Napoli torna a raccontare Diego Armando Maradona attraverso Numero 10, lo spettacolo teatrale che debutterà al Teatro Palapartenope il 3 ottobre 2026 e che, dopo l’interesse suscitato dalla prima data, sarà replicato anche il 4 ottobre. Il progetto nasce per restituire al pubblico non soltanto il campione celebrato in tutto il mondo, ma l’uomo con le sue fragilità, i suoi sogni e il legame irripetibile con una città che continua a considerarlo parte della propria identità.
Ad anticipare il cuore del racconto è un video girato ai Quartieri Spagnoli, davanti al celebre murale dedicato al Pibe de Oro. Protagonisti sono il giornalista Marino Bartoletti e Diego Armando Maradona Jr, impegnati in una passeggiata che assume presto il tono di una conversazione privata. Il luogo non è un semplice sfondo: tra i vicoli in cui il volto di Maradona è diventato un’icona popolare, il dialogo unisce la memoria familiare a quella collettiva di Napoli e introduce i temi portanti dello spettacolo.
«Immagino che con papà non hai mai avuto l’occasione di passeggiare a Napoli, era proprio impossibile», osserva Marino Bartoletti. La risposta di Maradona Jr concentra in poche parole la dimensione universale raggiunta dal padre: «Passeggiare a Napoli come passeggiare nel mondo. Forse a Dubai qualche volta lui è stato. Lui qui è stato e sarà per sempre il re». Per il figlio, Napoli è il luogo in cui Diego è stato amato più che altrove, ma anche la città capace di separare le sue vicende personali dal dono fatto a un intero popolo: «Non mi interessa quello che ha fatto con la sua vita, interessa ciò che ha fatto alla nostra vita».
È da questa prospettiva che Numero 10 prova ad andare oltre gol, trofei e cronache sportive. La figura di Maradona viene ricomposta attraverso la sua umanità e la capacità di entrare nella vita di milioni di persone. Quando Bartoletti chiede che cosa i napoletani ancora non sappiano di lui, Maradona Jr richiama la bontà, il cuore e l’amore per le persone care e per Napoli. Ne emerge un ritratto che non cancella contraddizioni e fragilità, ma le colloca accanto a un’eredità più profonda: la felicità trasmessa a chi lo ha seguito e amato.
Il rapporto tra memoria pubblica e sentimento privato trova una delle immagini più intense proprio davanti al murale. Maradona Jr racconta di frequentare quel luogo di notte, quando può sentirsi solo con suo padre: «Ci vengo di notte perché siamo io e lui da soli». A quasi sei anni dalla scomparsa di Diego Armando Maradona, avvenuta nel 2020, il ricordo resta vivo nelle strade e nella quotidianità della città. «È stata la persona che ha fatto felice la mia gente e questa è una cosa che è difficile da dimenticare», afferma il figlio, trasformando il ricordo personale in una dichiarazione che appartiene a molti napoletani.
La felicità donata a un popolo è anche la chiave scelta da Marino Bartoletti per collaborare alla sceneggiatura dello spettacolo. Non si tratta quindi di una semplice biografia sportiva, ma di un viaggio nella vita di un uomo diventato simbolo di riscatto, orgoglio e appartenenza. «Uno che ha dato la felicità alla gente, uno che ha fatto sentire orgoglioso un popolo, anche due popoli, dove vuoi che sia se non in paradiso? Napoli è paradiso», conclude il giornalista. Il teatro diventa così un nuovo spazio in cui continuare una storia già custodita nei murales, nei racconti familiari e nella memoria della città.
Diretto da Carolina Fanelli e prodotto da Coloriamo i Sogni con il patrocinio del Comune di Napoli, Numero 10 porta in scena Erasmo Genzini, Maurizio Casagrande e Giorgio Borghetti, con la partecipazione straordinaria di Lina Sastri. Accanto agli interpreti principali, un ensemble di ballerini, acrobati e cantanti contribuisce a costruire una narrazione dinamica. Completano il progetto Ivan Granatino e le musiche di Phil Mer, mentre la sceneggiatura vede la collaborazione di Marino Bartoletti.
Lo spettacolo prende avvio dalla scomparsa di Maradona e ripercorre la sua esistenza attraverso un itinerario che parte dai quartieri popolari di Buenos Aires e arriva alla Napoli degli anni d’oro. Prosa, musica, danza, acrobazie e proiezioni si alternano per dare forma a un racconto pensato per evocare emozioni e passaggi decisivi senza limitarsi alla successione degli eventi. La scelta di debuttare proprio a Napoli rafforza il significato dell’opera: qui il numero 10 ha superato i confini del calcio ed è diventato un segno riconoscibile della memoria collettiva.
Le date del 3 e 4 ottobre 2026 al Teatro Palapartenope si annunciano quindi come un appuntamento rivolto non solo agli appassionati di sport, ma a chiunque voglia comprendere perché il rapporto tra Diego Armando Maradona e Napoli continui a resistere al tempo. Numero 10 promette di trasformare quel legame in esperienza scenica, riportando al centro l’uomo, l’affetto della città e la felicità che il campione seppe generare.
#Numero10 #DiegoArmandoMaradona #Maradona #Napoli #TeatroPalapartenope #MarinoBartoletti #QuartieriSpagnoli #EventiNapoli #SudNotizie
(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al Comunicato)

