Il Comune di Baronissi scende in campo a sostegno di don Luigi Merola e della Fondazione ‘A voce d’e creature, colpita dal furto dell’autovettura utilizzata quotidianamente per le attività dedicate ai giovani. Un episodio che non rappresenta soltanto un danno materiale, ma rischia di creare difficoltà a una realtà da anni impegnata nella lotta al disagio giovanile, nella promozione della legalità e nel recupero sociale dei ragazzi più vulnerabili. Per questo motivo, l’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Anna Petta ha deciso di lanciare un appello alla solidarietà, invitando cittadini, associazioni e imprenditori a contribuire all’acquisto di un nuovo mezzo.
L’iniziativa nasce dalla volontà di trasformare la vicinanza istituzionale in un aiuto tangibile, capace di sostenere concretamente il lavoro portato avanti da don Luigi Merola e dai collaboratori della Fondazione. L’automobile sottratta rappresentava infatti uno strumento essenziale per gli spostamenti quotidiani e per l’organizzazione delle attività rivolte ai ragazzi e alle loro famiglie. La sua perdita rischia di rendere più complicata la gestione dei servizi e delle iniziative educative che costituiscono il cuore dell’impegno dell’organizzazione.
La Fondazione ‘A voce d’e creature è da tempo un punto di riferimento per tanti giovani che vivono situazioni di difficoltà e che, grazie a percorsi educativi, attività formative e opportunità di inclusione, possono trovare alternative concrete alla strada e ai rischi della criminalità. Un lavoro delicato e fondamentale, che punta a costruire una cultura della responsabilità, del rispetto delle regole e della partecipazione sociale, offrendo ai ragazzi strumenti per immaginare e realizzare un futuro diverso.
Il furto dell’autovettura assume quindi un significato particolarmente grave proprio perché colpisce un’organizzazione impegnata ogni giorno nella tutela delle nuove generazioni. Non si tratta semplicemente di sostituire un bene materiale, ma di garantire la continuità di un percorso educativo e sociale che coinvolge ragazzi, famiglie e operatori. Da qui la decisione del Comune di Baronissi di mobilitare il territorio attraverso un appello pubblico alla generosità e alla partecipazione.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è la sindaca Anna Petta, che richiama il ruolo delle istituzioni nella costruzione di una comunità solidale e attenta alle esigenze di chi opera per il bene comune.
“Le istituzioni hanno il dovere di essere vicine a chi ogni giorno lavora per il bene comune. La Fondazione di don Luigi Merola rappresenta una realtà importante, impegnata a costruire opportunità per i giovani e a offrire risposte concrete a situazioni di difficoltà. Quanto accaduto non deve fermare questo lavoro. Per questo vogliamo rivolgere un appello alla generosità delle persone, affinché ciascuno possa contribuire secondo le proprie possibilità. Non è importante l’entità del singolo contributo, ma la capacità di una comunità di unirsi per raggiungere un obiettivo comune. La solidarietà non deve restare soltanto un principio, ma diventare una scelta concreta”, dichiara la sindaca Anna Petta.
Parole che evidenziano la volontà dell’Amministrazione comunale di andare oltre una semplice dichiarazione di vicinanza, promuovendo una mobilitazione collettiva in grado di produrre risultati concreti. L’acquisto di una nuova automobile diventa così un obiettivo condiviso, al quale ciascuno può contribuire secondo le proprie possibilità economiche.
L’appello non si rivolge esclusivamente ai cittadini di Baronissi, ma anche alle associazioni, alle attività commerciali, alle aziende e alle realtà imprenditoriali sensibili ai temi della solidarietà e della responsabilità sociale. Il messaggio dell’Amministrazione è chiaro: anche un contributo di piccola entità può assumere un valore significativo quando viene accompagnato dalla partecipazione di un’intera comunità.
Sulla vicenda interviene anche l’assessore comunale alla Sicurezza Alfonso Farina, che pone l’accento sull’importanza delle attività educative e preventive svolte dalla Fondazione e sul ruolo che queste realtà rivestono nel contrasto al disagio giovanile.
“Il lavoro svolto dalla Fondazione rappresenta un presidio importante sul fronte della prevenzione, dell’educazione e della cultura della legalità. Come assessore alla Sicurezza ritengo fondamentale sostenere le realtà che ogni giorno operano per contrastare il disagio e offrire ai ragazzi prospettive diverse. Il furto dell’autovettura è un fatto che non può lasciarci indifferenti. Dobbiamo trasformare l’indignazione in un gesto concreto di solidarietà, coinvolgendo cittadini, associazioni e mondo imprenditoriale. Anche un piccolo contributo, se condiviso da tante persone, può diventare un aiuto significativo. L’obiettivo è consentire alla Fondazione di acquistare un nuovo mezzo e proseguire senza ulteriori difficoltà il proprio impegno a favore dei giovani”, dichiara Alfonso Farina.
L’intervento dell’assessore richiama un tema centrale nel dibattito sulla sicurezza e sulla prevenzione della criminalità minorile: l’importanza di affiancare alle attività di controllo del territorio iniziative educative capaci di intervenire sulle cause del disagio sociale. Offrire ai giovani luoghi di aggregazione, punti di riferimento e opportunità di crescita significa contribuire alla costruzione di comunità più inclusive e consapevoli.
In questo contesto, l’esperienza di don Luigi Merola rappresenta un esempio dell’importanza del lavoro sociale svolto quotidianamente accanto ai ragazzi. La sua attività e quella della Fondazione ‘A voce d’e creature si concentrano sulla possibilità di sottrarre i giovani a situazioni di marginalità, accompagnandoli attraverso percorsi fondati sull’educazione, sull’ascolto e sulla valorizzazione delle capacità individuali.
Proprio per questo, la disponibilità di un’autovettura non costituisce un elemento secondario nell’organizzazione delle attività della Fondazione. Un mezzo di trasporto permette di affrontare le necessità operative quotidiane, facilitando gli spostamenti e contribuendo alla continuità dei progetti educativi. La sottrazione dell’auto rappresenta dunque un ostacolo pratico che l’iniziativa di solidarietà promossa dal Comune di Baronissi punta a superare.
L’Amministrazione comunale intende coinvolgere il maggior numero possibile di persone, facendo leva su un principio semplice ma fondamentale: la difesa della legalità e il sostegno ai giovani non possono essere considerati responsabilità esclusive delle istituzioni o delle organizzazioni sociali, ma richiedono il contributo dell’intera collettività.
La partecipazione dei cittadini e del mondo imprenditoriale potrebbe consentire alla Fondazione di tornare a disporre di un’automobile necessaria allo svolgimento delle proprie attività. Al tempo stesso, una risposta solidale rappresenterebbe un segnale importante nei confronti di quanti ogni giorno si impegnano per costruire opportunità di riscatto sociale e percorsi alternativi all’emarginazione.
Non sono stati indicati nel testo dell’appello specifici riferimenti bancari o modalità operative per effettuare i contributi. Per questo motivo, chi desidera partecipare all’iniziativa potrà fare riferimento alle comunicazioni ufficiali del Comune di Baronissi e della Fondazione ‘A voce d’e creature, così da conoscere le eventuali indicazioni per sostenere concretamente l’acquisto del nuovo mezzo.
A chiudere l’appello è ancora la sindaca Anna Petta, che sottolinea il significato collettivo dell’iniziativa e il valore della vicinanza a chi dedica il proprio impegno al futuro delle nuove generazioni.
“Una comunità si riconosce anche dalla capacità di sostenere chi lavora ogni giorno per gli altri. Essere vicini a don Luigi Merola e alla sua Fondazione significa sostenere un impegno che riguarda il futuro dei nostri ragazzi e il valore della solidarietà”, conclude la sindaca Anna Petta.
L’appello lanciato da Baronissi vuole dunque trasformare un episodio negativo in un’occasione di partecipazione e responsabilità condivisa. L’obiettivo è restituire alla Fondazione uno strumento fondamentale per continuare le proprie attività, dimostrando che alla sottrazione di un bene destinato al servizio dei più giovani si può rispondere con la forza della solidarietà. Un messaggio che unisce legalità, educazione e impegno civile, ricordando come il futuro dei ragazzi rappresenti un patrimonio da difendere attraverso azioni concrete e una comunità capace di fare rete.
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