Vico Equense punta a diventare Capitale italiana del mare 2027 e sceglie di mettere al centro della propria candidatura il legame profondo che da sempre unisce la città al mare, trasformandolo in un progetto di sviluppo capace di coniugare tutela ambientale, cultura, tradizioni marinare, turismo sostenibile e innovazione.

La città costiera della Penisola Sorrentina parteciperà alla selezione promossa dal Dipartimento per le Politiche del mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri, aperta ai Comuni costieri italiani. Una sfida nazionale nella quale Vico Equense vuole giocare un ruolo da protagonista, facendo leva su un patrimonio naturale e culturale che rappresenta uno degli elementi più riconoscibili della sua identità.
La candidatura nasce infatti dall’idea che il mare non debba essere considerato soltanto una straordinaria risorsa paesaggistica e turistica, ma un vero elemento attorno al quale costruire nuove politiche di crescita, tutela e valorizzazione del territorio. L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Aiello intende elaborare un programma articolato, capace di mettere insieme ambiente, inclusione, patrimonio costiero e subacqueo, cultura marinara, turismo sostenibile e nuove tecnologie.
Uno dei punti centrali sarà la conoscenza e la protezione dell’ecosistema marino di Vico Equense, con particolare attenzione alle peculiarità naturalistiche e paesaggistiche della costa e alla sua dimensione subacquea. In questo quadro assume un rilievo particolare il Banco di Santa Croce, area di grande interesse naturalistico già al centro di studi scientifici realizzati in collaborazione con il Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
La candidatura a Capitale italiana del mare 2027 rappresenta anche una concreta opportunità di investimento. Al Comune che otterrà il titolo sarà infatti destinato un contributo di un milione di euro, da utilizzare per il programma di iniziative finalizzato alla valorizzazione della cultura italiana del mare, alla tutela della biodiversità, all’uso sostenibile delle risorse marine e al recupero e alla valorizzazione dei beni legati al mare destinati alla collettività.
Per Vico Equense l’obiettivo è utilizzare questa occasione non soltanto per realizzare eventi, ma soprattutto per costruire interventi e progetti capaci di lasciare un’eredità duratura alla città. Nella strategia immaginata dall’Amministrazione trovano quindi spazio l’innovazione e le nuove tecnologie, la possibilità di realizzare infrastrutture e opere di pubblica utilità, la valorizzazione dei borghi e dell’identità marinara, la riscoperta delle antiche maestranze legate al mare e la creazione di nuove collaborazioni con enti pubblici e soggetti privati.
Un elemento determinante della candidatura sarà proprio la capacità di costruire una rete territoriale ampia. Il Comune di Vico Equense punta al coinvolgimento di istituzioni, enti territoriali, associazioni, operatori economici, imprese del comparto turistico e balneare, mondo della ricerca e realtà culturali e sociali, chiamati a contribuire con competenze, idee e proposte progettuali.
L’obiettivo è fare della candidatura un percorso condiviso, andando oltre il semplice conseguimento del titolo e creando collaborazioni che possano continuare a produrre risultati anche negli anni successivi. Il Comune ha per questo invitato i portatori di interesse a manifestare formalmente il proprio sostegno attraverso lettere di supporto o lettere di intenti e, allo stesso tempo, a proporre idee coerenti con gli obiettivi della Capitale italiana del mare. Le manifestazioni di interesse, secondo quanto previsto dall’avviso comunale, dovranno arrivare entro sette giorni dalla sua pubblicazione.
A spiegare la visione alla base del progetto è il sindaco Giuseppe Aiello, che sottolinea come il rapporto tra Vico Equense e il mare attraversi la storia, l’economia e la cultura della comunità. Il mare, nella prospettiva dell’Amministrazione, non è soltanto uno degli elementi che definiscono il paesaggio della città, ma rappresenta lavoro, tradizioni, turismo, cultura e identità collettiva.
Per il primo cittadino, questa eredità deve oggi trasformarsi in una nuova visione capace di affiancare la tutela dell’ambiente alla crescita sostenibile, la valorizzazione della costa all’innovazione e lo sviluppo turistico alla salvaguardia del patrimonio naturale.
A rafforzare questa prospettiva c’è anche il percorso ambientale compiuto negli anni dal territorio. Vico Equense può contare su un patrimonio marino di grande valore e su un litorale che ha ottenuto la Bandiera Blu, riconoscimento legato a parametri che comprendono qualità ambientale, sicurezza, servizi e attenzione alla gestione delle aree costiere.
La candidatura del 2027 vuole quindi partire dalle esperienze già costruite per alzare ulteriormente l’asticella. L’eventuale contributo da un milione di euro consentirebbe di investire nella conoscenza e nella tutela dell’ecosistema marino, nella valorizzazione del patrimonio costiero e subacqueo e nel rafforzamento dell’identità marinara della città.
Nelle parole di Giuseppe Aiello emerge soprattutto l’idea di un progetto rivolto al futuro: custodire il patrimonio ricevuto e, attraverso nuovi investimenti e una gestione sostenibile delle risorse, consegnarlo alle prossime generazioni ancora più ricco e tutelato.
La corsa di Vico Equense a Capitale italiana del mare 2027 diventa così molto più di una candidatura istituzionale. È la possibilità di mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, ricerca, imprese, associazioni e cittadini per disegnare un nuovo rapporto tra la città e il suo mare. Una sfida che parte dall’identità marinara e dal patrimonio naturale della costa, ma guarda alla sostenibilità, all’innovazione e alla capacità di costruire un modello di sviluppo destinato a durare nel tempo.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
