Nel cuore verde del Real Bosco di Capodimonte, Napoli si prepara a celebrare il profumo più mediterraneo che ci sia: quello degli agrumi. Sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo 2026 torna Agrumi in Festa, alla sua terza edizione, nel Giardino Torre: un luogo storico, un tempo vivaio e azienda agricola dei Borbone, oggi agro-ecosistema urbano didattico e produttivo grazie al recupero curato da Delizie Reali Scarl.
L’evento nasce per valorizzare un patrimonio botanico raro e vivo, che qui ha una data simbolica precisa: 1816. È infatti nel Giardino Torre che venne introdotto sperimentalmente il primo albero di mandarino, poi descritto dal botanico Michele Tenore come Citrus deliciosa. Un dettaglio che trasforma la passeggiata tra i viali in una piccola lezione di storia naturale napoletana, oltre che in un’esperienza sensoriale.
Il weekend è pensato come un percorso “a tappe” tra divulgazione, attività per famiglie, artigianato e gusto. Il programma di sabato mattina si apre con l’incontro “Agrumi a Capodimonte: un patrimonio vivente dal 1816”, introdotto da Nunzia Petrecca (AD di Delizie Reali Scarl) e Alessandra Rullo (Capo Curatore del Museo e Real Bosco di Capodimonte). Intervengono Nunziatina De Tommasi con un focus su Citrus come “biofabbrica naturale” e la giornalista e scrittrice Licia Granello con un contributo dedicato al ruolo degli agrumi nella cultura alimentare mediterranea. A chiudere, l’esecuzione di brani di tradizione partenopea con Aurora Giglio, presidente dell’associazione MusiCapodimonte.
Poi si entra nel vivo, letteralmente, camminando: le visite guidate all’agrumeto storico (a cura dell’agronomo e architetto paesaggista Salvatore Terrano) portano lungo i viali della Fruttiera Reale — inserita dal 2021 nell’elenco degli Alberi Monumentali d’Italia — alla scoperta delle cultivar coltivate in terra e in vaso, tra scienza, paesaggio e racconti borbonici. Per i più piccoli c’è anche un laboratorio pratico, “Alla scoperta degli Agrumi”, dove si mette le mani nella terra per piantare un seme e capire il ciclo vitale della pianta, passando anche dal tema del compostaggio e delle buone pratiche ambientali.
Durante entrambe le giornate, spazio anche alla creatività con “Impronte di Agrumi”, laboratorio di stampa a mano a cura di Fiorita Ragozzino, che usa gli agrumi freschi come matrici naturali per creare segni e texture su cartoncino e tessuto. E non finisce lì: l’esperienza prosegue con dimostrazioni su carta artigianale (da materiali riciclati) ed estrazione di pigmenti naturali tramite decotto in acqua. Domenica si aggiunge un’altra perla: l’antica arte del cestaio raccontata dal maestro artigiano Alfredo Di Matteo, con intrecci e fibre vegetali che rimettono al centro saperi manuali spesso dimenticati.
Uno dei punti forti di Agrumi in Festa 2026 è l’esposizione botanica: nel Giardino dei Fiori si concentra una selezione eccezionale di oltre 50 specie e varietà, tra cui anche esemplari insoliti come il cedro Mano di Buddha e il Kaffir lime. È il tipo di mostra che fa felici sia gli appassionati (per le differenze morfologiche e aromatiche) sia chi vuole semplicemente “riempirsi gli occhi” di colori e profumi. Accanto alla parte espositiva, lungo i viali dell’agrumeto e sotto il Canforo monumentale, prende vita il mercato: frutti e piante in vaso, trasformati, specialità artigianali locali e prodotti firmati Delizie Reali, come marmellate e succhi naturali, oltre a prodotti apistici di Leaf Botanicals.
E sì: qui l’agrumo si mangia anche in versione “gastronomica”. Nel fine settimana limoni, arance, mandarini e bergamotto entrano nei piatti e nelle preparazioni del bistrot e della Stufa dei Fiori con lo chef Giorgjio Comitangelo e lo chef Gennaro Mango, fino ad arrivare alla pizza del maestro pizzaiolo Salvatore De Rinaldi, dove gli agrumi diventano ingrediente e firma aromatica. Per chi prenota a pranzo è disponibile anche una navetta da Porta Miano o Porta di Mezzo, dettaglio utile per vivere la giornata senza stress logistici.
Sul fronte pratico, l’ingresso al Giardino Torre è gratuito (accesso dal Real Bosco di Capodimonte), mentre visite e laboratori sono su prenotazione tramite Ticket.it, con possibilità di acquistare in loco solo se restano posti liberi. Per informazioni organizzative e prenotazioni, ci sono i contatti dedicati; per bistrot e pizzeria è previsto un numero specifico, attivo nei giorni indicati.
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(foto fornite dall’Ufficio stampa in allegato al comunicato)
