Alla Collegiata di Santa Sofia presentato uno strumento multimediale per esplorare la chiesa, il culto del patrono e il patrimonio storico-artistico
di Francesco Di Domenico – foto di Gianfranco Vista
Giugliano in Campania possiede una romanità subliminale nella sua storia.
Il primo fu Publio Cornelio Scipione, detto l’Africano, che volle finire la sua vita gloriosa al Lago Patria di Liternum, l’antica Giugliano già fondata dai primi cumani ante Cristo e poi, ancora dopo, dagli stessi cittadini di Cuma scappati dall’assedio napoletano del 1207.
Nel 161 dopo Cristo, un giovane soldato romano di origine dalmata, convertitosi al cristianesimo, Giuliano, fu incarcerato negli ultimi periodi di lotta al cristianesimo dell’epoca romana ad Anagni e fu ancor di più sfortunato perché, nei giorni di prigionia, crollò il tempio pagano di Serapide e fu accusato di magia. Venne poi decapitato dal governatore di Sora durante il regno dell’imperatore Antonino Pio, cosiddetto “il buono”; destino di martirio grande per il buon San Giuliano che non ebbe sconti dalla storia: andò a morire sotto l’imperio di un tranquillo despota, ma si sa, i vassalli sono più realisti del re e quella carogna del governatore Flavio lo fece mettere a morte.
I cittadini di Giugliano, nel 1612, alla scoperta dei suoi resti, si recarono a Sora per avere delle reliquie del santo, suffragando la richiesta per l’affinità del nome del santo col nome della città e nominandolo suo patrono.
Nel corso degli anni si sono accumulati, nella Chiesa Collegiata di Santa Sofia, luogo magico nel quale è sepolto il filosofo Gian Battista Basile e dove a suo tempo erano custodite le reliquie del santo, vari oggetti preziosi, donati da fedeli. Ceselli d’oro e argento, busti magnifici intarsiati, ex voto, ostensori reliquiari e crocifissi di rara bellezza.
Un gruppo di volontari, professionisti dell’immagine, ha voluto donare alla città e ai visitatori stranieri uno strumento di ricerca moderno e rivoluzionario.
Il culto centenario insiste da oltre quattrocento anni in città e si evolve anche il metodo di conoscenza che è dato a fedeli e ricercatori.
È stata creata un’app che, una volta scaricata su telefoni e PC, consente al pubblico di navigare tra le immagini della chiesa e nella sua storia, con le potenti foto del fotografo giuglianese Gianfranco Vista.
Un gruppo di lavoro efficace, tra cui il promotore, il prof. Francesco Vasca; l’ideatore dell’app, Franco Vitale; il grafico Alessandro Prota; e la voce narrante del sistema, che accompagna i visitatori nel percorso, Domenico Migliaccio.
Ieri sera, nella meravigliosa cattedrale di Santa Sofia, dove hanno lavorato alla sua realizzazione, agli inizi del ’600, Domenico Fontana e il geniale Domenico Vaccaro, c’è stata la presentazione dello strumento multimediale che consentirà il viaggio virtuale in cattedrale.
Alla presenza di Monsignor Luigi Ronca, Rettore della Collegiata di Santa Sofia, attivamente impegnato nella tutela e valorizzazione della storia religiosa locale, che è anche coautore della monumentale monografia in due volumi intitolata La Genesi della Collegiata di Santa Sofia (pubblicata a inizio 2025 insieme al prof. Francesco Vasca e all’architetto Antonio Nardelli).
Presenti anche il vice rettore don Alessandro Ferrara e la Presidente della Commissione Cultura di Giugliano, Ilaria Fasano.
Un pubblico numeroso, in un caldo martedì sera di settembre, alle venti, stabilisce che la cultura nutre molto più di una cena settembrina.
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I QR Code permettono di visitare il restauro dell’organo e la visita virtuale in chiesa.


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