistica riconoscibile e autentica.
Praesentia. Gusto di Campania Divina nasce proprio con questa prospettiva: valorizzare la cultura enogastronomica campana come chiave di lettura e promozione dei territori. L’intervento è cofinanziato dallo Stato Italiano nell’ambito del FUNT di parte corrente 2025 e dalla Regione Campania. La tappa di Ascea si inserisce quindi in un progetto regionale più ampio che punta a raccontare la Campania attraverso i suoi luoghi, le sue comunità, i suoi saperi e le tradizioni che nel tempo hanno contribuito a costruirne l’identità.
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Praesentia. Gusto di Campania Divina
(foto fornite dall’Ufficio stappa in allegato al comunicato)



