Quarantacinquemila fette servite, 4.500 pizze da 50 centimetri e ben 2.250 metri di Pizza di Vico preparati e distribuiti in appena tre giorni. Sono numeri da record quelli con cui si chiude la nona edizione di Pizza a Vico, la manifestazione che dal 15 al 17 settembre 2026 ha trasformato il cuore di Vico Equense in un grande spazio dedicato alla pizza, alle eccellenze agroalimentari, alla cultura, alla solidarietà e alla partecipazione della comunità.
Un bilancio che va ben oltre il successo di pubblico. I biglietti legati alla raccolta fondi per i tre progetti solidali destinati alla comunità vicana sono stati esauriti in poche ore già durante la prima giornata, mentre gli incassi complessivi hanno raggiunto il livello più alto registrato nella storia della manifestazione. Un risultato che racconta la crescita di Pizza a Vico e, soprattutto, la capacità dell’evento di conservare al centro della propria identità la Pizza di Vico, i maestri pizzaioli e lo stretto rapporto con il territorio.
Per tre giorni le pizzerie partecipanti hanno acceso i forni e lavorato senza sosta, richiamando nel centro cittadino migliaia di visitatori. Vico Equense si è trasformata così in un percorso diffuso tra gastronomia, prodotti tipici, spettacoli, cultura e momenti di incontro. La pizza è stata il filo conduttore di una manifestazione che ha messo insieme pizzaioli, produttori, Consorzi di Tutela, associazioni, volontari, artisti, famiglie e bambini, offrendo una fotografia significativa della vitalità della città e della sua tradizione gastronomica.
A rendere particolarmente importante la nona edizione è stata proprio la grande risposta sul fronte della solidarietà. I biglietti destinati alla raccolta fondi promossa dall’Associazione Pizza a Vico per tre specifici progetti sono andati esauriti nel giro di poche ore. Le risorse raccolte saranno utilizzate per il restauro della statua del Cristo Morto della Venerabile Arciconfraternita dell’Assunta, per la manutenzione del campo sportivo polifunzionale e dell’area giochi dell’AMI di Montechiaro e per il progetto “Oltre il Canile” dell’associazione I Cuccioli di Patrizia Veniero, dedicato alle adozioni e alla sensibilizzazione sulla corretta gestione degli animali.
Un modo concreto per far sì che Pizza a Vico continui a produrre effetti positivi anche dopo lo spegnimento dei forni e delle luci della festa. La manifestazione, infatti, ha progressivamente affiancato alla promozione gastronomica una funzione sociale sempre più evidente, costruendo un legame diretto fra partecipazione all’evento e sostegno a iniziative destinate alla comunità locale.
Accanto alla Pizza di Vico, grande spazio è stato riservato alle eccellenze agroalimentari del territorio campano attraverso incontri, laboratori e momenti di approfondimento. Alla manifestazione hanno preso parte, tra gli altri, Coldiretti Napoli, Arte Casearia di Vico, il Presidio Slow Food della Noce della Penisola Sorrentina, Aprol, il Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco DOP, il Consorzio di Tutela del Pomodoro San Marzano DOP, il Consorzio di Tutela del Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP e il Consorzio di Tutela della Rucola della Piana del Sele IGP.
Il percorso ha consentito ai visitatori di conoscere più da vicino prodotti, tecniche e tradizioni che compongono il patrimonio enogastronomico campano, sottolineando ancora una volta come dietro una pizza ci sia una filiera fatta di materie prime, produzioni locali, professionalità e territori. Importante anche il contributo degli sponsor, a partire da Mulino Caputo e La Torrente, aziende dell’agroalimentare campano che hanno sostenuto l’iniziativa condividendone l’obiettivo di valorizzazione della qualità e delle produzioni legate al territorio.
Pizza a Vico 2026 non è stata però soltanto gastronomia. Il programma ha coinvolto anche il patrimonio culturale di Vico Equense, con l’apertura di siti monumentali e culturali, le esposizioni di Vico racconta Vico, il Cinema Sferico e gli spettacoli che nelle tre serate hanno animato strade e piazze del centro cittadino.
Una dimensione culturale che ha permesso ai visitatori di vivere Vico Equense non soltanto attraverso il gusto, ma anche attraverso la sua storia, i suoi luoghi e la produzione artistica locale. La manifestazione ha assunto così i contorni di una vera festa diffusa, nella quale il cibo è diventato uno strumento per conoscere e raccontare l’identità della città.
Particolarmente significativo anche il coinvolgimento diretto delle associazioni e delle fasce più giovani della comunità. Con PizziAmo, Pizza a Vico ha dedicato attenzione all’inclusione sociale e alle realtà associative del territorio, mentre PizziAmo Kids ha portato in piazza i bambini delle scuole, protagonisti per una mattinata insieme ai maestri pizzaioli.
Impastare, preparare e conoscere la pizza direttamente attraverso l’esperienza ha consentito ai più piccoli di avvicinarsi a una tradizione profondamente radicata nella cultura di Vico Equense. Un patrimonio che, proprio grazie alla trasmissione fra generazioni, continua a mantenere una forte identità pur aprendosi alle trasformazioni e alla promozione su scala sempre più ampia.
La nona edizione consegna dunque un risultato che non può essere misurato soltanto attraverso le presenze o attraverso le 45 mila fette distribuite. Pizza a Vico si conferma un evento capace di unire gastronomia, identità, promozione territoriale, cultura, inclusione e solidarietà, trasformando la Pizza di Vico in un autentico strumento di racconto della città.
La valorizzazione della tradizione passa anche attraverso il riconoscimento della Pizza di Vico De.Co., diventata un ulteriore elemento identitario della produzione locale. Un percorso che punta a tutelare e rendere sempre più riconoscibile una pizza legata alla storia dei pizzaioli vicani e ai diversi casali di Vico Equense.
Dietro il successo dell’edizione 2026 c’è anche il lavoro di una squadra numerosa composta da pizzaioli, volontari, associazioni, istituzioni, aziende e studenti. Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’Istituto Alberghiero “De Gennaro” e all’Associazione “Oltre il Guscio”, che hanno affiancato l’organizzazione nelle giornate dell’evento contribuendo alla gestione delle attività.
A sottolineare il valore dei risultati raggiunti è Michele Cuomo, presidente dell’Associazione Pizza a Vico, che guarda soprattutto alla risposta ottenuta dalle iniziative solidali: «I numeri di questa edizione ci riempiono di soddisfazione. Raccontano una partecipazione straordinaria e un lavoro enorme da parte di tutti i pizzaioli e di chi ha reso possibile la manifestazione. Ma il dato che mi emoziona di più è quello legato alla solidarietà».
Michele Cuomo evidenzia come l’esaurimento in poche ore dei biglietti collegati ai tre progetti dimostri la volontà dei partecipanti di contribuire concretamente alla comunità. Il record di incassi, spiega il presidente, rappresenta un dato importante, ma non costituisce l’obiettivo finale dell’iniziativa: l’ambizione è fare in modo che Pizza a Vico lasci un risultato tangibile sul territorio anche dopo la conclusione della festa.
Un concetto condiviso da Margherita Aiello, presidente di Acove e Aicast Vico Equense, che vede dietro il successo dell’evento il lavoro di un’intera filiera formata da pizzaioli, produttori, imprese, associazioni e realtà impegnate quotidianamente nella costruzione dell’identità gastronomica locale.
Secondo Margherita Aiello, la Pizza di Vico è oggi sempre più riconoscibile anche oltre i confini cittadini e Pizza a Vico è diventata una manifestazione capace di far conoscere questo patrimonio all’esterno. In questo percorso si inseriscono anche il riconoscimento De.Co. e l’inserimento nel Registro regionale delle De.Co. della Campania, tappe considerate importanti nel processo di tutela e promozione della tradizione vicana.
Al centro resta però la partecipazione della città: famiglie, bambini, associazioni, produttori e visitatori che per tre giorni hanno condiviso le strade del centro. È proprio questa dimensione collettiva a rappresentare uno degli elementi distintivi di Pizza a Vico, partita da un prodotto profondamente legato alla storia locale e cresciuta fino a diventare un’occasione di promozione e incontro per l’intero territorio.
Anche il sindaco di Vico Equense Giuseppe Aiello pone l’accento sul valore della comunità. Le 45 mila fette distribuite danno la dimensione raggiunta dalla manifestazione, ma dietro il dato quantitativo, osserva il primo cittadino, ci sono migliaia di persone che hanno vissuto Vico Equense durante le tre giornate.
Una città piena e animata, i pizzaioli al lavoro, le associazioni impegnate nelle attività sociali, i bambini alle prese con gli impasti, l’inclusione delle persone con disabilità e la risposta ai progetti di solidarietà rappresentano, secondo Giuseppe Aiello, il risultato più significativo della manifestazione.
«Questo è il risultato che più ci rende orgogliosi: aver costruito una festa che non è soltanto una festa della pizza, ma una festa della nostra comunità», sottolinea il sindaco, ringraziando l’Associazione Pizza a Vico, i pizzaioli, i volontari, le associazioni, le aziende, le istituzioni e quanti hanno contribuito all’organizzazione.
Il sipario cala così sulla nona edizione con numeri mai raggiunti prima, ma soprattutto con una prospettiva che guarda già al futuro. Dopo 45 mila fette, 4.500 pizze e 2.250 metri di Pizza di Vico serviti, il vero patrimonio lasciato dall’edizione 2026 è probabilmente il rafforzamento del rapporto fra una tradizione gastronomica e la comunità che la custodisce. Per Pizza a Vico il prossimo appuntamento sarà una nuova occasione per continuare a raccontare Vico Equense attraverso i suoi forni, i suoi prodotti, le sue persone e una pizza diventata sempre più simbolo di identità e condivisione.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)





