La Certosa di San Martino a Napoli continua a essere protagonista della rassegna estiva Le Voci di Sopra: suoni e visioni, il programma dei Musei nazionali del Vomero che intreccia musica, poesia e patrimonio culturale in uno dei luoghi monumentali più suggestivi della città. La rassegna è attualmente in corso e, dopo gli appuntamenti del 17 e 18 settembre, prosegue sabato 19, domenica 20 e venerdì 25 settembre con incontri dedicati alla poesia contemporanea e concerti pianistici nel Cortile Monumentale.
Il calendario ha preso il via giovedì 17 settembre con Notturni, il festival pianistico organizzato dall’associazione Napoli Opera House e curato da Luca De Lorenzo. Il primo appuntamento in programma nel Cortile Monumentale della Certosa, con inizio alle 20.30, era affidato a Giuseppe Andaloro, pianista palermitano vincitore di importanti concorsi internazionali e insignito nel 2005 di un riconoscimento per meriti artistici dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il programma annunciato attraversava epoche e linguaggi differenti, da Johann Sebastian Bach a Emerson, Lake & Palmer, passando per Friedrich Gulda, Girolamo Frescobaldi, Olivier Messiaen, Maurice Ravel, King Crimson e Nikolai Kapustin, con anche arrangiamenti personali dello stesso interprete.
Venerdì 18 settembre si è aperto invece il percorso di Phoné, ciclo di tre incontri dedicati alla poesia contemporanea, curato da Bernardo De Luca e Carmen Gallo con la collaborazione di Ladoc. Gli incontri sono ospitati sul Terrazzo della Magnolia della Certosa di San Martino e sono dedicati a tre figure centrali della poesia italiana contemporanea: Amelia Rosselli, Mario Benedetti e Andrea Zanzotto, con letture affidate a Cecilia Lupoli, Mariachiara Falcone e Imma Villa.
La prima serata, il 18 settembre alle 19.30, è stata dedicata ad Amelia Rosselli con l’incontro C’è come un dolore nella stanza. Il programma prevedeva l’intervento della studiosa di poesia contemporanea Chiara Portesine, insieme a Bernardo De Luca e Carmen Gallo, per ripercorrere una delle voci più originali e visionarie del Novecento italiano, segnata dall’incontro tra lingue e culture differenti e da un rapporto profondo con la musica.
La rassegna entra nel vivo sabato 19 settembre. Alle 19.30 il Terrazzo della Magnolia ospita l’appuntamento dedicato a Mario Benedetti, dal titolo Che cos’è la solitudine. A dialogare saranno Tommaso Di Dio e Bernardo De Luca, concentrandosi su una poesia capace di esplorare la dimensione più rarefatta dell’esperienza umana, tra memoria familiare, percezione dell’esistenza e straniamento. Nel comunicato dei Musei nazionali del Vomero, l’opera di Benedetti viene presentata come una delle esperienze più intense della poesia italiana contemporanea, capace di confrontarsi direttamente con il mistero del vivere.
Domenica 20 settembre sarà una giornata particolarmente ricca, con poesia e pianoforte che si alterneranno negli spazi della Certosa. Alle 18 sarà protagonista Andrea Zanzotto nell’incontro Mondo esisti buonamente. Andrea Cortellessa dialogherà con Bernardo De Luca e Carmen Gallo sull’opera del poeta veneto e sul suo incessante confronto con il rapporto tra lingua e paesaggio, memoria individuale, natura e trasformazioni della società. Dalle colline di Pieve di Soligo alla sperimentazione linguistica più radicale, il percorso intende restituire la capacità della poesia di Zanzotto di attraversare traumi, mutamenti e contraddizioni della seconda metà del Novecento, facendo dialogare storia, infanzia e ambiente.
Sempre domenica 20 settembre, alle 20.30, tornerà protagonista il pianoforte con Sara Amoresano, giovane interprete diplomata al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli con il massimo dei voti, lode e menzione speciale. Già a 16 anni aveva ottenuto il riconoscimento di Giovane Pianista Eccellente dalla Fondazione La Sapienza di Roma e, nonostante la giovane età, ha maturato esperienze a Bonn, Vienna, Madrid, Barcellona, Roma e Napoli, prendendo parte anche al Maggio della Musica.
Alla formazione musicale Sara Amoresano affianca quella umanistica e musicologica: è laureata in Lettere Classiche e svolge un dottorato al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Nel 2026 ha pubblicato il suo primo disco dedicato alle Sonate Op. 31 di Ludwig van Beethoven, che apriranno il concerto alla Certosa. Il programma proseguirà con musiche della compositrice, organista e direttrice d’orchestra svedese Elfrida Andrée e di Fryderyk Chopin.
L’ultimo appuntamento pianistico è previsto venerdì 25 settembre con Gile Bae, pianista di origini sudcoreane nata nei Paesi Bassi nel 1994 e oggi residente a Milano. Ex enfant prodige, ha debuttato da solista a soli cinque anni ed è entrata l’anno successivo al Royal Conservatory of The Hague, proseguendo poi la formazione in Italia con il maestro Franco Scala all’Accademia Pianistica Internazionale di Imola, dove si è diplomata nel 2017. La sua carriera internazionale l’ha portata a esibirsi in Europa, Medio Oriente, Centro America e Asia.
Per il concerto napoletano Gile Bae proporrà un programma di impronta romantica con musiche di Johann Sebastian Bach nella trascrizione di Ferruccio Busoni, Robert Schumann e Johannes Brahms, chiudendo così il ciclo pianistico di Notturni alla Certosa di San Martino.
Per i concerti pianistici il biglietto costa 15 euro e la prenotazione è obbligatoria, con un massimo di 200 posti disponibili per ciascun appuntamento. I biglietti sono acquistabili online attraverso il portale Musei Italiani. Per gli incontri di Phoné il costo è invece di 10 euro, sempre con prenotazione obbligatoria, per un massimo di 100 spettatori a incontro; l’ingresso è consentito a partire da mezz’ora prima dell’inizio.
Con Le Voci di Sopra: suoni e visioni, la Certosa di San Martino conferma così il dialogo tra il patrimonio storico-artistico dei Musei nazionali del Vomero e i linguaggi della cultura contemporanea. La successione degli appuntamenti, dalla poesia di Rosselli, Benedetti e Zanzotto alla musica interpretata da Andaloro, Amoresano e Bae, costruisce un percorso che accompagna il pubblico fino al 25 settembre, trasformando il complesso monumentale napoletano in uno spazio d’incontro tra parola, suono e memoria.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)



