Da luogo legato per anni alla storia della criminalità organizzata a spazio dedicato all’educazione, all’innovazione, all’inclusione e alle nuove opportunità. Nel cuore di Forcella, uno dei quartieri più conosciuti del centro storico di Napoli, il bene confiscato di via Giudecca Vecchia 29 cambia definitivamente volto e diventa Casa ARIETE, un nuovo polo educativo e digitale aperto alla comunità.
La struttura è stata inaugurata l’11 settembre 2026 e rappresenta uno degli esempi più significativi di riutilizzo sociale di un bene sottratto alla criminalità organizzata. Circa 400 metri quadrati che un tempo erano legati alla storia del clan Giuliano vengono oggi restituiti ai cittadini con una funzione completamente diversa: offrire a bambini, ragazzi, giovani, adulti e famiglie occasioni di formazione, crescita, acquisizione di competenze digitali e inserimento nel mondo del lavoro.
Il valore simbolico dell’operazione è particolarmente forte proprio per la storia dell’immobile. La casa di via Giudecca Vecchia era infatti frequentata da esponenti della famiglia Giuliano ed è rimasta nell’immaginario collettivo anche per la celebre fotografia che ritraeva Diego Armando Maradona all’interno di una particolare vasca da bagno a forma di conchiglia. A distanza di decenni, quello stesso luogo è destinato a raccontare una storia profondamente differente, legata alla formazione, alla partecipazione e alla costruzione di nuove prospettive per il quartiere.
Casa ARIETE è coordinata dall’Associazione Ariete APS – ETS con una rete di partner che comprende SPICI Srl, Università degli Studi di Napoli Federico II, Fondazione L’Albero della Vita ETS, ECPAT, Fondazione Patrizia Nidoli ETS, Fondazione Guida alla Cultura ETS e Project for People. Una collaborazione tra Terzo settore, università e realtà impegnate nell’innovazione che punta a trasformare il recupero materiale dell’immobile in un progetto sociale destinato a produrre effetti nel tempo.
L’intervento di riqualificazione ha interessato circa 400 metri quadrati e ha comportato lavori edili, rifacimento degli impianti elettrici e idrico-sanitari, sostituzione degli infissi, sistemi di sicurezza ed efficientamento energetico. Gli ambienti sono stati ripensati per essere accessibili, sicuri e funzionali alle attività educative e tecnologiche. Non si tratta, quindi, soltanto di recuperare fisicamente un edificio confiscato, ma di attribuirgli una nuova identità attraverso attività capaci di coinvolgere direttamente chi vive a Forcella e nel centro storico di Napoli.
Il progetto nasce infatti in un territorio nel quale le iniziative contro la povertà educativa, la dispersione scolastica e le difficoltà di accesso alle opportunità formative assumono un’importanza particolare. A queste criticità si aggiungono il divario digitale e quello di genere nell’accesso alle discipline scientifiche e tecnologiche. Casa ARIETE vuole intervenire proprio su questi fronti, costruendo un’infrastruttura educativa aperta e accessibile, sviluppata attraverso il confronto con scuole, associazioni e altre realtà sociali presenti nel quartiere.
Il cuore dell’iniziativa sarà costituito da 24 mesi di laboratori gratuiti, programmati nel biennio 2026-2027 e rivolti a studenti, giovani, adulti e famiglie. Le attività saranno dedicate alle discipline STEAM, allo storytelling digitale e alle lingue e comprenderanno anche percorsi estivi finalizzati a contrastare il cosiddetto Summer Learning Loss, cioè la perdita di competenze che può verificarsi durante i lunghi periodi di sospensione delle attività scolastiche.
La tecnologia, in questo contesto, non viene concepita come un obiettivo fine a se stesso, ma come uno strumento per ridurre le distanze sociali, migliorare le competenze e moltiplicare le opportunità. I laboratori saranno attrezzati con strumenti digitali e arredi pensati per favorire l’integrazione tra didattica, innovazione, accessibilità e sicurezza.
La progettazione dei percorsi sarà inoltre accompagnata da un Comitato Scientifico e da un’attività di ricerca-azione suddivisa nelle fasi di progettazione, assessment ed evoluzione. L’obiettivo è costruire interventi che possano essere verificati sul campo, aggiornati sulla base dei risultati ottenuti e, successivamente, replicati anche in altri contesti.
Particolare attenzione sarà dedicata al passaggio dalle competenze alla possibilità di entrare concretamente nel mondo del lavoro. Il progetto prevede infatti 20 tirocini e stage retribuiti presso imprese del territorio, destinati prioritariamente a giovani NEET e donne in condizioni di fragilità. I partecipanti saranno accompagnati attraverso tutoraggio personalizzato e percorsi sviluppati insieme a una rete di imprese, con l’obiettivo di favorire non soltanto la formazione, ma anche l’acquisizione di una maggiore autonomia personale e professionale.
Nel complesso, Casa ARIETE a Forcella punta a raggiungere circa 3.000 utenti attraverso le diverse attività previste. L’investimento complessivo sul territorio è indicato in circa 450 mila euro, tra recupero degli spazi, percorsi educativi, laboratori, attività formative e opportunità lavorative.
Il progetto si inserisce inoltre in una rete più ampia di esperienze già attive nel quartiere e nel centro storico di Napoli, tra cui Associazione Annalisa Durante, Rete Forcella, Audiovisual Napoli Hub, Casa delle Tecnologie Emergenti e Fabbrica Italiana dell’Innovazione. L’intento è evitare che il nuovo polo rimanga una struttura isolata, favorendo invece connessioni tra soggetti che lavorano quotidianamente sul territorio.
Uno degli spazi più caratteristici della struttura sarà la cosiddetta “Terrazza sul Mondo”, concepita come un’oasi urbana con orti e giardini modulari, arredi partecipati e aree destinate ad attività educative, culturali e di socializzazione. La terrazza potrà inoltre ospitare iniziative ed eventi contribuendo, secondo il progetto, alla sostenibilità economica futura della struttura.
Anna Torre, direttrice amministrativa dell’Associazione Ariete APS – ETS, ha sottolineato il valore collettivo dell’inaugurazione, descrivendo il recupero del bene confiscato come il passaggio da un luogo un tempo simbolo di sopruso a un presidio di legalità, solidarietà e partecipazione. Una trasformazione che punta anche a rafforzare il rapporto tra cittadini, associazioni e istituzioni presenti sul territorio.
La restituzione di un bene confiscato assume infatti un significato che va oltre il semplice cambio di destinazione di un immobile. Significa trasformare uno spazio precedentemente collegato al potere criminale in una risorsa destinata alla collettività. Nel caso di Casa ARIETE, questa trasformazione passa soprattutto attraverso l’educazione e l’accesso alle competenze contemporanee: laboratori digitali, formazione, lingue, discipline scientifiche, orientamento e tirocini diventano così gli strumenti attraverso i quali costruire una nuova funzione sociale per il bene.
L’ambizione guarda inoltre oltre il periodo coperto dal finanziamento. Casa ARIETE punta a sviluppare nel tempo un modello gestionale sostenibile e un toolkit operativo replicabile, affinché l’esperienza di Forcella possa diventare un riferimento per altre iniziative dello stesso tipo e contribuire alla nascita di una rete di nuovi “poli del digitale” a Napoli.
Dove in passato si concentravano simboli e vicende legate alla presenza del clan Giuliano, oggi entrano dunque studenti, famiglie, associazioni, educatori e giovani alla ricerca di opportunità. È probabilmente questo il significato più immediato della nascita di Casa ARIETE a Forcella: non cancellare la memoria di ciò che quel luogo è stato, ma trasformarne radicalmente la funzione, facendo di un bene confiscato uno spazio nel quale formazione, tecnologia e partecipazione possano diventare strumenti quotidiani di rigenerazione sociale.
#CasaARIETE #Forcella #Napoli #BeniConfiscati #Legalità #Educazione #InnovazioneDigitale #Inclusione #RigenerazioneUrbana #Giovani #TerzoSettore #ClanGiuliano #DiegoArmandoMaradona #SudNotizie
(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegao al comunicato)



