Il 19 settembre 2026 la Real Casina di Caccia di Ficuzza ospita l’incontro “Carditello, Persano e Ficuzza: tre tesori di un’unica via di valorizzazione”. Istituzioni, università, studiosi ed esperti a confronto per costruire nuove sinergie tra le residenze borboniche del Sud e rilanciare il circuito Royal District.
Da Carditello a Persano, fino a Ficuzza, tre luoghi simbolo della storia borbonica dell’Italia meridionale tornano a dialogare per costruire un percorso comune di conoscenza, tutela e valorizzazione. Tre residenze reali geograficamente distanti, tra Campania e Sicilia, ma legate da una storia che attraversa architettura, paesaggio, agricoltura, allevamento, tradizioni equestri e cultura e che oggi può diventare la base per nuove forme di collaborazione tra territori.
Il prossimo 19 settembre 2026, a partire dalle 9:30, sarà la Real Casina di Caccia di Ficuzza, nel territorio di Corleone, in provincia di Palermo, a ospitare l’incontro “Carditello, Persano e Ficuzza: tre tesori di un’unica via di valorizzazione”, promosso dall’Associazione per i Siti Reali e le Residenze Borboniche APS/ETS in collaborazione con la rete di aziende Royal District.
L’appuntamento punta a mettere attorno allo stesso tavolo istituzioni, università, studiosi, professionisti, operatori culturali, esperti, associazioni e realtà territoriali per immaginare una strategia condivisa dedicata alle residenze borboniche del Sud. Non una semplice rievocazione del passato, dunque, ma un confronto che parte dalla ricerca storica e scientifica per arrivare alla tutela, alla divulgazione culturale, al turismo e alla creazione di nuove opportunità di sviluppo.
Il Real Sito di Carditello, la Real Casina di Caccia di Persano e la Real Casina di Caccia di Ficuzza rappresentano, sotto questo profilo, un primo nucleo attorno al quale costruire un progetto capace di mettere in relazione esperienze e competenze differenti. Luoghi che raccontano il rapporto della corte borbonica con il territorio e con le attività produttive e che conservano ancora oggi testimonianze preziose della storia economica, sociale, ambientale e culturale del Mezzogiorno.
L’incontro di Ficuzza si inserisce in un percorso di collaborazione e confronto sviluppato negli ultimi anni dall’Associazione per i Siti Reali e le Residenze Borboniche, realtà impegnata nella promozione del patrimonio culturale legato alla presenza borbonica nell’Italia meridionale. Un’attività che trova uno dei suoi strumenti principali nel circuito Royal District, pensato per mettere in connessione siti culturali, enti pubblici, università, studiosi, professionisti, imprese, associazioni e operatori del terzo settore.
La scelta di Ficuzza per questo nuovo appuntamento assume anche un significato particolare. La Real Casina sorge infatti in un contesto nel quale architettura e natura sono strettamente intrecciate, all’interno di un territorio segnato dalla presenza della Riserva Naturale Orientata Bosco della Ficuzza, espressione di quel rapporto tra residenza reale, paesaggio e ambiente che caratterizzò numerosi siti legati alla monarchia borbonica.
È proprio questo intreccio a essere sottolineato da Alessandro Manna, presidente dell’Associazione per i Siti Reali e le Residenze Borboniche APS/ETS e coordinatore del circuito Royal District, che individua nella Real Casina di Ficuzza un luogo particolarmente adatto per avviare una riflessione più ampia sul futuro delle residenze borboniche.
«La scelta di Ficuzza non è casuale. Questo luogo rappresenta un punto di osservazione privilegiato per avviare un confronto più ampio sulle residenze borboniche del Mezzogiorno. La Real Casina di Caccia, insieme al paesaggio e al patrimonio naturale della Riserva Naturale Orientata di Ficuzza, restituisce quella relazione profonda tra architettura, territorio, natura e memoria storica che caratterizza molti dei siti legati alla presenza della corte borbonica».
Secondo Manna, Persano, Carditello e Ficuzza possono rappresentare il primo nucleo di una collaborazione più strutturata, attraverso la quale verificare nuove possibilità di progettazione condivisa e rilanciare il lavoro portato avanti dal circuito Royal District.
«Con questa iniziativa, anche grazie alla nascita nel 2025 della Sezione regionale Sicilia dell’Associazione, intendiamo dare nuovo impulso al circuito Royal District, la rete attiva dal 2021 che collega luoghi, enti, università, studiosi, professionisti, operatori e realtà del terzo settore accomunati dalla volontà di promuovere la conoscenza e la valorizzazione dei patrimoni culturali legati alle Residenze Borboniche».
La giornata del 19 settembre sarà introdotta dallo stesso Alessandro Manna, mentre la moderazione sarà affidata ad Antonino Paladino, referente della Sezione Sicilia dell’Associazione. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Corleone Walter Rà e dei rappresentanti delle istituzioni civili e militari presenti, il programma entrerà nel vivo attraverso contributi dedicati alla storia delle residenze, all’architettura, al paesaggio, alle tradizioni equestri, alla conservazione del patrimonio e alle prospettive di valorizzazione.
Alessandro Manna approfondirà il rapporto tra le Residenze Reali di Persano e Carditello, due luoghi centrali nella rete delle proprietà reali borboniche e nella storia degli allevamenti equini. Giovanni Fatta, già professore ordinario di Architettura Tecnica dell’Università degli Studi di Palermo, concentrerà invece il proprio intervento sulla storia e sulle caratteristiche architettoniche della Real Casina di Caccia di Ficuzza.
Un altro importante filo conduttore dell’incontro sarà rappresentato dal rapporto tra la presenza reale, l’attività venatoria e l’allevamento. Filippo Sciara, dirigente medico veterinario dell’ASP di Caltanissetta e studioso di storia, affronterà il tema del reale allevamento dei cavalli e della caccia dei sovrani Borbone, ricostruendo un sistema nel quale gli animali, la gestione del territorio e le attività della corte costituivano elementi strettamente collegati.
Il passaggio di Ficuzza da luogo legato alla monarchia a patrimonio naturalistico contemporaneo sarà raccontato da Giovanni Giardina, presidente di Ficuzza e Dintorni Trekking, attraverso una riflessione sul percorso che ha condotto l’antica riserva reale a diventare un’area naturale tutelata, nella quale la conservazione dell’ambiente dialoga oggi con quella della memoria storica.
Particolare attenzione sarà riservata alla tradizione equestre e al patrimonio genetico delle razze allevate nei siti borbonici. Alduino di Ventimiglia di Monteforte, zootecnico degli equini ed esperto di razza dell’Associazione Italiana Allevatori, interverrà sulla Razza Governativa di Persano e sul suo rapporto con i siti borbonici.
Proprio i collegamenti tra Carditello, Persano e Ficuzza trovano nella storia dell’allevamento dei cavalli uno dei loro elementi più significativi. Nel corso dell’età borbonica le tenute reali non furono soltanto luoghi di soggiorno o di caccia, ma anche spazi destinati alla sperimentazione agricola, zootecnica e produttiva, con continui rapporti e scambi tra i diversi siti.
Sul tema della salvaguardia delle razze italiane a rischio di estinzione interverrà il Generale di Brigata Carlo Alberto Minniti, DVM, PhD, capo del Servizio per la Veterinaria del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, che approfondirà l’attività svolta dall’Arma nella tutela della biodiversità animale e nella conservazione delle razze autoctone.
A completare il quadro dedicato al patrimonio equino saranno gli interventi di Michele Bentivegna, direttore dell’Istituto Incremento Ippico per la Sicilia, e di Agnese Rinaldi, responsabile del Centro Regionale Incremento Ippico della Campania, chiamati a illustrare attività, progetti ed esperienze sviluppate nei rispettivi territori per la conservazione e la valorizzazione di un patrimonio che presenta importanti connessioni con la storia delle residenze borboniche.
Ma il progetto guarda anche al modo in cui i beni culturali possono dialogare con le comunità contemporanee. Nadia Barrella, professoressa ordinaria dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, affronterà il tema del museo oltre i suoi tradizionali confini, attraverso una riflessione sul rapporto tra ricerca, comunità e territorio.
Manfredi Leone, del Sistema Museale di Ateneo dell’Università degli Studi di Palermo, concentrerà invece l’attenzione sul delicato equilibrio tra conservazione e sviluppo del patrimonio storico, uno dei nodi centrali per trasformare i beni culturali in strumenti di crescita senza comprometterne identità, autenticità e tutela.
L’obiettivo dell’iniziativa “Tre tesori di un’unica via” è infatti quello di andare oltre il singolo incontro. Carditello, Persano e Ficuzza possono diventare laboratori di una strategia condivisa nella quale ricerca scientifica, divulgazione, turismo culturale, tutela ambientale e sviluppo locale procedano insieme.
La valorizzazione delle residenze borboniche del Sud passa inevitabilmente dalla capacità di raccontarle non come monumenti isolati, ma come parti di una rete più ampia. Ogni sito conserva caratteristiche differenti, ma è proprio la possibilità di leggere insieme le diverse esperienze storiche che può contribuire alla costruzione di un itinerario culturale riconoscibile e capace di collegare Campania, Sicilia e altri territori dell’Italia meridionale.
La giornata di Ficuzza comprenderà anche momenti dedicati alla cultura materiale e alle tradizioni del territorio. È previsto un light lunch realizzato con il contributo delle aziende aderenti al circuito Royal District, mentre una parte del programma sarà dedicata ad alcune razze canine strettamente legate alla tradizione italiana e mediterranea, come il Bracco Italiano, il Cirneco dell’Etna e il Mastino Siciliano.
Interverranno gli allevatori Giuseppe Palazzolo e Gaetano Di Pisa, con il contributo storico di Filippo Sciara, mentre Luigi Liotta, professore ordinario dell’Università degli Studi di Messina e presidente dell’associazione di razza Samannara, presenterà il progetto dedicato al recupero del Mastino Siciliano, ulteriore testimonianza di come tutela culturale e salvaguardia della biodiversità possano svilupparsi attraverso percorsi comuni.
Carditello, Persano e Ficuzza diventano così non soltanto luoghi della memoria borbonica, ma punti di partenza per immaginare nuove modalità di gestione e promozione del patrimonio culturale meridionale. Il filo che li unisce attraversa secoli di storia e racconta il rapporto tra sovrani e territori, tra agricoltura e paesaggio, tra allevamento e innovazione, tra architettura e natura.
Oggi quella stessa rete storica può essere riletta in una prospettiva contemporanea, facendo delle residenze borboniche del Sud luoghi capaci di generare ricerca, cultura, formazione, turismo sostenibile e opportunità economiche. Il 19 settembre, dalla Real Casina di Caccia di Ficuzza, il confronto proverà dunque a trasformare una storia comune in una nuova progettualità condivisa, collegando Sicilia e Campania attraverso un patrimonio che appartiene all’intero Mezzogiorno.
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