Rivedere i contratti collettivi nazionali di lavoro, contrastare il lavoro povero, garantire salari adeguati e sostenere le piccole e medie imprese attraverso sgravi contributivi e una significativa semplificazione burocratica. Sono questi i temi al centro del convegno promosso da FMPI a Palermo, in occasione del decennale della Federazione, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo sindacale, delle imprese e delle professioni per affrontare alcune delle principali criticità del mercato del lavoro italiano.
L’incontro, svoltosi venerdì 30 ottobre 2026 e intitolato “La rappresentazione si costruisce, non si impone”, ha rappresentato un’occasione di confronto sul futuro della contrattazione collettiva, sulla rappresentatività sindacale e sulla necessità di individuare strumenti legislativi capaci di assicurare maggiori garanzie ai lavoratori senza compromettere la competitività delle aziende.
Al centro del dibattito è emersa una proposta precisa: avviare una revisione del sistema dei contratti collettivi nazionali di lavoro, accompagnandola con interventi legislativi specifici che tutelino i diritti dei lavoratori e offrano alle imprese un quadro normativo più chiaro e sostenibile. Un percorso che, secondo quanto sostenuto durante il convegno, dovrebbe coinvolgere tutte le parti sociali e le istituzioni, superando le frammentazioni che oggi caratterizzano il sistema delle relazioni industriali.
A richiamare l’attenzione sulla complessità del quadro contrattuale è stato anche il riferimento agli oltre 1.200 contratti collettivi indicati nel corso dell’incontro, una molteplicità che, secondo i relatori, rischia di generare confusione e rendere più difficile l’individuazione delle tutele effettivamente applicabili. Da qui la richiesta di regole più trasparenti, criteri di rappresentatività più efficaci e strumenti capaci di contrastare la diffusione dei cosiddetti contratti pirata, che possono alimentare fenomeni di concorrenza al ribasso sul costo del lavoro.
A illustrare la posizione della Federazione è stata la presidente nazionale Antonina Terranova, che ha posto l’accento sulle difficoltà attraversate dalle piccole e medie imprese italiane, considerate una componente fondamentale del tessuto produttivo nazionale. Il caro prezzi, il divario tecnologico e il peso della burocrazia rappresentano, secondo la presidente, ostacoli sempre più impegnativi per le aziende, soprattutto in una fase economica caratterizzata da trasformazioni profonde e da una crescente incertezza.
Per Terranova, la risposta non può limitarsi a interventi occasionali, ma deve tradursi in una strategia condivisa che metta al centro la dignità del lavoro e la sostenibilità dell’attività imprenditoriale. La Federazione chiede quindi una politica di sgravi contributivi capace di ridurre il costo del lavoro, accompagnata da misure di sburocratizzazione e da un dialogo costante tra istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali.
Particolare attenzione è stata riservata al principio della rappresentatività, che costituisce il filo conduttore dell’iniziativa. Secondo la presidente di FMPI, una rappresentanza realmente efficace non può essere imposta dall’alto, ma deve nascere dalla capacità delle organizzazioni di interpretare le esigenze dei propri associati, costruire relazioni solide e offrire risposte concrete.
Un ragionamento che richiama direttamente i principi costituzionali della libertà sindacale e della giusta retribuzione. La necessità di garantire un equilibrio tra autonomia delle parti sociali e intervento del legislatore è stata indicata come uno dei passaggi fondamentali per modernizzare il sistema della contrattazione collettiva, evitando che l’assenza di regole sufficientemente chiare possa tradursi in una riduzione delle garanzie per lavoratori e imprese.
Al convegno è intervenuto anche Walter Rizzetto, presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, che ha inserito il tema della rappresentatività nel più ampio scenario delle trasformazioni economiche e sociali che stanno interessando il Paese.
Secondo Rizzetto, il mondo del lavoro sta cambiando rapidamente, anche per effetto di una situazione geopolitica complessa che impone alle istituzioni di aggiornare gli strumenti di tutela e di accompagnare l’evoluzione delle relazioni industriali.
In questo contesto, la rappresentatività assume un ruolo decisivo perché contribuisce a garantire credibilità alle organizzazioni e a rafforzare la capacità del sistema di offrire soluzioni concrete. Il presidente della Commissione Lavoro ha richiamato il percorso parlamentare di contrasto ai contratti pirata e alle pratiche di dumping contrattuale, sottolineando l’importanza di individuare parametri retributivi equi e condizioni di lavoro dignitose.
L’obiettivo, ha spiegato, deve essere quello di superare modelli ormai inadeguati, evitando contrapposizioni ideologiche e concentrando l’attenzione sulla tutela delle persone e sulla competitività del sistema produttivo. Una contrattazione collettiva credibile e moderna può infatti rappresentare uno strumento essenziale per favorire occupazione di qualità, stabilità e crescita economica.
Il confronto ha assunto anche una particolare rilevanza per la Sicilia, dove il sostegno alle attività produttive e la capacità di attrarre investimenti costituiscono questioni strategiche per il futuro dell’economia regionale.
A intervenire su questo fronte è stato il deputato regionale Cateno De Luca, che ha illustrato alcune misure economiche destinate alle imprese siciliane, soffermandosi in particolare sulle agevolazioni fiscali e sulle prospettive di investimento.
De Luca ha richiamato uno stanziamento di 209 milioni di euro previsto dalla legge di stabilità regionale, destinato, secondo quanto dichiarato, a consentire una copertura del credito d’imposta fino al 100% per gli imprenditori che hanno investito in Sicilia, rispetto all’80% indicato per altre regioni.
Nel suo intervento ha inoltre fatto riferimento all’avvio di interlocuzioni istituzionali per programmare, nel triennio 2027-2029, risorse pari a un miliardo di euro a sostegno del sistema imprenditoriale siciliano. Si tratta di una prospettiva programmatica illustrata durante il convegno, finalizzata a rafforzare la capacità competitiva delle imprese e ad accompagnarne i processi di sviluppo.
Un ulteriore obiettivo riguarda la realizzazione di un piano strategico capace di mettere in relazione settore pubblico e privato, semplificando le procedure amministrative e accelerando l’attuazione dei progetti di investimento. Una collaborazione che potrebbe contribuire a superare alcune delle difficoltà strutturali che rallentano la crescita economica dell’Isola.
Sul tema della qualità della contrattazione è intervenuto anche Antonio Alessi, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Palermo, che ha evidenziato la necessità di rivedere i criteri attraverso i quali viene valutata la rappresentatività delle organizzazioni.
Secondo Alessi, la presenza di un numero così elevato di contratti collettivi rende indispensabile un intervento di razionalizzazione, non soltanto per assicurare maggiore chiarezza normativa, ma soprattutto per garantire tutele effettive ai lavoratori.
La rappresentatività, nella sua analisi, non dovrebbe essere valutata esclusivamente sulla base del radicamento territoriale, del numero degli iscritti o dell’appartenenza ideologica, ma attraverso strumenti capaci di misurare concretamente la qualità delle garanzie offerte e il rispetto dei principi costituzionali.
Un altro tema centrale del suo intervento è stato quello della sicurezza sul lavoro, considerata una priorità irrinunciabile. La tutela dei lavoratori, ha sottolineato, deve accompagnarsi alla valorizzazione degli artigiani e delle piccole realtà produttive, che costituiscono una parte essenziale dell’economia italiana e siciliana.
Da qui anche la richiesta di un maggiore impegno della politica sul fronte del credito d’imposta e degli strumenti strategici necessari a sostenere investimenti, innovazione e continuità aziendale.
All’appuntamento palermitano hanno preso parte, tra gli altri, Francesca Prudenzano, docente di Diritto del lavoro all’Università degli Studi Roma Tre, rappresentanti di Confintesa e Rosario Mazzola, indicato tra i partecipanti in rappresentanza di ANCI. Una presenza articolata che ha confermato la volontà di coinvolgere competenze e sensibilità differenti in una riflessione comune sul futuro del lavoro.
Il decennale di FMPI è diventato così non soltanto un momento celebrativo, ma anche un’occasione per rilanciare il ruolo delle organizzazioni rappresentative nella definizione delle politiche economiche e occupazionali.
Dal confronto di Palermo emerge infatti un messaggio che riguarda l’intero sistema produttivo nazionale: la tutela dei lavoratori e il sostegno alle imprese non devono essere considerati obiettivi contrapposti, ma elementi complementari di una stessa strategia di sviluppo.
Ridurre il costo contributivo, semplificare gli adempimenti, rendere più trasparente la contrattazione collettiva e rafforzare le garanzie salariali sono alcune delle direttrici indicate per affrontare le sfide dei prossimi anni.
La questione centrale resta quella di trasformare le proposte emerse dal dibattito in iniziative legislative e strumenti operativi, attraverso un confronto continuativo tra Governo, Parlamento, istituzioni territoriali e parti sociali.
In un mercato del lavoro attraversato da cambiamenti tecnologici, economici e organizzativi, la sfida è costruire un sistema di relazioni industriali capace di garantire dignità, sicurezza e salari adeguati, senza penalizzare le imprese che investono e creano occupazione.
Ed è proprio questo il significato politico, economico e sociale del messaggio lanciato da Palermo: una rappresentanza autorevole si costruisce attraverso il dialogo, la responsabilità e la capacità di produrre risultati concreti, mettendo al centro il valore del lavoro e il futuro delle imprese.
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- CNEL – Archivio nazionale dei contratti collettivi
- Ministero del Lavoro – Norme e contratti collettivi. Approfondimento normativo
(foto di Angelo Cirrincione fornita dall’ufficio stampa in allegato al comunicato)
