Sale a 250 il numero degli sfollati a Pozzuoli dopo la forte scossa di terremoto di magnitudo 4.7 che nella serata di ieri, venerdì 31 luglio, ha colpito i Campi Flegrei. Nove fabbricati sono stati dichiarati inagibili, mentre tre strade, via Cigliano, via Fasano e via Sacchini, restano interdette per motivi di sicurezza. Il bilancio è di 21 feriti, venti soccorsi all’ospedale di Pozzuoli e uno a Giugliano. È invece tornata regolare dall’1.30 la circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli, dopo la sospensione precauzionale necessaria per le verifiche tecniche: i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali hanno accumulato ritardi fino a 380 minuti, con deviazioni, cancellazioni e limitazioni di percorso.
La forte scossa di terremoto di magnitudo 4.7 che ha colpito i Campi Flegrei ha provocato paura, feriti, evacuazioni e danni agli edifici e alle infrastrutture. Il sisma, avvertito distintamente a Pozzuoli, nei quartieri occidentali di Napoli e in numerosi comuni dell’area flegrea, è stato seguito da diverse repliche che hanno spinto migliaia di persone a trascorrere la notte fuori casa, nelle automobili, in strada o nelle aree di accoglienza predisposte dalle autorità.
La scossa principale è stata registrata alle 19:46 nell’area dei Campi Flegrei, a una profondità di circa tre chilometri. La ridotta profondità dell’evento ha contribuito a rendere il terremoto particolarmente intenso per la popolazione. Il movimento tellurico è stato percepito con forza non soltanto a Pozzuoli, ma anche a Bacoli, Quarto, Monte di Procida e in diversi quartieri di Napoli, tra cui Bagnoli, Fuorigrotta, Agnano e Pianura.
Il bilancio aggiornato dell’emergenza è di 21 feriti. Venti persone sono state soccorse all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, mentre un altro ferito è stato assistito a Giugliano in Campania. Due pazienti sarebbero stati ricoverati in codice rosso, mentre gli altri avrebbero riportato contusioni, traumi e ferite di diversa entità, provocati soprattutto dalla caduta di materiali, dalla fuga precipitosa dalle abitazioni o da malori legati alla paura.
Con il proseguire delle verifiche tecniche è aumentato anche il numero delle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni: secondo fonti ufficiali gli sfollati a Pozzuoli sono almeno 250. Si tratta tuttavia di un dato ancora provvisorio, destinato potenzialmente a crescere man mano che saranno completati i sopralluoghi negli edifici pubblici e privati.
I fabbricati già dichiarati inagibili sono nove. Tecnici comunali, squadre dei Vigili del Fuoco e personale della Protezione Civile stanno controllando gli immobili interessati da crepe, lesioni strutturali, cadute di intonaci e cornicioni pericolanti. Alcune evacuazioni sono state disposte immediatamente dopo il sisma, mentre altre sono state decise nelle ore successive, al termine delle prime verifiche statiche.
Particolarmente delicata è la situazione in alcune zone di Pozzuoli, dove tre strade sono state dichiarate inagibili o interdette alla circolazione. Si tratta di via Cigliano, via Fasano e via Sacchini. In quest’ultima strada il provvedimento è stato adottato per il rischio di crollo di un campanile, mentre nelle altre aree sono stati segnalati dissesti, lesioni e pericoli legati alla caduta di materiale.
In via Fasano i Vigili del Fuoco hanno soccorso un uomo di 80 anni costretto a letto. L’anziano si trovava all’interno di un edificio le cui scale erano state seriamente danneggiate dalla scossa. I soccorritori sono riusciti a raggiungerlo e a portarlo in sicurezza al piano stradale utilizzando un’autoscala e tecniche specialistiche, prima di affidarlo al personale sanitario.
Nella seconda traversa Virgilio una palazzina ha riportato gravi lesioni, rendendo necessario lo sgombero di 18 famiglie. Altri interventi sono stati effettuati nel centro storico, nella zona dell’Anfiteatro Flavio, lungo via Napoli e nei quartieri maggiormente interessati dal sollevamento del suolo collegato al fenomeno del bradisismo.
Il terremoto ha provocato anche cedimenti lungo il costone tufaceo che sovrasta via Napoli. Massi e detriti hanno raggiunto la carreggiata, danneggiando almeno un’automobile e uno scooter parcheggiati. Non risultano persone direttamente coinvolte dal crollo, ma l’area è stata transennata per consentire le verifiche e prevenire ulteriori rischi.
Per assistere la popolazione sono state attivate aree di accoglienza e strutture temporanee. Al Palatrincone di Monterusciello sono stati predisposti 185 posti letto destinati agli sfollati e alle persone che non hanno potuto o voluto fare ritorno nelle proprie abitazioni. Altri punti di assistenza sono stati organizzati nell’ex Base Nato di Bagnoli e nell’area di via Terracina, a Napoli.
Durante la notte volontari, personale sanitario, forze dell’ordine, Croce Rossa Italiana, Protezione Civile e amministrazioni locali hanno distribuito acqua, generi di prima necessità e assistenza alle famiglie. Molti residenti hanno comunque preferito dormire nelle automobili o rimanere nelle aree aperte, soprattutto a causa delle numerose repliche registrate dopo la scossa principale.
Il sisma ha avuto pesanti ripercussioni anche sulla circolazione ferroviaria. Subito dopo il terremoto, il traffico dei treni nel nodo di Napoli è stato sospeso in via precauzionale per consentire le verifiche tecniche sulle linee e sulle infrastrutture.
Secondo quanto comunicato da Trenitalia, la circolazione ferroviaria è tornata regolare intorno all’1:30 del 1° agosto. La sospensione aveva interessato i collegamenti Alta Velocità, Intercity e Regionali, determinando forti rallentamenti e modifiche ai percorsi.
Durante l’emergenza i treni Alta Velocità, Intercity e Regionali hanno accumulato ritardi fino a 380 minuti. Alcuni convogli sono stati deviati su itinerari alternativi, mentre diversi treni Alta Velocità hanno subito limitazioni di percorso. Per i collegamenti regionali sono state disposte anche cancellazioni e limitazioni delle tratte.
Il ritorno alla regolarità della circolazione è avvenuto dopo il completamento dei controlli tecnici necessari a verificare l’assenza di danni tali da compromettere la sicurezza della rete ferroviaria. I disagi accumulati durante le ore di sospensione hanno tuttavia continuato a produrre conseguenze anche dopo la riapertura delle linee.
Problemi sono stati segnalati anche sulle linee Cumana e Circumflegrea, dove la circolazione è stata sospesa per consentire le ispezioni. Alcuni detriti provenienti dal cedimento di un muro avrebbero raggiunto i binari. Le verifiche hanno interessato inoltre la Tangenziale di Napoli e le principali arterie stradali dell’area occidentale della città.
Il porto di Pozzuoli ha riportato lesioni nelle corsie di accesso alle banchine. La Capitaneria di Porto ha disposto la sospensione temporanea degli accosti e dei collegamenti marittimi in partenza e in arrivo, con conseguenze sulle corse dirette verso Ischia e Procida proprio nel fine settimana di inizio agosto, caratterizzato da un intenso movimento turistico.
Un’altra criticità ha riguardato la fornitura di energia elettrica. Il cedimento di un traliccio dell’alta tensione ha provocato inizialmente un’interruzione che ha coinvolto circa 100mila utenze. I tecnici di Terna ed E-Distribuzione hanno lavorato per rialimentare le abitazioni attraverso linee alternative, riducendo progressivamente il numero degli utenti rimasti senza corrente.
Dopo l’evento principale, l’area è stata interessata da uno sciame sismico con decine di scosse. Una replica di magnitudo 3.8 è stata registrata intorno alle 22 del 31 luglio ed è stata chiaramente avvertita dalla popolazione. Altri eventi sono proseguiti durante la notte, tra cui una scossa di magnitudo 3.1 registrata alle 5:47 del 1° agosto.
Il susseguirsi delle scosse ha alimentato la preoccupazione dei residenti, molti dei quali hanno deciso di non rientrare nelle proprie abitazioni anche in assenza di danni visibili. Le autorità hanno invitato la popolazione a non sostare nelle vicinanze di edifici lesionati, cornicioni, campanili e costoni potenzialmente instabili.
Il prefetto di Napoli Michele di Bari ha convocato il Centro coordinamento soccorsi per seguire l’evoluzione dell’emergenza. Alle riunioni hanno partecipato il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano, i sindaci dei comuni coinvolti, le forze dell’ordine, i rappresentanti delle aziende sanitarie e gli organismi impegnati nei soccorsi.
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha seguito la situazione mantenendo i contatti con il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci, con il sottosegretario Alfredo Mantovano, con Fabio Ciciliano e con il prefetto Michele di Bari.
Il sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni ha invitato i cittadini a mantenere la calma, a evitare la diffusione di notizie non verificate e a seguire esclusivamente le comunicazioni del Comune, della Protezione Civile e dell’Osservatorio Vesuviano. Il Centro operativo comunale è stato attivato per coordinare i sopralluoghi, raccogliere le segnalazioni e garantire assistenza agli sfollati.
La scossa di magnitudo 4.7 si inserisce nel complesso fenomeno del bradisismo dei Campi Flegrei, caratterizzato dal progressivo sollevamento o abbassamento del suolo e accompagnato da deformazioni del territorio e attività sismica. La magnitudo di un singolo terremoto non permette di prevedere con certezza l’evoluzione dello sciame né l’eventuale verificarsi di scosse più forti.
Il numero degli sfollati e degli edifici inagibili potrebbe essere ulteriormente aggiornato al termine dei sopralluoghi. La situazione rimane sotto costante osservazione da parte dell’INGV, della Protezione Civile, della Prefettura di Napoli e delle amministrazioni locali.
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(foto da Protezione Civile Regione Campania)
